World Naval Ships Forums  
VIEW ALL OF OUR CURRENT SPECIAL OFFERS HERE!

Go Back   World Naval Ships Forums > Naval History > Italian Ships and Crews
Register FAQ Members List Calendar Search Today's Posts Mark Forums Read

Italian Ships and Crews Topics relating to a specific Italian ship or ships.

Reply
 
Thread Tools Display Modes
  #51  
Old 12-06-2010, 10:59
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
Sub-Lieutenant
 
Join Date: Mar 2010
Posts: 100
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Terry hello!:
Here goes other history,in this occasion is the history of the light cruiser "Taranto",by that I see I believe that this warship was a antique German cruiser in the Great War.One great salute Terry!.

Pedro

Taranto (incrociatore)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: Navigazione, cerca
Taranto
exSMS Straßburg


Descrizione generale
·
Tipo incrociatore leggero
Classe
Numero unità {{{numero_unità}}}
Costruttori {{{costruttori}}}
Cantiere Arsenale di Wilhelmshaven
Matricola
Ordine
Impostazione 1910
Varo 24 agosto 1911
Completamento
Entrata in servizio Germania 1 ottobre 1912
Italia 1925
Proprietario Kaiserliche Marine fino al 20 luglio 1920
Regia Marina dal 20 luglio 1920
Radiazione
Destino finale affondato il 23 settembre 1944
Caratteristiche generali
Dislocamento a pieno carico 5993 t
Stazza lorda t
Lunghezza 138,7 m
Larghezza 13,5 m
Altezza m
Pescaggio 6,1 m
Profondità operativa m
Ponte di volo
Propulsione 14 Caldaie
2 turbine
2 eliche
Potenza 25.000 hp
Velocità 27 nodi
Autonomia 5820miglia a 12 nodi
Capacità di carico
Numero di cabine {{{numero_di_cabine}}}
Equipaggio 461
Passeggeri
Equipaggiamento
Sensori di bordo
Sistemi difensivi
Armamento artiglieria alla costruzione:
10 cannoni da 150/45mm
siluri:

4 tubi lanciasiluri da 500mm
mine

Corazzatura

Orizzontale: 60mm
Verticale: 60mm
Artiglierie: 50mm
Torrione: 100mm

Mezzi aerei
Note
Motto Ovunque un raggio della gloria d'Italia
Soprannome

L'incrociatore Taranto, proveniente dalla Kaiserliche Marine al termine della prima guerra mondiale, fu incluso nelle navi che spettavano all'Italia come prede belliche e fu preso in consegna dalla Regia Marina nel porto di Cherbourg il 20 luglio 1920. Era stato costruito nell'Arsenale di Wilhelmshaven dove impostato nel 1910 era stato varato il 24 agosto 1911 con il nome SMS Straßburg e insieme ad altre tre unità costituiva la classe Magdeburg, una classe di incrociatori leggeri due dei quali, l'SMS Magdeburg e l'SMS Breslau furono perduti nel corso della prima guerra mondiale, mentre il terzo, l'SMS Stralsund venne ceduto alla Francia e ribattezzato Mulhouse.

Indice [nascondi]
1 Caratteristiche
2 Servizio nella Kaiserliche Marine
3 Servizio nella Regia Marina
3.1 Seconda guerra mondiale
4 Immagini
5 Voci correlate
6 Collegamenti esterni


Caratteristiche [modifica]
La protezione era costituita da una cintura verticale di 60 mm e una orizzontale di 50 mm oltre a un doppiofondo per la difesa subacquea. L'apparato motore era composto da 16 caldaie a combustione mista con 4 fumaioli e una potenza di 25000 HP distribuita su due assi che consentiva all'unità di raggiungere una velocità massima di 27 nodi. L'armamento originale era composto da 12 cannoni Krupp da 105/45 mm e da 4 lanciasiluri da 500 mm, ma già nel 1916, durante la prima guerra mondiale, venne modificato in 7 cannoni da 150/45 mm e 2 cannoni da 88/45 mm e vennero mantenuti i tubi lanciasiluri.

Servizio nella Kaiserliche Marine [modifica]
Entrato in servizio l'1 ottobre 1912, dall'inizio di aprile 1913 venne impiegato nel Mediterraneo e alla fine dello stesso anno fu destinato a missioni nelle colonie tedesche del Togo, Camerun e Africa del Sud Ovest. Con l'approssimarsi del primo conflitto mondiale fece ritorno in Germania e venne destinato alla difesa costiera del Mare del Nord, prendendo parte alla battaglia di Helgoland del 28 agosto 1914, nel corso della quale venne danneggiato, in quella che fu la prima grande battaglia navale della prima guerra mondiale.

La nave all'epoca del servizio nella Kaiserliche Marine Servizio nella Regia Marina [modifica]
Entrato a far parte della Regia Marina e classificato esploratore, venne sottoposto a lavori di riparazione e di modifica, con lo sbarco dei cannoni da 88 mm sostituiti con due da 76/40 mm e mantenendo solamente 2 tubi lanciasiluri.

Entrato in servizio nel 1925 fece parte della Divisione Leggera della Squadra Navale, partecipando alle manovre navali e l'1 dicembre dello stesso anno venne aggregato alla Prima Divisione della Squadra Esploratori. Dal 1926 e fino al 1936 imbarcò un idrovolante.

Il 3 maggio 1926 partì per il Mar Rosso toccando le acque dell'Eritrea e della Somalia come ammiraglia della flotta italiana dislocata nell'Oceano Indiano. In Somalia cooperò con le forze di terra impegnate nella lotta contro i ribelli ed una sua compagnia da sbarco di 120 marinai occupò per 27 giorni la località di Bender Kassim.

Dopo essere rientrato in Italia il 14 gennaio 1927 e sottoposto a lavori di manutenzione e riparazione a Taranto, il 20 settembre dello stesso anno entrò a far parte della Divisione Esploratori della Seconda Squadra.

Dal 15 marzo 1928 all'1 ottobre 1929 venne destinato alla Divisione Esploratori della Prima Squadra effettuando brevi crociere nel Mediterraneo occidentale e dell'Atlantico.

Dal 10 ottobre dello stesso anno, dopo essere stato riclassificato incrociatore, passò alle dipendenze del Comando in Capo della Seconda Squadra e dal 21 dello stesso mese divenne Nave Ammiraglia della Quarta Divisione, effettuando nel 1930 e nel 1931 crociere in Libia, Albania e Grecia.

Dall'1 luglio all'1 settembre 1932, costituì insieme alla torpediniera Zenson il "Gruppo Navi Scuole Meccanici" effettuando una crociera nel corso della quale toccò i porti italiani dell'Adriatico e le acque dell'Albania, della Grecia e della Libia. Dopo lo scioglimento del Gruppo, il Taranto diventò Nave Ammiraglia della Forza navale di Riserva.

Dall'1 luglio 1933 ricostituì con la torpediniera Cortellazzo il "Gruppo Navi Scuole Meccanici" visitando nel corso della campagna d'istruzione porti libici, greci e del Dodecaneso.

Dopo che il 18 febbraio 1934 aveva assunto le funzioni di nave sede dell'Ispettorato Sommergibili, nell'estate successiva effettuò, con i sommergibili dipendenti, una crociera nel Mediterraneo visitando la Grecia, il Dodecaneso, la Palestina, l'Egitto, la Libia, la Sicilia, l'Algeria e la Spagna.

Nel maggio 1935 veniva trasferito a La Spezia per lavori di rimodernamento, al termine dei quali venne destinato in Mar Rosso dove giunse il 5 settembre dello stesso anno svolgendo varie missioni in compiti di servizio coloniale lungo le coste dell'Eritrea e della Somalia.

Al ritorno a Taranto, il 28 agosto 1936 rientrò in arsenale per radicali lavori di riparazione e trasformazione, nel corso dei quali furono abolite due caldaie e un fumaiolo, con la conseguente diminuzione della potenza scesa a 13000 CV e della velocità, che scese a 21 nodi.

Dopo essere stato trasferito per il completamento dei lavori al Cantiere Scoglio Olivi di Pola il 10 giugno 1938 e a Venezia il 19 agosto 1939 l'unità fece rientro a Taranto il 29 ottobre successivo.

All'inizio del 1940 faceva parte delle Forze Navali dello Ionio e Basso Adriatico alle dipendenze del Comando in Capo del Dipartimento Marittimo di Taranto, insieme all'incrociatore Bari, alla nave appoggio idrovolanti Miraglia, alle navi della II Squadriglia cacciatorpediniere e della VI Squadriglia Torpediniere oltre al nucleo di navi ausiliarie.

Seconda guerra mondiale [modifica]
Durante la seconda guerra mondiale la nave svolse 11 missioni, 6 delle quali per posa di mine.

All'inizio del conflitto si trovava a Brindisi da dove effettuò alcune missioni per la posa di mine e dopo essere rientrato a Taranto il 21 giugno, allo scoppio delle ostilità contro la Grecia il 29 ottobre ritornò a Brindisi. Dopo essere stato dislocato in Alto Adriatico il 10 aprile 1941, tornò nuovamente a Brindisi e il successivo 20 luglio effettuò il bombardamento delle coste adriatiche, appoggiando l'azione di reparti da sbarco nelle operazioni che portarono all'occupazione della Jugoslavia e delle isole Ionie e della Grecia.

Nello stesso anno il 12 agosto, dopo essere stato assegnato alla Forza Navale Speciale come Nave Ammiraglia, trasferito alla Spezia per lavori di riparazione, rientrando in servizio il successivo 11 dicembre come Nave Ammiraglia della Forza Navale Speciale. Dopo essere stato trasferito, il 26 febbraio 1942, a Livorno, dove effettuò diverse uscite per esercitazioni, il successivo 12 dicembre venne posto in riserva e trasferito alla Spezia, dove il 9 settembre 1943, giorno seguente all'armistizio venne autoaffondato per non farlo cadere in mano ai tedeschi, che successivamente lo recuperarono per ostruire il passaggio della diga foranea. Dopo essere stato nuovamente affondato il 23 ottobre 1943 nel corso di un bombardamento aereo alleato fu riportato a galla dai tedeschi per andare definitamente perduto, in un'altra incursione aerea, il 23 settembre 1944. Il relitto venne recuperato poi nel dopoguerra per essere demolito.

Immagini [modifica]


Voci correlate [modifica]
Imbarcazioni militari italiane della seconda guerra mondiale
Collegamenti esterni [modifica]
Scheda sul sito della Marina Militare
Il Regio Incrociatore "Taranto"
Incrociatori obsoleti ex tedeschi
Note tecniche e storiche dell'incrociatore Strassburg
(EN) Magdeburg-class cruisers
(EN) MaritimeQuest photo gallery: Strassburg
(DE)Kleiner Kreuzer SMS Straßburg
Reply With Quote
  #52  
Old 12-06-2010, 13:18
astraltrader's Avatar
astraltrader astraltrader is offline
Forum Moderator
 
Join Date: Jan 2008
Location: Exeter/Devon.
Posts: 13,254
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Taranto (cruiser)
From Wikipedia, the free encyclopedia.
Jump to: navigation, search Taranto
exSMS Straßburg overview · Type unit Number Class light cruiser {{{drive_number}}} constructors Constructors {{{}}} Yard arsenal of Wilhelmshaven Freshman Order Setting 1910 Launch 24 August 1911 Complete commissioning Germany 1 October 1912
Italia 1925 Owner Kaiserliche Marine until 20 July 1920
Regia Marina from 20 July 1920 Radiation final destiny sunk on 23 September 1944 general features full load Displacement 5993 tonnes gross tonnage Length t 138,7 m Width 13.5 m Height m Draught 6,1 m Depth operational m flight deck 14 Boilers Propulsion
2 turbines
2 propellers
Power 25,000 hp Speed 27 knots Autonomy 5820miglia to 12 knots load capacity number of cabins {{{numero_di_cabine}}} Crew 461 Passenger Equipment Sensors on-board defensive Armament artillery Systems to building: 10 guns from 150/45 mm torpedoes:
4 tubes torpedo tubes from 500 mm anti-personnel Horizontal Vertical Armour: 60 mm: 60 mm Artillery: 50 mm Dungeon: 100 mm aircraft Note Motto Everywhere a radius of gloria d'Italia Nickname the Cruiser Taranto from WWI following World War I, was included in vessels that they deserve to Italy as prey war and was taken over by the Regia Marina in the port of Cherbourg on July 20, 1920. It was built in the arsenal of Wilhelmshaven where set in 1910 was launched on 24 August 1911 with the name SMS Straßburg and together with other three units constituted the Magdeburg class, a class of light cruisers, two of which the SMS Magdeburg and SMS Breslau were lost during the first world war, while the third, the SMS Stralsund was ceded to France and renamed Mulhouse.
Index [Hide]
1 Features 2 service in the Kaiserliche Marine 3 service in the Navy 3.1 WWII 4 Images 5 peercasting combativity external Characteristics [edit]
The protection was made from a belt of 60 mm vertical and a horizontal 50 mm plus a doppiofondo underwater defense. The engine was composed of 16 mixed combustion boilers with 4 funnels and a capacity of 25,000 HP distributed on two axes that allowed the unit to reach a maximum speed of 27 knots. Original armament was composed of 12 cannons Krupp 105/45 mm and 4 500 mm torpedo tubes, but already in 1916, during World War I, was changed to 7 guns from 150/45 mm and 2 cannons from 88/45 mm torpedo tubes were retained the tubes.
Service in the Kaiserliche Marine [edit]
Entered service on October 1, 1912, from early April 1913 was used in the Mediterranean, and at the end of the same year he was assigned to missions in the German colonies of Togo, Cameroon and southwestern Africa. In the run-up to world war I he returned to Germany and was destined for the defence of the North Sea, taking part in the battle of Heligoland of 28 August 1914, at which was damaged, in what was the first major naval battle of world war I.
The ship at the time of the service in the Kaiserliche Marine service in the Navy [edit]
Joined the Regia Marina and rated Scout, was subjected to repairs and change with unloading of 88 mm guns were replaced with two from 76/40 mm and keeping only 2 tubes torpedo tubes.
Entered service in 1925 he was a member of the Naval Division team, participating in the naval manoeuvres and 1 December aggregated to the first Division team explorers. Since 1926 and until 1936 embarked a seaplane.
On 3 May 1926 he departed for the Red Sea by tapping the waters of Eritrea and Somalia as flagship of the Italian fleet deployed in the Indian Ocean. In Somalia, he cooperated with ground forces engaged in the fight against the rebels and his company from landing of 120 sailors occupied for 27 days on the locality of Bender Kassim.
After returning to Italy on 14 January 1927 and subjected to repair and maintenance work in Taranto, on 20 September of that year joined the Explorers of the second Division team.
From 15 March 1928 to 1 October 1929 he was destined for Division explorers first team performing short cruises in the Western Mediterranean and Atlantic.
From 10 October of that year, after being reclassified Cruiser, was employed by the Command in Chief of the second team and from 21 of the same month he became flagship of the Fourth Division, performing in 1930 and 1931 cruises in Libya, Albania and Greece.
From 1 July to 1 September 1932, formed together with the torpedo boat Zenson the "Mechanical" Group Ships Schools by making a cruise during which touched the Italian ports of the Adriatic and the waters of Albania, Greece and Libya. After the dissolution of the group, the Taranto became flagship of the reserve naval force.
From 1 July 1933 he reconstituted with the torpedo boat Cortellazzo the "Mechanical" Group Ships visiting Schools during the year of education ports Libyans, Greeks and the Dodecanese.
After the 18 February 1934 had assumed the functions of ship home inspectors submarines, in the following summer he undertook, with submersibles employees, a cruise in the Mediterranean by visiting Greece, the Dodecanese, Palestine, Egypt, Libya, Sicily, Algeria and Spain.


In May 1935 was transferred to La Spezia for work on modernization, after which it was intended in the Red Sea where he arrived on 5 September the same year doing various missions in the colonial service tasks along the coasts of Eritrea and Somalia.
Upon returning to Taranto, on 28 August 1936 reentered arsenal for radical repairs and transformation, in the course of which were abolished two boilers and a smokestack, diminished power down to 13,000 HP and speed, which dropped to 21 knots.
After being transferred to the completion of the work to the shipyard Scoglio picholine Pola on 10 June 1938 and in Venice on 19 August 1939 the drive did return to Taranto on 29 October next.
In early 1940 was part of the Ionian naval forces and lower Adriatic employed by the Command in Chief of the Maritime Department of Taranto, together with the Cruiser Bari, the seaplane Miraglia, ships of destroyer Squadron II and VI Escadrille fast torpedo boats in addition to the core of support vessels.
World War II [edit]
During the second world war the ship was 11 missions, six of which for laying of mines.
At the beginning of the conflict was at Brindisi from where he undertook several missions for the laying of mines and after returning to Taranto on 21 June, at the outbreak of hostilities against Greece on 29 October returned to Brindisi. After being stationed in the Northern Adriatic Sea on 10 April 1941, he returned again in Brindisi and the subsequent 20 July made the bombardment of the Adriatic coast, supporting the action of departments from landing operations that had led to the occupation of Yugoslavia and of the Ionian Islands and Greece.
In the same year on 12 August, after being assigned to the Special naval force as flagship, transferred to spice for repairs, falling into service the next 11 December as flagship of Special naval force. After being transferred, on 26 February 1942, in Livorno, where he performed various outputs for tutorials, the subsequent 12 December was retained and transferred to La Spezia, where on 9 September 1943, following the Armistice Day was autoaffondato not falling into the hands of Germans who subsequently recaptured to block the passage of the breakwater. After being again sunk on 23 October 1943 during an allied air bombardment was reported afloat by the Germans to go definitely lost in another aerial, on 23 September 1944. The wreckage was recovered later post-war to be demolished.
Images [edit]

Peercasting [edit]
Italian military Boats of World War II external links [edit]
Tab on the site of Royal Navy Cruiser "Taranto" obsolete Cruisers former technical notes and historic Cruiser Strassburg (EN) Magdeburg-class cruisers (EN) MaritimeQuest Photo Gallery: Strassburg (DE) Kleiner Kreuzer SMS Straßburg


I have included two pictures of the Italian cruiser Taranto.

The second one is a rare picture showing her remains in 1945.
Attached Images
File Type: jpg RN TARANTO-EX STRASSBURG-4-1920-1944TB.jpg (511.6 KB, 64 views)
File Type: jpg RN TARANTO-EX STRASSBURG-3-1920-1944-45TB.jpg (380.1 KB, 49 views)
__________________
Best wishes,
Terry/Exeter. UK



HMS BADSWORTH [HUNT CLASS DESTROYER]
Reply With Quote
  #53  
Old 15-06-2010, 18:18
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
Sub-Lieutenant
 
Join Date: Mar 2010
Posts: 100
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Dear Terry,hello!:
Very much thanks for your kind and fine work!.

Pedro
Reply With Quote
  #54  
Old 15-06-2010, 18:49
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
Sub-Lieutenant
 
Join Date: Mar 2010
Posts: 100
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Dear Terry!:
Here I put the history of the Italian light cruiser "Armando Diaz" in Italian language,please Terry use your wonderful program of traslation to English.One great salute from Spain,yours:

Pedro


Incrociatore leggero “ARMANDO DIAZ”
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Armando Diaz

L'Armando Diaz alla fonda
Descrizione generale



Classe Condottieri tipo Luigi Cadorna







Cantiere OTO La Spezia





Impostazione 1930

Varo 1932



Entrata in servizio 29 aprile 1933





Destino finale affondata il 25 febbraio 1941 dal sommergibile HMS Upright

Caratteristiche generali
Dislocamento
standard: 6.710 t
a pieno carico: 7.194 t




Lunghezza 169,3 m

Larghezza 15,5 m




Pescaggio 5,5 m






Propulsione 6 caldaie, 2 gruppi turboriduttori, 2 eliche
95.000 CV

Velocità 36,5 nodi (67,6 km/h)

Autonomia 3.088 mn a 16 nodi (5.719 km a 29,6 km/h)
1.230 t di nafta






Equipaggio 507


Equipaggiamento




Armamento cannoni:
• 8 cannoni da 152/53 mm (4 installazioni binate)
• 6 cannoni da 100/47 mm (3 installazioni binate)
• 2 mitragliere da 40/39 mm
• 8 mitragliere da 13,2 mm
siluri:
• 4 tubi lanciasiluri da 533 mm in due complessi binati brandeggiabili
Corazzatura 20 mm (orizzontale)
24 mm (verticale)
23 mm (artiglierie)
40 mm (torrione)
Mezzi aerei 2 aerei
catapulte situate a centro nave







L'Armando Diaz fu un incrociatore leggero della Regia Marina italiana, appartenente alla classe Condottieri tipo Luigi Cadorna.
Venne così battezzata in onore del generale della prima guerra mondiale Armando Diaz. Il motto della nave era estratto dal testo del Bollettino della Vittoria del 4 novembre 1918: Con fede incrollabile e tenace valore. [1]
Non disponendo di una protezione sufficiente ad operare in azioni di squadra, durante la seconda guerra mondiale venne impiegato in ruoli di scorta e di protezione ai convogli italiani e tedeschi.
Alle 3.43[2] del 25 febbraio 1941, mentre scortava un convoglio per la Libia assieme al gemello Giovanni delle Bande Nere, fu silurato dal sommergibile della Royal Navy HMS Upright e affondò di prua in soli sei minuti[3], trascinando con sé 464 uomini su un totale di 611 che componevano l'equipaggio[4] (secondo altre fonti[5] i morti furono 500 su 633 uomini a bordo).

Note [modifica]
1. ^ I motti delle navi italiane , Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1962 . pp.36
2. ^ Gianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della Marina italiana nella seconda guerra mondiale, p.98
3. ^ Gianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della Marina italiana nella seconda guerra mondiale, p.98
4. ^ http://www.lucavalente.it/modules.ph...article&sid=69
5. ^ Giorgio Giorgerini, La guerra italiana sul mare. La Marina fra vittoria e sconfitta 1940-1943, e Gianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della Marina italiana nella seconda guerra mondiale.




È stato il primo incrociatore ad essere ritrovato nel Mediterraneo. Piegato su un fianco, corroso dalle sedimentazioni e squarciato dalle esplosioni che lo fecero colare a picco in soli sei minuti, il relitto dell’Armando Diaz, incrociatore leggero della Regia marina affondato il 25 febbraio 1941 sulla rotta per Tripoli, è stato rinvenuto lo scorso giugno dai sommozzatori della spedizione Mizar 4. Un rinvenimento eccezionale: bara d’acciaio per 464 dei 611 membri dell’equipaggio, il Diaz è una delle decine di navi affondate nel Canale di Sicilia tra il 1940 ed il 1943, durante quella che venne definita la battaglia dei convogli e che fu il compito principale della Marina italiana durante la seconda Guerra mondiale: garantire il rifornimento dell’esercito italo-tedesco in Nordafrica.
L’Armando Diaz era partito da Napoli assieme all’incrociatore Bande Nere e ai cacciatorpediniere Ascari e Corazziere il 23 febbraio 1941, in scorta a quattro motonavi tedesche che trasportavano in Libia uomini e mezzi dell’Afrikakorps di Rommel. Non giunse mai a destinazione, silurato mortalmente dal sommergibile britannico Upright. Fu uno degli episodi più tragici della guerra del traffico: al pari degli affondamenti del transatlantico Conte Rosso, del trasporto truppe Esperia, delle grandi motonavi Oceania e Neptunia, dei convogli Tarigo e Duisburg, degli incrociatori Da Barbiano e Di Giussano, colpì profondamente l’opinione pubblica.
Furono quasi duemila i viaggi di rifornimento alla Libia dallo scoppio della guerra alla perdita della colonia, nel gennaio 1943: raggiunsero i porti il 92% del personale militare imbarcato e l’86% degli equipaggiamenti, a fronte della perdita di 227 navi. Quasi mezzo migliaio, invece, i convogli partiti per il fronte tunisino fino al maggio 1943: arrivarono a destinazione il 93% degli uomini e il 70% dei materiali, anche se andarono perdute 101 navi. Numeri che fanno dire a diversi storici che la Regia marina, sostanzialmente, vinse la battaglia dei convogli.
Quel cimitero di navi che copre il fondo del mare assieme a migliaia di cadaveri, resta però fredda testimonianza del cruento scontro con le forze aereonavali inglesi, favorite dalla tecnica (radar e sonar) e dalle decrittazioni di Ultra, che permetteva alla Mediterranean Fleet di conoscere in anticipo i movimenti dell’Asse. Tra esse la spedizione Mizar 4, oltre al Diaz, ha individuato ed esplorato anche la petroliera Brarena, la motonave Marin Sanudo, il piroscafo Nita e la motonave tedesca Reichenfels, con la stiva ancora colma di autoblindo, camion e equipaggiamenti.


Incrociatore leggero Armando Diaz

Nome con cui effettuare le ricerche nel database: Diaz
________________________________________
Classe: Cadorna
Cantiere di costruzione: OTO, La Spezia
________________________________________
Varato nel 1932
Presenza durante il periodo bellico:

Presente all'entrata in guerra (20 giugno 1940): Sì
Presente a metà del conflitto (1 gennaio 1942): No
Presente all'armistizio (8 settembre 1943): No
Note operative: Il Diaz e il Cadorna appartenevano alla seconda ordinazione della classe Condottieri. Erano incrociatori leggeri, veloci e bene armati, ma con maggiore protezione e stabilità rispetto ai precedenti (Di Giussano e Da Barbiano, impostati sul finire degli anni venti per contrastare analoghe unità francesi). Il Diaz, entrato in servizio all’inizio degli anni trenta, svolse nel 1934-1935 una crociera in Australia e Nuova Zelanda. Effettuò 5 missioni di guerra per 6.733 miglia. Partecipò alle operazioni del luglio 1940 legate allo scontro di Punta Stilo. Operò in Adriatico a protezione del traffico con l’Albania.
________________________________________
Causa della perdita: Sommergibile
- Quando: 25/02/41
- Dove: Tunisia
Dettagli della sorte: Il 25 febbraio 1941, in servizio di scorta a un convoglio diretto a Tripoli (che comprendeva Conte Rosso, Esperia, Marco Polo e Victoria), fu silurato nella notte alle 3.40 dal sommergibile inglese Upright. Per incendio e scoppio delle munizioni, si spezzò in due e affondò a levante delle isole Kerkennah. Il cacciatorpediniere Corazziere salvò 133 naufraghi su 633 membri dell’equipaggio.
Avversario che causò la perdita: sm Upright
________________________________________
Caratteristiche della classe Cadorna:

Tipo : Incrociatore leggero

Dislocamento (tonnellate): 7100
Lunghezza (metri): 169,3
Profondità (metri): 5,5
Larghezza (metri): 15,5
Potenza (cavalli vapore): 95000
Armamento principale: 8 x 152/53
Armamento secondario: 6 x 100/47
Armi minori: 2 x 40/39
Altre armi: 8 x 13.2
Siluri : 4
Equipaggio: 507
Velocità (nodi): 36
Numero di unità della classe Cadorna: 2
________________________________________
Motto: con fede incrollabile e tenace valore
Nota: motto proveniente dal Bollettino della Vittoria del 4 novembre
Nome Diaz : Armando Diaz: generale della vittoria del 4/11/1917
________________________________________
Reply With Quote
  #55  
Old 15-06-2010, 21:06
astraltrader's Avatar
astraltrader astraltrader is offline
Forum Moderator
 
Join Date: Jan 2008
Location: Exeter/Devon.
Posts: 13,254
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

OK Pedro with pleasure.


Light cruiser "Armando DIAZ"
From Wikipedia, the free encyclopedia.
Armando Diaz
Armando Diaz at anchor
General description

Luigi Cadorna Condottieri Class type



Shipyard OTO La Spezia


Setting 1930
Varus 1932

Entry into service, April 29, 1933


Final fate scuttled on 25 February 1941 by submarine HMS Upright
General characteristics
The standard Displacement: 6710 t
fully loaded: 7,226 t


Length 169,3 m
Width 15.5 m


Draught 5,5 m



Propulsion 6 boilers, 2 turboriduttori, 2 propellers groups
95,000 CV
Speed 36.5 nodes (67.6 km/h)
Autonomy 3088 mn to 16 knots (5719 km to 29.6 km/h)
1230 t naphtha



Crew 507

Equipment


Armament guns: • 8 cannons from 152/53 mm (4 installations embellished) • 6 guns from 100/47 mm (3 installations embellished) • 2 gunner from 40/39 mm • 8 gunner from 13.2 mm torpedoes:
• 4 533 mm torpedo tubes tubes in two complex binary brandeggiabili Armouring 20 mm (horizontal)
24 mm (vertical)
23 mm (artillery)
40 mm (Tower)
Aircraft 2 aircraft
catapults located amidships



Armando Diaz was a light cruiser Italian Condottieri class type Luigi Cadorna.
He was named General of WWI Armando Diaz. The motto of the ship was retrieved from the text of the Bulletin of the victory of 4 November 1918: With unwavering faith and tenacious value. [1]
Not having sufficient protection to operate in shares of the team, during the second world war was roles Commons and protection for the convoys Italians and Germans.
At 3: 43 [2] on 25 February 1941, while he escorted a convoy to Libya along with his twin brother Giovanni delle Bande NERE, was torpedoed by the Royal Navy submarine HMS Upright and sank bow in just six minutes [3], carrying 464 men out of a total of 611 that compose the crew [4] (according to other sources [5] the dead were 500 on 633 men aboard).
Note [edit]
1. ^ mottos Italian ships, Rome, Historical Office of RN, 1962. pp. 36 2. ^ Gianni Rocca, Shooting the admirals. The tragedy of the Italian Navy in World War II, p. 98 3. ^ Gianni Rocca, Shooting the admirals. The tragedy of the Italian Navy in World War II, p. 98 4. ^ http://www.lucavalente.it/modules.ph...article&sid=69 5. ^ George Giorgerini, The Italian war of the sea. The Navy between victory and defeat 1940-1943, and Gianni Rocca, Shooting the admirals. The tragedy of the Italian Navy in World War II.


Was the first cruiser to be rediscovered in the Mediterranean. Bent on its side, corroded by sediment and ripping apart from explosions that did sink in just six minutes, the wreck of Armando Diaz, Navy light cruiser sunk 25 February 1941 on route to Tripoli, was found last June by divers dispatch Mizar 4. Tempering exceptional: steel coffin for 464 of 611 crew members, the Diaz is one of dozens of ships sunk in the channel of Sicily between 1940 and 1943, during what was called the battle of convoys and that was the main task of the Italian Navy during World War II: ensure the supply of italo-German army in North Africa.
Armando Diaz left Naples with black bands Cruiser and destroyer Ascari and Corazziere on 23 February 1941, in stock in our four German multitudes of excursion in Libya staff and resources of Rommel's Afrikakorps. Not ever came to destination, mortally torpedoed by British submarine Upright. He was one of the most tragic episodes of the war of traffic: like the ships sinking of transatlantic Conte Rosso, transporting troops Esperia, large boats Oceania and Neptunia, trainset Tarigo and Duisburg, cruisers da barbiano and Giussano, struck deeply public opinion.
They were almost two thousand travel supply on Libya by the outbreak of war to the loss of the colony, in January 1943: sank the ports the 92% of military personnel boarded and 86% of the equipment, in the face of loss of 227 vessels. Nearly half a thousand, instead, the convoys left for the front Tunisian until May 1943: arrived at its destination with 93% of men and 70% of the materials, even if they went lost 101 ships. Numbers tell different historic Navy substantially, won the battle of convoys.
The graveyard of ships that covers the sea together with thousands of corpses, remains cold testimony of bloody clash with the forces aereonavali British, favoured by the technique (radar and sonar) and decrypt of Ultra, which allowed the Mediterranean Fleet of knowing in advance the movements of the axis. Between them the shipment Mizar 4, in addition to Diaz, has identified and explored the tanker Brarena, motorship Marin Sanudo, the steamer Nita and German Reichenfels motorship, hold still full of reconnaissance vehicles, trucks and equipment.

Light cruiser Armando Diaz
Name it searches in the database: Diaz
________________________________________
Class: Cadorna shipyard: OTO, La Spezia
________________________________________
Launched in 1932 Presence during wartime:
This entry into war (20 June 1940): Yes
This part of the conflict (1 January 1942): no
This Armistice (8 September 1943): no
Note: The Diaz and Cadorna belonged to the second order of Condottieri class. Were light cruisers, fast and well armed, but with increased security and stability compared with previous (Giussano and da barbiano, set in the late 1920s to counter French units). The Diaz, entered service in early 1930s, took place in 1934-1935 a cruise to Australia and New Zealand. He made further 5 missions of war for 6733 miles. He participated in the operations of July 1940 tied to the clash of Punta Stilo. She operated in the Adriatic to secure traffic with Albania.
________________________________________
Because of the loss: Submarine
-When: 25/02/41-where: Tunisia Details of fate: The 25 February 1941, escorts at a convoy in Tripoli (which included Conte Rosso, Esperia, Marco Polo and Victoria), was killed off in the night at 3: 40 by submarine English Upright. For fire and explosion of ammunition, you broke in two and sank in the East of the Kerkennah Islands. The destroyers Corazziere rescued 133 castaways on 633 crew members.
Opponent which caused the loss: SM Upright
________________________________________
Cadorna class Characteristics:
Type: light cruiser (tons) Displacement: 7100
Length (metres): 169,3
Depth (metres): 5.5
Width (metres): 15.5
Power (horsepower): 95,000
Main Armament: 8 x 152/53
Secondary Armament: 6 x 100/47
Weapons minors: 2 x 40/39
Other weapons: 8 x 13.2
Torpedoes: 4
Crew: 507
Speed (nodes): 36
Number of units of the Cadorna class: 2
________________________________________
Motto: with unwavering faith and tenacious value
Note: motto from the Bulletin of the victory of 4 November Name Diaz: Armando Diaz: General winning 4/11/1917.


Picture of Armando Diaz 1941.
Attached Images
File Type: jpg RN ARMANDO DIAZ-1933-1941TNCC.jpg (1.33 MB, 61 views)
__________________
Best wishes,
Terry/Exeter. UK



HMS BADSWORTH [HUNT CLASS DESTROYER]
Reply With Quote
  #56  
Old 16-06-2010, 12:08
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
Sub-Lieutenant
 
Join Date: Mar 2010
Posts: 100
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Terry hello!:
Very much thanks for your work and for your photo of light cruiser "Armando Diaz".Now I put the history of the Italian light cruiser "Alberico da Barbiano",I have tried to do more complet possible this work.

Pedro


Alberico da Barbiano (incrociatore)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alberico da Barbiano

Foto ufficiale
Descrizione generale

Tipo incrociatore leggero

Classe Condottieri tipo Alberto di Giussano




Costruttori Ansaldo
Cantiere Genova





Impostazione 1928

Varo 23 agosto 1930



Entrata in servizio 1931





Destino finale Affondato, 13 dicembre 1941

Caratteristiche generali
Dislocamento
6.570 t (standard); 6.954 t (pieno carico) t




Lunghezza 169,3 m

Larghezza 15,5 m




Pescaggio 5,3 m






Propulsione 6 caldaie, 2 turbine, 2 eliche
95.000 CV

Velocità 37 nodi (42 durante le prove km/h)

Autonomia 3.800 mn a 18 nodi (7.037 km a 33 km/h)





Equipaggio 507, di cui 19 ufficiali


Equipaggiamento




Armamento artiglieria:
• 8 pezzi da 152/53 mm modello Ansaldo 1926 (4 installazioni binate)
• 6 pezzi da 100/47 mm modello OTO 1926 (3 installazioni binate)
• 8 mitragliere da 37/54 mm (4 installazioni binate)
• 8 mitragliere da 13,2/75,7 MG modello 1931 (4 installazioni binate)
siluri:
• 4 tubi lanciasiluri da 533 mm
Nel 1938/39 i pezzi da 37/54 furono sostituiti con pezzi da 20/65 e furono imbarcate due lanciabombe antisommergibile
Corazzatura Orizzontale: 20 mm; Verticale: 24 mm; Artiglierie: 23 mm; Torrione: 40 mm.
Mezzi aerei 2 aerei IMAM Ro.43
catapulte fisse a prua







L'Alberico da Barbiano fu un incrociatore leggero, della classe Alberto di Giussano della Regia Marina, battezzato in onore del cavaliere e capitano di ventura del XV secolo Alberico da Barbiano.
Entrato in servizio all'inizio degli anni trenta effettuò missioni nel mediterraneo occidentale, durante la guerra civile spagnola. Il 10 giugno 1940 insieme al 1° Squadrone fece parte della 4a Divisione Incrociatori e partecipò in luglio alla battaglia di Punta Stilo. Agì come copertura a distanza per convogli truppe e rifornimenti diretti in nord Africa. Compì 7 missioni di guerra percorrendo 13.241 miglia.
Il 12 dicembre 1941 lasciò il porto insieme alla nave gemella Alberto di Giussano per trasportare rifornimenti urgenti di carburante per aerei a Tunisi. Venne intercetta al largo di Capo Bon da quattro cacciatorpediniere nemici; prima di avere il tempo di reagire, la nave, centrata da almeno tre siluri e da varie cannonate, s'incendiò all'istante, senza scampo per chi si trovava sottocoperta. Fuori controllo, il Da Barbiano andò alla deriva scosso da varie esplosioni, e affondò, capovolgendosi, alle 3.35 del 13 dicembre, a meno di dieci minuti dall'inizio dell'attacco. Su 784 uomini dell'equipaggio i morti furono 534 [1], fra di loro l'ammiraglio Antonino Toscano, comandante della 4a Divisione, ed il capitano di vascello Giorgio Rodocanacchi, comandante della nave.

Classe: Da Barbiano
Cantiere di costruzione: Ansaldo - Genova
________________________________________
Varato nel 1930
Presenza durante il periodo bellico:

Presente all'entrata in guerra (20 giugno 1940): Sì
Presente a metà del conflitto (1 gennaio 1942): No
Presente all'armistizio (8 settembre 1943): No
Note operative: Appartenente alla classe Condottieri - tipo Di Giussano o Da Barbiano, costituita da 4 incrociatori leggeri e veloci e bene armati ma con scarsa protezione, impostati sul finire degli anni venti per contrastare analoghe unità francesi. Il Da Barbiano entrò in servizio all’inizio degli anni trenta. Effettuò missioni nel mediterraneo occidentale durante la Guerra di Spagna. Durante il conflitto mondiale svolse 4 missioni di guerra per 10.342 miglia. Partecipò allo scontro di Punta Stilo e alla scorta dei convogli tra Napoli e Bengasi nell’estate 1940. Dislocato a Pola nel settembre 1940 per lavori e per l'addestramento degli allievi. Divenne nave ammiraglia della IV Divisione, al comando dell’Ammiraglio Toscano alla fine del 1941.
________________________________________
Causa della perdita: Nave
- Quando: 13/12/41
- Dove: Capo Bon
Dettagli della sorte: Nel dicembre 1941 partì da Palermo con il gemello Di Giussano, per trasporto materiali e carburante verso l’Africa. I due incrociatori furono intercettati nella notte da unità inglesi (i caccia Sikh, Maori e Legion) e dall'olandese Isaac Sweers. Fu silurato e incendiato nel corso dell'attacco senza avere il tempo di rispondere al fuoco. Si piegò su un fianco e affondò presso Capo Bon alle 3.25 del 13 dicembre 1941.

Per maggiori informazioni sulla nave: Attacco notturno agli incrociatori Da Barbiano e Di Giussano
________________________________________
Caratteristiche della classe Da Barbiano:

Tipo : Incrociatore leggero

Dislocamento (tonnellate): 6950
Lunghezza (metri): 169,3
Profondità (metri): 5,3
Larghezza (metri): 15,5
Potenza (cavalli vapore): 95000
Armamento principale: 8 x 152/53
Armamento secondario: 6 x 100/47
Armi minori: 8 x 37
Altre armi: 8 x 13.2
Siluri : 4
Equipaggio: 19 + 488
Velocità (nodi): 37
Numero di unità della classe Da Barbiano: 4
________________________________________
Motto: temerariamente
Nota: motto riferito al condottiero
Nome Da Barbiano : Alberico Da Barbiano: condottiero del XIV secolo (1348-1409).


Alberico da Barbiano, incrociatore leggero, della classe Alberto di Giussano della Regia Marina, battezzato in onore del cavaliere e capitano di ventura del XV secolo Alberico da Barbiano. sempre ispirato al capitano di ventura è il motto della nave "Temerariamente"
Entrato in servizio all'inizio degli anni trenta effettuò missioni nel mediterraneo occidentale, durante la guerra civile spagnola. Il 10 giugno 1940 insieme al 1° Squadrone fece parte della 4a Divisione Incrociatori e partecipò in luglio alla battaglia di Punta Stilo. Agì come copertura a distanza per convogli truppe e rifornimenti diretti in nord Africa. Compì 7 missioni di guerra percorrendo 13.241 miglia.
Il 12 dicembre 1941 lasciò il porto insieme alla nave gemella Alberto di Giussano per trasportare rifornimenti urgenti di carburante per aerei a Tunisi. Venne intercetta al largo di Capo Bon e colpita da un siluro del cacciatorpediniere HMS Legion si spezzò in due affondando alle 4.22 del 13 dicembre 1941.

Ritornando sull'episodio di Capo Bon che condusse alla perdita dei due incrociatori di cui abbiamo trattato vengono spontanee alcune considerazioni. Quanto sostenuto da Antonino Trizzino nel suo celebre e classico libro “Navi e Poltrone” al riguardo del sospetto di tradimento degli Ammiragli di Supermarina viene smentito da Massimo Zamorani, nel suo libro “L’agguato di Matapan”(ed. Mursia) e dal professore di Storia Contemporanea, Alberto Santoni, nel suo “Il vero traditore” (ed. Mursia), entrambe affermano che le accuse sollevate erano ingiustificate e che i rovesci navali italiani erano da imputarsi all’efficacia dell’operazione di Intelligence britannica. Vengono sottolineate le capacità di decrittazione degli analisti di Bletlchey Park, un centro in cui i britannici riunirono il fior fiore dei cervelloni. La cattura di un’esemplare di ENIGMA e l’abilità della giovane Mavis Lever a mettere in relazione differenti messaggi fino a coglierne la chiave furono tappe che condussero a violare i codici dell’ASSE.
Peraltro nel caso di Capo Bon, Trizzino sottolinea l’inadeguatezza della decisione di mettere in mare una formazione, tra l’altro ridotta nelle sue capacità di manovra dal sovraccarico di fusti di benzina e rifornimenti, mentre era presente in mare una forza navale ostile. Gli autori citati sottolineano che la decrittazione dei messaggi consentì alle unità alleate di accelerare l’andatura per raggiungere il convoglio italiano in tempo per sopraffarlo, ma Trizzino in effetti dimostra come il vantaggio degli italiani fosse modesto o inesistente e quindi reputa azzardata l’uscita in mare delle nostre navi.
In effetti rileggendo Trizzino con il senno di poi della conoscenza della decrittazione dei nostri messaggi da parte dell’avversario molte delle accuse perdono mordente, ma permane, a mio avviso, un nucleo di elementi poco chiari forse effetto di decisioni sbagliate o avventate da parte di Supermarina.
L’accentramento in un centro unico di comando e controllo (Supermarina) attraverso cui ogni ordine al naviglio in mare era impartito da comandanti che si trovavano fuori teatro contribuì a porci in condizione di inferiorità nei confronti dei britannici che per tradizione riconoscevano ai comandanti delle unità in mare una notevolissima autonomia.

La Alberto di Giussano fu una classe di incrociatori leggeri della Regia Marina Italia. Furono costruiti prima della seconda guerra mondiale per ottenere il predominio nel Mar Mediterraneo e furono battezzati in onore di condottieri del periodo medievale e rinascimentale italiani. Costituisce la prima delle cinque classi di incrociatori della serie Condottieri
Tra le due guerre mondiali le potenze mondiali iniziarono una corsa agli armamenti per ottenere la supremazia sui mari. Nel 1926 la Francia iniziò a produrre la classe Le Fantasque di cacciatorpediniere, che erano superiori in dislocamento e potenza di fuoco ai cacciatorpediniere dell'epoca. Per contrastare la minaccia francese la Regia Mariana decise di produrre una nuova classe di incrociatori di dimensioni intermedie tra la nuova classe di cacciatorpediniere francesi e gli incrociatori dell'epoca. In effetti furono rozzamente equivalenti alla classe Leander britannica.
La navi della classe di Giussano furono progettate dal generale Giuseppe Vian ed entrarono tutte in servizio nel 1928. Furono navi veloci (grazie ad un impianto motore di potenza simile a quello degli incrociatori pesanti della classe Zara) con una buona potenza di fuoco, ma a causa dell'enfasi data alla velocità erano protetti da una corazzatura minima ed insufficiente contro i cannoni di cui erano dotati mentre la protezione subacquea era completamente mancante. In conseguenza di ciò tutte e quattro le navi di questa classe furono affondate da nemici armati di siluri.
Furono costruite quattro navi di questa classe, che entrarono tutte in servizio nel 1928:
Alberto di Giussano affondato alla Battaglia di Capo Bon (1941)
Alberico da Barbiano affondato alla Battaglia di Capo Bon (1941)
Bartolomeo Colleoni affondato alla Battaglia di Capo Spada (1940)
Giovanni delle Bande Nere (affondato al largo delle Stromboli)
L'Alberto da Giussano fu un incrociatore leggero, primo della sua classe della Regia Marina, battezzato in onore di Alberto da Giussano, il cavaliere che secondo la leggenda guidò la difesa del carroccio alla Battaglia di Legnano
Venne impostata nel 1928 e varata il 27 aprile 1930. Negli trenta partecipò alle normali attività in tempo di pace della flotta come unità del 2° Squadrone, inclusi servizi connessi alla guerra civile spagnola. Il 10 giugno 1940 insieme al 1° Squadrone fece parte della 4a Divisione Incrociatori e partecipò in luglio alla battaglia di Punta Stilo. Eseguì una sortita per deporre mine al largo di Pantelleria in agosto e per il resto dell'anno agì come copertura a distanza per convogli truppe e rifornimenti diretti in nord Africa.
Alla fine del 1941, lo stato dei rifornimenti delle truppe italiane dislocate nell'Africa Orientale Italiana, era difficilissima, e la Regia Marina dovette sopperire all'inadeguatezza dei mezzi di trasporto disponibili, sia per numero che per qualità, anche ricorrendo a Unità Navali generalmente impiegate per missioni di scorta ai convogli.
Il 12 Dicembre di quell'anno, una formazione navale composta dagli Incrociatori Leggeri Alberto da Giussano, al comando del capitano di vascello Giovanni Marabotto, e Alberico da Barbiano, al comando del capitano di vascello Giorgio Rodocanacchi, con a bordo l' ammiraglio Toscano Comandante della IV Divisione Navale, scortati dalla Torpediniera Cigno, salparono per una missione di rifornimento urgente con destinazione Tripoli. 100 tonnellate di benzina avio, 250 tonnellate di gasolio, 600 tonnellate di nafta, 900 tonnellate di vettovaglie e 135 tonnellate materiale bellico furono imbarcate con grave riduzione delle capacità operative delle navi. Durante la navigazione le navi furono intercettate al largo di Capo Bon da una formazione navale composta da tre cacciatorpediniere britannici (Sikh, Legion, Maori), ed uno olandese (Isaac Sweers) e che silurarono ed affondarono i due incrociatori lanciando nella notte dieci siluri (prima dell’alba del mattino del 13 dicembre 1941).
Circa mille uomini, costituenti i due terzi degli equipaggi, perirono insieme al loro Comandante, l'Ammiraglio Antonino Toscano, che rimase al suo posto fino all'estremo sacrificio. Egli, per il suo eroico comportamento in combattimento, fu decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Reply With Quote
  #57  
Old 17-06-2010, 11:10
astraltrader's Avatar
astraltrader astraltrader is offline
Forum Moderator
 
Join Date: Jan 2008
Location: Exeter/Devon.
Posts: 13,254
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Alberico da barbiano (cruiser)
From Wikipedia, the free encyclopedia.
Alberico da barbiano
Official photo
General description
Type light cruiser
Condottieri Class type Alberto di Giussano


Ansaldo Constructors
Shipyard in Genoa


Setting 1928
Launch 23 August 1930

Entry into service 1931


Final fate Sunk, 13 December 1941
General characteristics
Displacement 9,369 t (standard); 6954 t (full load) t


Length 169,3 m
Width 15.5 m


Draught 5.3 m



Propulsion 6 boilers, 2 turbines, 2 propellers
95,000 CV
Speed 37 knots during the tests (42 km/h)
Autonomy 3800 mn at 18 knots (7037 km 33 km/h)


Crew 507, including 19 officers

Equipment


Artillery Armament: • 8 pieces from 152/53 mm model Ansaldo 1926 (4 installations embellished) • 6 pieces from 100/47 mm model OTO 1926 (3 installations embellished) • 8 gunner from 37/54 mm (4 installations embellished) • 8 gunner from 13.2/75.7 MG model 1931 (4 coupled) torpedoes installations:
• 4 533 mm torpedo tubes tubes in 1938/39 pieces from 37/54 were replaced with pieces from 20/65 and were loaded two grenade launchers antisubmarine warfare
Horizontal: 20 mm Armour; vertical: 24 mm; Artillery: 23 mm; Dungeon: 40 mm.
Aircraft 2 aircraft IMAM Ro. 43
fixed bow catapults



The Alberico da barbiano was a light cruiser, Alberto di Giussano class Navy, named in honour of Knight and condottiere 15th century Alberico da barbiano.
Entered service at the beginning of the thirties he undertook missions in the Western Mediterranean, during the Spanish civil war. On 10 June 1940 with 1 Squadron was part of the 4th Division Cruisers and participated in July at the battle of Punta Stilo. Acted as distance cover for convoys direct supplies and troops in North Africa. He attended 7 missions of war along 13241 miles.
On 12 December 1941 left the port along with sister ship Alberto di Giussano to deliver urgent supplies of aviation fuel in Tunis. Was intercepts off Cape Bon from four destroyers enemies; before they have time to react, the ship, centered at least three torpedoes and various cannon balls, at immediately lobster who was below deck. Out of control, the da barbiano drifted shaken by several explosions, and sank, capsizing, at 3: 35 of 13 December, less than ten minutes since the beginning of the attack. On 784 crewmen the dead were 534 [1], among them Admiral Antonino Toscano, Commander of the 4th Division, and Captain George Rodocanacchi, Commander of the ship.
Class: da barbiano shipyard: Ansaldo-Genoa
________________________________________
Launched in 1930 Presence during wartime:
This entry into war (20 June 1940): Yes
This part of the conflict (1 January 1942): no
This Armistice (8 September 1943): no
Note: classes Condottieri-type Giussano or da barbiano, consisting of 4 light cruisers and fast and well armed but with poor security, set in the late 1920s to counter French units. The da barbiano entered service at the beginning of the thirties. He carried out missions in the Western Mediterranean during the war of Spain. During World War II he played 4 missions of war to 561 miles. He participated at the battle of Punta Stilo and Commons of convoys between Naples and Benghazi in the summer of 1940. Stationed in Pula in September 1940 for jobs and training of students. Became flagship of the 4th Division, under the command of Admiral Tuscan at the end of 1941.
________________________________________
Because of the loss: Ship
-When: 13/12/41-where: RASS Details of fate: in December 1941 departed from Palermo with the twin Giussano, to transport materials and fuel to Africa. The two cruisers were intercepted in the night from English units (the hunting Sikh, Maori and Legion) and from Dutch Isaac Sweers. He was killed off and set on fire during the attack without having the time to respond to fire. Leaned on its side and sank at Cape Bon to 3.25 of 13 December 1941.
For more information about the ship: night Attack to cruisers da barbiano and Giussano _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Characteristics of the class from Barbian:
Type: light cruiser (tons) Displacement: 6950
Length (metres): 169,3
Depth (metres): 5.3
Width (metres): 15.5
Power (horsepower): 95,000
Main Armament: 8 x 152/53
Secondary Armament: 6 x 100/47
Weapons minors: 8 x 37
Other weapons: 8 x 13.2
Torpedoes: 4
Crew: 19 + 488
Speed (nodes): 37
Number of units of the class from Barbian: 4
________________________________________
Motto: recklessly
Note: motto implies condottiero Name da barbiano: Alberico da barbiano: 14th century condottiero (1348-1409).


Alberico da barbiano, class light cruiser, Alberto di Giussano Navy, named in honour of Knight and condottiere 15th century Alberico da barbiano. always inspired by the captain of ventura is the motto of the ship "Recklessly"
Entered service at the beginning of the thirties he undertook missions in the Western Mediterranean, during the Spanish civil war. On 10 June 1940 with 1 Squadron was part of the 4th Division Cruisers and participated in July at the battle of Punta Stilo. Acted as distance cover for convoys direct supplies and troops in North Africa. He attended 7 missions of war along 13241 miles.
On 12 December 1941 left the port along with sister ship Alberto di Giussano to deliver urgent supplies of aviation fuel in Tunis. Was intercepts off Cape Bon and hit by a torpedo destroyer HMS Legion you broke in two and sank at 4.22 of 13 December 1941.
Returning on episode of RASS which led to the loss of two cruisers we Treaty are spontaneous considerations. What was argued by Antonino Trizzino in his famous classic book "ships and chairs" on suspicion of treason of Admirals supermarina is belied by Massimo Zamorani, in his book "the ambush of Matapan (ed. Mursia) and by Professor of contemporary history, Alberto Santoni, in his "the real traitor (ed. Mursia), both claim that the charges raised were unjustified and that the Italian naval setbacks were attributable to the effectiveness of British intelligence operation. Highlights the capabilities of decryption of analysts of Bletlchey Park, a centre where the British assembled the fior fiore of computer geeks. A copy of the puzzle, and the ability of young Mavis Lever to correlate different messages to key stages which were conducted codes of the axis.
Moreover in the case of Cape Bon, Trizzino underlines the inadequacy of the decision to put into the sea training, inter alia, reduced in its ability to manoeuvre from overloading barrels of gasoline and supplies, while he was present at sea a naval force hostile. The authors cited stress that decryption of messages allowed allied to speed up the pace to reach the Italian convoy in time to overpower him, but Trizzino in fact demonstrates that the advantage of Italians were modest or non-existent and then considers risky exit at sea.
In fact when I reread Trizzino with hindsight of knowledge of decryption of our messages by the opponent many accusations forgiveness bite, but there remains, in my opinion, a nucleus of items unclear perhaps effect of bad decisions or reckless by Supermarina.
Centralisation on a single center of command and control (Supermarina) through which each order to ships at sea was imparted by commanders who were outside Theatre contributed to position ourselves in a position of inferiority vis-à-vis the British that traditionally recognized to the masters of units at sea considerable autonomy.
The Alberto di Giussano was a class of light cruisers of the Regia Marina Italy. They were built before the second world war to gain dominance in the Mediterranean Sea and were baptized in honor of condottieri of the medieval period and Renaissance Italy. It is the first of five classes of cruisers Condottieri series
Between the two world wars the world powers began an arms race for supremacy on the seas. In 1926 the France began producing the fantasque class of destroyers, which were superior in a displacement and firepower to destroyers at the time. To counter the threat French directed Mariana decided to produce a new class of cruisers intermediate in size between the new class of destroyers French and cruisers of its era. In fact were roughly equivalent to the British Leander class.
The ships of the class of Surbiton were designed by General Joseph Vian and entered all in service in 1928. They were fast ships (thanks to an installation engine power similar to that of heavy cruisers Zara class) with a good firepower, but because of the emphasis placed on speed were protected by a minimum and insufficient armour against cannons which were equipped with underwater while protection was completely missing. In consequence, all four ships of this class were sunk by enemies armed with torpedoes.
Were built, four ships of this class, all in service in 1928:
Alberto di Giussano sunk at the battle of Cape Bon (1941)
Alberico da barbiano sunk at the battle of Cape Bon (1941)
Bartolomeo Colleoni sunk at the battle of Cape Spada (1940)
Giovanni delle Bande NERE (sunk off the Stromboli)
The giussano was a light cruiser, first in its class Navy named in honor of giussano, the Knight who according to legend, he led the defense of Alaric I at the battle of Legnano
It was set in 1928 and launched on 27 April 1930. Over thirty attended normal activities in peacetime fleet as a unit of the 2nd Squadron, including services related to the Spanish civil war. On 10 June 1940 with 1 Squadron was part of the 4th Division Cruisers and participated in July at the battle of Punta Stilo. He painted a sortie to lay mines off of Pantelleria in August and for the rest of the year she acted as cover distance for convoys direct supplies and troops in North Africa.
At the end of 1941, the State supplies Italian troops stationed in Italian East Africa, was very difficult, and the Navy had to make up for the inadequacy of the means of transport available, quality, also drawing on naval units generally used for anti-shipping to convoys.
On 12 December of that year, a naval training comprising Light Cruisers giussano, under the command of Captain John marabotto, and Alberico da barbiano, under the command of Captain George Rodocanacchi, Admiral Toscano Commander of Naval Division IV, escorted by the torpedo boat Swan, sailed for a refueling mission urgently with destination Tripoli. 100 tons of gasoline, 250 tonnes of diesel, 600 tonnes of nafta, 900 tonnes of supplies and 135 tons materiel were disembarked severe reduction of the operational capabilities of ships. During navigation vessels were intercepted off Cape Bon from a naval training consisting of three British destroyers (Sikh, Legion, Maori), and one Dutch (Isaac Sweers) and that silurarono and sank two cruisers launching in night ten torpedoes (before sunrise in the morning of 13 December 1941).
About 1,000 men, constituting two thirds of crews, perished along with their Commander, Admiral Antonino Toscano, who remained at his post to the extreme sacrifice. He, for his heroic conduct in combat, he was awarded the gold medal for military valour
Attached Images
File Type: jpg RN ALBERCIO DA BARBIANO-1930-1941-39MW..jpg (180.3 KB, 71 views)
__________________
Best wishes,
Terry/Exeter. UK



HMS BADSWORTH [HUNT CLASS DESTROYER]
Reply With Quote
  #58  
Old 19-06-2010, 10:52
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
Sub-Lieutenant
 
Join Date: Mar 2010
Posts: 100
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Hello dear Terry!:
Much thanks for your excellent work,here I put the small history of the incrociatore "Bari".

Bari (incrociatore)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: Navigazione, cerca
Questa voce o sezione sull'argomento marina è ritenuta da controllare.

Motivo: da contestualizzare meglio

--------------------------------------------------------------------------------

Partecipa alla discussione e/o correggi la voce. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.

Storia [modifica]
Costruito come Pillau nei cantieri Schicau di Danzica, nel 1914, prese parte alla prima guerra mondiale e alla battaglia dello Jutland. Dopo la fine del conflitto, nel 1920, fu ceduto alla Regia Marina italiana e ribattezzato Bari; inizialmente fu classificato esploratore. Inizialmente era armato con 8 pezzi da 150 mm, 2 da 88 mm, 2 tubi lanciasiluri da 150 mm ed aveva la possibilità di trasportare 120 mine; tra il 1920 ed il 1924 fu sottoposto a grandi lavori di rimodernamento con pesanti modifiche a sovrastrutture e apparato motore, la diminuzione del numero dei fumaioli e la sostituzione dei pezzi da 88 mm con 3 da 76 mm e mitragliere da 13,2 mm [1]. Riclassificato incrociatore leggero, prese parte ad operazioni secondarie durante la seconda guerra mondiale. Il 28 giugno 1943, durante un pesante bombardamento americano su Livorno, fu affondato nel porto; ulteriormente danneggiato all'armistizio, fu poi demolito dai tedeschi[2].

Note [modifica]
DATABASE DELLE UNITA' DELLA REGIA MARINA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
(Navi, unità maggiori fino alle torpediniere) Bari
Classe: Bari ex Pillau
Cantiere di costruzione: Schichau - Danzica
________________________________________
Varato nel 1914
Presenza durante il periodo bellico:

Presente all'entrata in guerra (20 giugno 1940): Sì
Presente a metà del conflitto (1 gennaio 1942): Sì
Presente all'armistizio (8 settembre 1943): In riparazione
Note operative: Quando apparteneva alla Germania (Pillau), partecipò alla Battaglia dello Jutland (1916). Assegnato all'Italia, arrivò a Taranto nel 1920. Tra il 1920 e 1924 fu sottoposto a lavori a Taranto. Prima della seconda guerra mondiale effettuò crociere in Mediterraneo, in Atlantico, in Mar Rosso. Iniziata la guerra, nel 1940 fu assegnato alla difesa antiaerea di Brindisi. Nel 1941 partecipò alla occupazione di Cefalonia. Svolse compiti di soccorso e scorta convogli, oltre a bombardamenti contro la costa greca. Nel novembre 1942 prese parte allo sbarco in Corsica.
________________________________________
Causa della perdita: Bombardamento
- Quando: 28/06/43
- Dove: Livorno
Dettagli della sorte: Affondato in porto da bombardamento aereo americano a Livorno. Riportò gravi danni strutturali. Anche se portato in bassi fondali (per evitare il completo affondamento o rovesciamento), non fu recuperato.
Note dopo l'armistizio: Ulteriormente danneggiato al momento dell'armistizio, fu demolito dai tedeschi.
________________________________________
Caratteristiche generali della classe Bari ex Pillau:

Tipo : Incrociatore leggero
Reply With Quote
  #59  
Old 19-06-2010, 14:31
astraltrader's Avatar
astraltrader astraltrader is offline
Forum Moderator
 
Join Date: Jan 2008
Location: Exeter/Devon.
Posts: 13,254
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

OK Pedro will do my best again for you.


Bari (cruiser)
From Wikipedia, the free encyclopedia.
Jump to: navigation, search for this article on the topic marina is.
Reason: to contextualize better
--------------------------------------------------------------------------------
Join the discussion and/or correct the heading. Follow the tips reference design.
History [edit]
Built as Pillau in Gdansk Schicau yards, in 1914, he took part in the first world war and the battle of Jutland. After the end of the conflict, in 1920, was ceded to the Italian Regia Marina and renamed Bari; initially was rated Explorer. Initially it was armed with eight pieces from 150 mm, 2 from 88 mm, 2 tubes 150 mm torpedo tubes and had the possibility to transport 120 mines; between 1920 and 1924 was subjected to great works of modernization with heavy modifications to the engine-room and superstructures, the reduction in the number of funnels and the replacement of parts from 88 mm with 3 from 76 mm and gunner from 13.2 mm [1]. Reclassified light cruiser, took part in secondary operations during World War II. On 28 June 1943, during a heavy American bombing on Livorno, was sunk in port; further damaged armistice was later demolished by the Germans [2].
Note [edit]
PV Unit of the REGIA MARINA during World War II
(Ships, larger until fast torpedo boats) Bari
Former Pillau Class: Bari shipyard: Schichau-Gdańsk
________________________________________
Launched in 1914 Presence during wartime:
This entry into war (20 June 1940): Yes
This part of the conflict (1 January 1942): Yes
This Armistice (8 September 1943): under repair
Note: When belonged to Germany (Pillau), participated in the battle of Jutland (1916). Assigned to Italy, arrived at Taranto in 1920. Between 1920 and 1924 was subjected to work to Taranto. Before World War II he cruises in the Mediterranean, Atlantic, in the Red Sea. Started the war, in 1940 he was assigned to the air defence of Brindisi. In 1941, he participated in the occupation of Cephalonia. He tasks relief and escort convoys, in addition to bombing against the Greek coast. In November 1942 he took part on landing in Corsica.
________________________________________
Because of the loss: Bombardment
-When: 28/06/43-Where: Livorno Details of fate: Sunk in port by American air bombardment in Livorno. Reported serious structural damage. Although brought in shallow water (to avoid the complete sinking or overthrow), was not recovered.
Note After the Armistice: Further damaged at the time of the Armistice, was demolished by the Germans.
________________________________________
General characteristics of the former Pillau class Bari: Type: light cruiser
Attached Images
File Type: jpg RN BARI-EX PILLAU-4-1914-1943-28TB.jpg (494.1 KB, 59 views)
__________________
Best wishes,
Terry/Exeter. UK



HMS BADSWORTH [HUNT CLASS DESTROYER]
Reply With Quote
  #60  
Old 23-06-2010, 17:33
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
Sub-Lieutenant
 
Join Date: Mar 2010
Posts: 100
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Terry hello!:
Here I put the history of the Italian ligth cruiser "Bande Nere" and the history of the Capo Spada battle in which fought Italian and British cruisers.

Much thanks for your excellent work dear friend Terry.

Best regards.Pedro


INCROCIATORE LEGGERO "BANDE NERE" AND THE CAPO SPADA BATTLE

Giovanni delle Bande Nere (incrociatore)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giovanni delle Bande Nere

Giovanni delle Bande Nere e Gorizia in missione il 12 febbraio 1942

Descrizione generale

Tipo incrociatore leggero

Classe Condottieri tipo Alberto di Giussano




Costruttori Navalmeccanica

Cantiere Castellammare di Stabia





Impostazione 31 ottobre 1928

Varo 27 aprile 1930



Entrata in servizio 1 gennaio 1931





Destino finale Affondata, 1 aprile 1942

Caratteristiche generali
Dislocamento
6.570 t (standard); 6.954 t (pieno carico) t




Lunghezza 169,3 m

Larghezza 15,5 m




Pescaggio 5,3 m






Propulsione 6 caldaie, 2 turbine, 2 eliche
95.000 CV

Velocità 37 nodi (42 durante le prove km/h)

Autonomia 3.800 mn a 18 nodi (7.037 km a 33 km/h)





Equipaggio 507, di cui 19 ufficiali


Equipaggiamento




Armamento artiglieria:
• 8 pezzi da 152/53 mm modello Ansaldo 1926 (4 installazioni binate)
• 6 pezzi da 100/47 mm modello OTO 1926 (3 installazioni binate)
• 8 mitragliere da 37/54 mm (4 installazioni binate)
• 8 mitragliere da 13,2/75,7 MG modello 1931 (4 installazioni binate)
siluri:
• 4 tubi lanciasiluri da 533 mm
Nel 1938/39 i pezzi da 37/54 furono sostituiti con pezzi da 20/65 e furono imbarcate due lanciabombe antisommergibile
Corazzatura Orizzontale: 20 mm; Verticale: 24 mm; Artiglierie: 23 mm; Torrione: 40 mm.
Mezzi aerei 2 aerei IMAM Ro.43
catapulte fisse a prua







Il Giovanni delle Bande Nere fu un incrociatore leggero della Regia Marina appartenente alla classe Alberto di Giussano, così battezzato in onore del capitano di ventura del XVI secolo Giovanni delle Bande Nere.
Il suo scafo venne impostato nel 1928 nei Cantieri navali di Castellamare di Stabia, venne varato il 27 aprile 1930 e completato nel 1931.
Attività [modifica]
La nave nell'aprile 1939 prese parte all'occupazione dell'Albania. Nell'occasione la Regia Marina schierò davanti alle coste albanesi una squadra navale al comando dell'ammiraglio Arturo Riccardi, composta oltre che dal Bande Nere, dagli incrociatori leggeri Abruzzi e Garibaldi, dalle due Cavour, dai quattro incrociatori pesanti Zara, 13 cacciatorpediniere, 14 torpediniere e varie motonavi su cui erano imbarcati in totale circa 11.300 uomini, 130 carri armati e materiali di vario genere.[1] Nonostante l’imponente spiegamento di forze, l'azione delle navi italiane, nei confronti dei timidi tentativi di reazione da parte albanese, si limitò soltanto ad alcune salve sparate a Durazzo e a Santi Quaranta. Le forze italiane incontrarono scarsissima resistenza e in breve tempo tutto il territorio albanese fu sotto il controllo italiano, con re Zog costretto all'esilio.
Nel corso della seconda guerra mondiale il Giovanni delle Bande Nere prese parte, insieme al gemello Colleoni, alla battaglia di Capo Spada del 19 luglio 1940; nell'occasione la leggera protezione della classe di Giussano dimostrò chiaramente i suoi limiti, dato che nel corso del combattimento tra i due incrociatori italiani e l'incrociatore australiano HMAS Sydney accompagnato da cinque cacciatorpediniere britannici gli alleati affondarono il Colleoni e danneggiarono il Bande Nere, mentre le navi italiane riuscirono solo a danneggiare lievemente il Sydney ed un cacciatorpediniere. Sul Bande Nere, centrato da due colpi del Sydney, ci furono 8 morti e 16 feriti, mentre un suo colpo danneggiò il fumaiolo della nave inglese[2]. Durante la seconda battaglia della Sirte (22 marzo 1942) il Bande Nere faceva parte della II Divisione rimanendo danneggiato.
Il mattino del 1º aprile 1942 lasciò Messina diretto a La Spezia scortato dal cacciatorpediniere Aviere e dalla torpediniera Libra. Alle 9 del mattino a undici miglia da Stromboli il gruppo venne intercettato dal sottomarino britannico Urge: un siluro spezzò in due lo scafo del Giovanni delle Bande Nere, che affondò rapidamente [3], trascinando con sé 287 uomini [4].
Note [modifica]
1. ^ Occupazione dell'Albania
2. ^ Gianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della Marina italiana nella seconda guerra mondiale, pp. 33-34
3. ^ http://www.danieleranocchia.it/naval...diterraneo.htm
4. ^ http://www.gerenzanoforum.it/pagine_...ella_sirte.htm

Battaglia di Capo Spada
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Coordinate: 35°47′43.94″N 23°40′12.16″E 35.7955389, 23.6700444

Battaglia di Capo Spada
Parte della seconda guerra mondiale


Il Bartolomeo Colleoni, con la prua quasi staccata da un siluro, mentre sta per affondare.
Data: 19 luglio 1940

Luogo: Mare Mediterraneo

Esito: vittoria alleata

Schieramenti
Regno Unito
Australia
Italia

Comandanti
John Collins
Ferdinando Casardi

Effettivi
1 incrociatore leggero
5 CCTT
2 incrociatori leggeri

Perdite
— 1 incrociatore affondato, 121+ morti
Battaglie navali nel Mediterraneo durante la seconda guerra mondiale

Mers-el-Kébir – Convoglio Espero – Punta Stilo – Capo Spada – Capo Passero – Notte di Taranto – Canale d'Otranto – Capo Teulada – Capo Matapan – Convoglio Tarigo – Creta – Convoglio Duisburg – Capo Bon – 1ª Sirte – 2ª Sirte – Mezzo giugno – Mezzo agosto – Daffodil – Torch – Skerki – Operazione Olterra

La battaglia di Capo Spada fu una battaglia navale della seconda guerra mondiale combattuta nel Mar Mediterraneo al largo di Capo Spada (la punta nord occidentale di Creta) il 19 luglio 1940 tra unità della Regia Marina contro unità della Royal Navy e della Royal Australian Navy.
Indice
[nascondi]
• 1 Scontro a Creta
• 2 Polemiche e considerazioni
• 3 Ordine di battaglia
• 4 Collegamenti esterni

Scontro a Creta [modifica]
Mentre non si era ancora spento l'eco della battaglia di Punta Stilo, Supermarina (il comando supremo della Regia Marina) decise di contrastare il traffico marittimo inglese nel Mar Egeo inviando due incrociatori leggeri a Portolago, isola di Lero, nelle Sporadi. Le unità erano gli incrociatori leggeri Bartolomeo Colleoni e Giovanni dalle Bande Nere, della classe 'Condottieri da 5200-6570t, al comando del contrammiraglio Ferdinando Casardi, e costituenti la II Divisione Incrociatori.
Alle 21 del 17 luglio i due incrociatori lasciarono il loro ormeggio di Tripoli e la mattina seguente anche una formazione britannica salpò da Alessandria d'Egitto per dirigersi verso l'Egeo. La task force inglese era articolata in due gruppi agli ordini del capitano di vascello John Collins: il primo, comandato dallo stesso Collins, comprendeva l'incrociatore leggero australiano HMAS Sydney e il cacciatorpediniere Havock, con il compito di pattugliare le acque del Golfo di Atene; il secondo gruppo, al comando del capitano di vascello Nicholson, era costituito dai quattro cacciatorpediniere della 2nd Destroyer Flotilla, incaricati di un pattugliamento antisommergibili nelle acque del Canale di Caso, a est di Creta, in previsione del passaggio di due convogli britannici, uno dei quali, segnalato dai servizi segreti italiani a Istanbul era il motivo per cui si erano mossi gli incrociatori della Regia Marina.
Nella stessa giornata del 18 luglio, Supermarina aveva comunicato al Comando Aeronautica dell'Egeo a Rodi di effettuare ricognizioni sul Canale di Cerigotto, per garantire agli incrociatori di Casardi copertura aerea durante la navigazione. Il comando aveva a disposizione a Rodi due Gruppi da Bombardamento con una ventina di trimotori Savoia-Marchetti S.M.81, la 163a Squadriglia Caccia Terrestre con undici biplani Fiat C.R.32 e nove Fiat C.R.42 e la 161a Squadriglia Autonoma Caccia Marittima con sette idrovolanti IMAM Ro.44. I Ro.44 pattugliarono la zona loro assegnata senza avvistare alcuna unità nemica.
All'alba del giorno seguente, gli incrociatori italiani erano in navigazione a 25 nodi con rotta a 75° quando, alle 6:17, le vedette del Bande Nere scorsero i profili dei cacciatorpediniere di Nicholson. Le navi di Casardi aprirono il fuoco contro quelle inglesi da 17.500 m alle 6:27, mentre navigavano a 30 nodi. I cacciatorpediniere inglesi abbandonarono la ricerca dei sommergibili e puntarono verso nord, a 35 nodi, per congiungersi con l'incrociatore Sydney e con il cacciatorpediniere Havock. Casardi ignorava la presenza delle altre due unità e, d'altra parte, non aveva ritenuto necessario lanciare i propri idrovolanti da ricognizione IMAM Ro.43. Collins non rispose al messaggio di Nicholson ma, in totale silenzio radio, fece rotta verso sudovest a 35 nodi, per andare incontro alle navi di Casardi. Alle 6:32 i cacciatorpediniere di Nicholson lanciarono alcuni siluri, senza esito, ma con il risultato di costringere le navi italiane a manovre evasive, con le quali la distanza tra le due formazioni salì da 18.000 a 24.000 m. A questo punto Casardi decise di stringere i tempi e fece aumentare la velocità a 32 nodi, accostando a 60°. I cannonieri ripresero il fuoco, ma una certa inesperienza dei telemetristi unita alle cattive condizioni di visibilità e al mare agitato fecero andare tutte le salve a vuoto. Alle 7:05 le artiglierie tacquero, mentre l'inseguimento continuava.
Alle 7:22 il comandante italiano chiese l'intervento dei bombardieri da Rodi. Alle 7:30 del 19 luglio 1940 i due incrociatori leggeri italiani furono inquadrati dalla prima salva del Sydney, sparata da 18.300 m, mentre l'Havock e gli altri quattro cacciatorpediniere manovrarono per portarsi all'attacco. Il Bande Nere venne subito colpito da un proiettile da 152mm nell'aviorimessa, che uccise quattro uomini e ne ferì altrettanti. Il mare era agitato e le unità italiane non riuscirono a dirigere il tiro con precisione: soltanto una loro cannonata colpì il fumaiolo anteriore dell'incrociatore australiano, ferendo un marinaio.


Esplosione del deposito munizioni prodiero del Bartolomeo Colleoni
Gli incrociatori leggeri classe Condottieri erano soprannominati "gli incrociatori di carta", in quanto la loro protezione era scarsissima, a tutto vantaggio di un'alta velocità massima, per cui a distanza ravvicinata anche i colpi dei cacciatorpediniere nemici potevano diventare micidiali. Di conseguenza Casardi ordinò di fare fumo e di ritirarsi. Alle 7:46, visto che il fuoco inglese era diventato più impreciso a causa della distanza, la cortina fumogena venne sospesa. Alle 8:00 il contrammiraglio Casardi ordinò alle sue navi di virare verso sudovest, mentre tutte le navi inglesi cercavano di tagliare loro la strada. Quando le unità nemiche uscirono dalla nebbia, gli ufficiali italiani si resero conto che avevano di fronte un solo incrociatore: lo scontro di artiglieria riprese. Alle 8:10 le navi italiane si trovavano al largo di Capo Spada, a nord di Creta, in acque sempre agitate, e alle 8:18 dovettero accostare per evitare l'isolotto di Agria, di fronte a Capo Busa. Alle 8:24 il Colleoni venne colpito ed ebbe il timone fuori uso; subito dopo, alle 8:25, un secondo colpo centrò la sala macchine, per cui la nave rimase immobilizzata e priva di energia elettrica per il puntamento delle torri. L'equipaggio dell'incrociatore continuò a combattere con i cannoni da 100mm, che disponevano di puntamento manuale d'emergenza, ma alle 8:29 da Ilex e Hyperion furono lanciati alcuni siluri, uno dei quali tranciò di netto la prua del Colleoni; subito dopo altri due siluri colpirono la fiancata destra e la nave cominciò a piegarsi e capovolgersi: affondò alle 8:40.
In quel momento apparve sul teatro dello scontro un Ro.44 italiano, che comunicò la situazione alla base di Lero. Alle 8:50 il Bande Nere venne colpito da un proiettile che esplose sottocoperta, a prua, uccidendo quattro marinai e ferendone dodici. Poco dopo la velocità dovette essere ridotta a 29 nodi, a causa del surriscaldamento di una caldaia ma alle 9:15 la potenza dell'apparato motore fu in qualche modo ripristinata e la velocità poté risalire a 32 nodi. Lo scambio di colpi fra il Bande Nere e il Sydney era andato avanti e la nave australiana aveva quasi esaurito le munizioni: alle 9:26 cessò il fuoco e si ritirò a Creta mentre il Bande Nere faceva rotta verso Bengasi, in Libia, dove arrivò la sera del 20 luglio.
I cacciatorpediniere Havock, Hyperion e Ilex continuarono a incrociare nelle acque dello scontro, riuscendo a salvare 525 naufraghi italiani del Colleoni, tra i quali il comandante, capitano di vascello Umberto Novaro (che in seguito morirà per le ferite riportate). Quattro ufficiali, 17 sottufficiali e 100 marinai non poterono essere salvati. Quando già la battaglia era terminata e gli inglesi avevano soccorso la maggior parte dei naufraghi, alle 11:30 giunsero degli S.M.81 italiani, che danneggiarono il cacciatorpediniere Havock con una bomba che ne colpì la caldaia, senza esplodere.
La battaglia ebbe il suo epilogo con due successive incursioni effettuate alle 17:00 e alle 18:30 dall'Aeronautica dell'Egeo, senza alcun ulteriore danno per gli inglesi. A seguito di quest'azione i capitani Collins e Nicholson furono decorati (Collins ricevette il titolo di Compagno Cavaliere dell'Ordine del Bagno), mentre il capitano Novaro, sepolto con gli onori militari, ebbe la Medaglia d'Oro alla memoria.
Polemiche e considerazioni [modifica]
Come tutte le battaglie navali cui prese parte la Regia Marina, anche quella di Capo Spada suscitò polemiche. In effetti, gli incrociatori leggeri della classe Condottieri non erano certo tra le migliori unità italiane ma, d'altra parte, anche se avessero avuto una corazzatura più efficace non avrebbero certamente potuto reggere a tre siluri a segno.
Anche in questa battaglia l'intervento aereo fu tardivo e inefficace ma, anche se intere formazioni dei moderni CANT Z.1007 fossero state sul teatro di scontro, va ricordato che gli effetti del bombardamento in volo orizzontale contro le navi erano sempre stati scarsi e risultati di rilievo si sarebbero potuti ottenere solo con i bombardieri in picchiata, allora non disponibili da parte italiana.
Più in generale, anche in questa battaglia si dimostrò che qualità balistiche dei cannoni, caratteristiche delle munizioni, prestazioni dei sistemi di direzione del tiro e addestramento di cannonieri e telemetristi si ponevano in media ad un livello più basso di quello degli inglesi: le artiglierie della Royal Navy in genere riuscivano a mandare più colpi a segno di quelle della Regia Marina.
Ordine di battaglia [modifica]
Ordine di battaglia

Regia Marina Royal Navy e Royal Australian Navy

II Divisione Incrociatori
Ammiraglio di divisione Ferdinando Casardi Incrociatori leggeri:
• Giovanni dalle Bande Nere (ammiraglia )
• Bartolomeo Colleoni (affondato) capitano di vascello Umberto Novaro (deceduto per le ferite riportate)
Capitano di vascello John Collins
• Incrociatore leggero HMAS Sydney (danneggiato)
• Cacciatorpediniere HMS Havock (danneggiato)
2nd Destroyer Flotilla
Capitano di fregata Nicholson Cacciatorpediniere:
• HMS Hasty
• HMS Hero
• HMS Hyperion
• HMS Ilex
Reply With Quote
  #61  
Old 23-06-2010, 17:51
astraltrader's Avatar
astraltrader astraltrader is offline
Forum Moderator
 
Join Date: Jan 2008
Location: Exeter/Devon.
Posts: 13,254
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

OK Pedro.

Light cruiser "Bande NERE" and the HEAD SWORD BATTLE
Giovanni delle Bande NERE (cruiser)
From Wikipedia, the free encyclopedia.
Giovanni delle Bande NERE
Giovanni delle Bande NERE and Gorizia in mission on February 12, 1942
General description
Type light cruiser
Condottieri Class type Alberto di Giussano


Constructors maritime engineering
Castellammare di Stabia Shipyard


Setting 31 October 1928
Varus 27 April 1930

Entry into service on January 1, 1931


Final fate sunk, 1 April 1942
General characteristics
Displacement 9,369 t (standard); 6954 t (full load) t


Length 169,3 m
Width 15.5 m


Draught 5.3 m



Propulsion 6 boilers, 2 turbines, 2 propellers
95,000 CV
Speed 37 knots during the tests (42 km/h)
Autonomy 3800 mn at 18 knots (7037 km 33 km/h)


Crew 507, including 19 officers

Equipment


Artillery Armament: • 8 pieces from 152/53 mm model Ansaldo 1926 (4 installations embellished) • 6 pieces from 100/47 mm model OTO 1926 (3 installations embellished) • 8 gunner from 37/54 mm (4 installations embellished) • 8 gunner from 13.2/75.7 MG model 1931 (4 coupled) torpedoes installations:
• 4 533 mm torpedo tubes tubes in 1938/39 pieces from 37/54 were replaced with pieces from 20/65 and were loaded two grenade launchers antisubmarine warfare
Horizontal: 20 mm Armour; vertical: 24 mm; Artillery: 23 mm; Dungeon: 40 mm.
Aircraft 2 aircraft IMAM Ro. 43
fixed bow catapults



The Giovanni delle Bande NERE was a Navy light cruiser classes Alberto di Giussano, so named in honor of Captain Ventura 16th century John black bands.
Her hull was set in 1928 at Castellamare di Stabia, was launched on 27 April 1930 and completed in 1931.
Activities [edit]
The ship in April 1939, he took part in the occupation of Albania. On the occasion, the Navy fielded the coasts Albanians a team naval command to Admiral Arturo Riccardi, composed apart from Bande NERE, from light cruisers Abruzzi and Garibaldi, from two Cavour, from the four heavy cruisers, Destroyers, Zara, 13 14 fast torpedo boats and various other ships on which they were loaded in total 11300 men, 130 tanks and materials. [1] Despite the massive deployment of forces, the action of the Italian ships, against timid attempts of reaction from the Albanian, limited to only a few salvos fired a Durres and sarandë. Italian forces met little resistance and soon the whole Albanian territory was under Italian control, with King Zog forced into exile.
During World War II the Giovanni delle Bande NERE took part, along with the twin Colleoni, the battle of Cape Spada (19 July 1940; security in the light of the class of Giussano clear its limits, since during the fighting between the two Italian cruisers and the Australian Cruiser HMAS Sydney accompanied by five destroyers British allies sank the Colleoni and damaged the black bands, while the Italian ships they were only to damage slightly the Sydney and a destroyer. The Bande NERE, centered by two shots of Sydney, there were eight dead and 16 wounded, while a coup damaged the ship's funnel. During the second battle of Sirte (22 March 1942) the Bande NERE was part of the 2nd Division remaining corrupted.
On the morning of 1 April 1942 he left Messina directed at La Spezia escorted by the destroyers Aviere and torpedo boat Libra. At 9 am at eleven miles from Stromboli the Group was intercepted by the British submarine Urge: a torpedo broke into two hull of Giovanni delle Bande NERE, which sank quickly [3], carrying 287 men [4].
Note [edit]
1. ^ occupation of Albania 2. ^ Gianni Rocca, Shooting the admirals. The tragedy of the Italian Navy in World War II, pp. 33-34 3. ^ http://www.danieleranocchia.it/naval...diterraneo.htm 4. ^ http://www.gerenzanoforum.it/pagine_...ella_sirte.htm battle of Cape Spada
From Wikipedia, the free encyclopedia.
Coordinates: 36 ° 47 ' 43.94 "N 23 ° 40 ' 12.16 And 35.6700444 7955389, 23.
Battle of Cape Spada
Part of the second world war

The Bartolomeo Colleoni, with the bow almost detached by a torpedo, while going to sink.
Date: July 19, 1940
Place: Mediterranean Sea
Outcome: Allied victory
Lineups
United Kingdom
Australia
Italy
Commanders
John Collins
Ferdinand Casardi
Actual
1 light cruiser
5 CCTT
2 light cruisers
Losses
— 1 Cruiser sank, 121 + dead
Naval battles in the Mediterranean during World War II
Mers-el-Kébir – Convoy Espero – Punta Stilo – Head Sword – CAPO passero – Night of Taranto – Otranto channel – CAPO Teulada – Cape Matapan – Tarigo Convoy – Crete – Convoy Duisburg – grecs – 1st Sirte – 2nd Sirte – Half June – Half August – Daffodil – Torch – Skerki – Operation Olterra
The battle of Cape Spada was a naval battle of World War II fought in the Mediterranean sea off the coast of Cape Spada (the tip North Western Crete) on 19 July 1940 between Navy units against units of the Royal Navy and Royal Australian Navy.

Index
• 1 Clash in Crete • 2 controversy and considerations • 3 order of battle • 4 external links


Battle of Cape Spada
From Wikipedia, the free encyclopedia.
Coordinates: 36 ° 47 ' 43.94 "N 23 ° 40 ' 12.16 And 35.6700444 7955389, 23.
Battle of Cape Spada
Part of the second world war

The Bartolomeo Colleoni, with the bow almost detached by a torpedo, while going to sink.
Date: July 19, 1940
Place: Mediterranean Sea
Outcome: Allied victory
Lineups
United Kingdom
Australia
Italy
Commanders
John Collins
Ferdinand Casardi
Actual
1 light cruiser
5 CCTT
2 light cruisers
Losses
— 1 Cruiser sank, 121 + dead
Naval battles in the Mediterranean during World War II
Mers-el-Kébir – Convoy Espero – Punta Stilo – Head Sword – CAPO passero – Night of Taranto – Otranto channel – CAPO Teulada – Cape Matapan – Tarigo Convoy – Crete – Convoy Duisburg – grecs – 1st Sirte – 2nd Sirte – Half June – Half August – Daffodil – Torch – Skerki – Operation Olterra
The battle of Cape Spada was a naval battle of World War II fought in the Mediterranean sea off the coast of Cape Spada (the tip North Western Crete) on 19 July 1940 between Navy units against units of the Royal Navy and Royal Australian Navy.
Index
[Hide]
• 1 Clash in Crete • 2 controversy and considerations • 3 order of battle • 4 external links at Crete [edit]
While it was still off the echo of the battle of Punta Stilo, Supermarina (the Supreme command of the Regia Marina) decided to counter the English maritime traffic in the Aegean Sea by sending two light cruisers Andromache island of Leros in the Sporades. The units were the light cruiser Bartolomeo Colleoni and Giovanni dalle Bande NERE, of class ' Leaders from 5200-6570t, under the command of Rear Admiral Ferdinand Casardi, and constituting the II Division Cruisers.
At 17 July the two cruisers left their berth in Tripoli and the next morning also trained British sailed from Alexandria to head towards the Aegean. The task force English was divided into two groups on the orders of Captain John Collins: the first, commanded by Collins, included the Australian light cruiser HMAS Sydney and the destroyers Havock, tasked with patrolling the waters of the Gulf of Athens; the second group, under the command of Captain Nicholson, was composed of four destroyers of the 2nd Destroyer Flotilla, in charge of a antisommergibili patrol the waters of the Canal of Case, East of Crete, in anticipation of the passage of two British convoys, one of whom, reported by Italian intelligence agencies in Istanbul was why had moved the Navy cruisers.
In the same day of 18 July, Supermarina had communicated to the Aegean air force Command in Rhodes to perform reconnaissance on the channel of Antikythera, ensure cruisers Casardi air cover during the voyage. The command available in Rhodes two groups by Bombardment with twenty trijets Savoia-Marchetti SM.81, the 163nd individual Squadron Hunting Land with eleven Fiat biplanes C.R. 32 and nine Fiat C.R. 42 and the 161st individual Squadron Maritime Autonomous Hunting with seven floatplane IMAM Ro. 44. The Ro 44 pattugliarono the zone assigned to them without sight any enemy unit.
At dawn the following day, the Italian cruisers were sailing to 25 knots with route 75 ° when, at 6: 17, the lookouts of black bands they saw the profiles of destroyers of Nicholson. Casardi ships opened fire against those English from 17,500 m at 6: 27 while they sailed to 30 knots. The British destroyer abandoned research submarines and pointed towards the North, 35 knots, for joining the Cruiser Sydney and with the destroyers Havock. Casardi was unaware of the presence of the other two units and, on the other hand, had not considered it necessary to launch their IMAM Ro reconnaissance floatplane. 43. Collins not replied to the message of Nicholson but, in total radio silence, onwards to the southwest to 35 knots, to vessels of Casardi. At 6: 32 the destroyers of Nicholson launched some torpedoes, without success, but with the result of Italian ships to compel the Sidewinders, with which the distance between the two teams went up from 18,000 to 24,000 m. At this point Casardi decided to tighten the time and increasing the speed to 32 nodes, waving to 60 °. The League resumed fire, but some inexperience of telemetristi coupled with poor visibility and the rough seas did go all hail to empty. At 7: 05 the artiglierie tacquero, while the pursuit continued.
At 7: 22 Commander Italian churches the intervention of bombers from Rhodes. At 7: 30 on 19 July 1940 the two light cruisers were supervised by Italian before save of Sydney, shot by 18300 gas m, while the Havock and the other four destroyers lutjens move to attack. The Bande NERE was immediately struck by a bullet from 152mm in aviorimessa, who killed four people and injured four. The sea was rough and Italian units failed to direct the shooting accuracy: only one of their killer struck the front of the Australian Cruiser smokestack, injuring a sailor.


Store ammunition Explosion bow of Bartolomeo Colleoni
The Condottieri class light cruisers were nicknamed "the cruisers of paper", as their protection was very low, to the benefit of a high maximum speed, close-even the destroyers could become deadly enemies. Consequently Casardi ordered to do smoke and retire. At 7: 46, given that the English had become more fire inaccurate because of distance, the smoke was suspended. At 8: 00 the Rear Admiral Casardi ordered his ships to turn to the Southwest, while all ships the British sought to cut their way. When enemy units came out of fog, Italian officers realized that they had faced a single Cruiser: clash of artillery shots. At 8: 10 Italian ships were located off the coast of Cape Spada, North of Crete always troubled waters, and at 8: 18 had to approach to avoid the islet of Agria, facing Head Busa. At 8: 24 the Colleoni was hit and had the rudder; soon after, at 8: 25, a second shot earned machine Hall, for which the ship remained motionless and without electricity for sighting of the towers. The crew of the Cruiser continued to fight with 100 mm guns, which had emergency manual pointing, but at 8: 29 from Ilex and Hyperion were launched some torpedoes, one of which tranciò of net the bow of the Colleoni; immediately after the other two torpedoes struck the side right and the vessel began to bend over and capsize: sank at 8: 40.
At that time appeared in theatre of confrontation a Ro 44 Italian, which he communicated the situation at the base of Lero. At 8: 50 the Bande NERE was hit by a bullet that exploded below deck, at the bow, killing four sailors and wounding 12. Shortly after the speed was reduced to 29 knots, because of the overheating of a boiler but at 9: 15 the power of the engine-room was somehow restored and the speed he could go up to 32 nodes. Exchanging blows between Bande NERE and Sydney had gone ahead and the Australian ship had almost run out of ammunition: at 9: 26 ceased fire and retired to Crete while the Bande NERE was route to Benghazi, Libya, where he arrived on the evening of 20 July.
The destroyers Havock, Hyperion and Ilex continued to cross the waters of the clash, managing to save 525 castaways Mannerheim Colleoni, including the Commander, Captain Umberto Novaro (who would later die injuries). Four officers, 17 lieutenants and 100 sailors could not be saved. When battle was terminated and the British had rescued most of the castaways, at 11: 30 came the SM.81 Italians, which damaged the destroyer Havock with a bomb that struck the boiler, without exploding.
The battle had his epilogue with two successive raids conducted at 17: 00 and 18: 30 Luftwaffe Aegean, without any further damage to the British. As a result of this action the captains Collins and Nicholson were decorated (Collins received the title of Knight Companion of the order of the bath), while Captain Novaro, buried with military honors, he won the gold medal to memory.
Controversy and considerations [edit]
Like all the battles which took part the Regia Marina, even that of Cape Spada aroused controversy. In fact, the Condottieri class light cruisers were not among the best Italian units but, on the other hand, even if they had had a more effective armour protection would not have certainly been able to stand up to three torpedoes to sign.
Also in this battle the airlift was belated and ineffectual but, although entire formations of modern CANT Z 1007 were on theatre of confrontation, it should be recalled that the effects of the bombing in horizontal flight against ships had always been poor and outcomes could be achieved only with the dive bombers, then not available from the Italian side.
More generally, even in this battle proved that quality ballistic Cannon, munitions characteristics, performance of systems in the direction of shooting and scoring (training and telemetristi were on average lower than that of English: the Royal Navy artillery typically could send more shots at sign of those Navy.
Order of battle [edit]
Order of battle
Regia Marina Royal Navy and Royal Australian Navy
2nd Division Cruisers Admiral of Division Ferdinando Casardi light Cruisers:
• Giovanni dalle Bande NERE (flagship) • Bartolomeo Colleoni (sunk) Captain Umberto Novaro (deceased injuries) Captain John Collins
• Light cruiser HMAS Sydney (damaged) • Destroyers HMS Havock (damaged) 2nd Destroyer Flotilla captain of the frigate Nicholson Destroyers:
• HMS Hasty • HMS Hero • HMS Hyperion • HMS Ilex


Picture of the cruiser Bande Nere taken during WW2.
Attached Images
File Type: jpg RN GIOVANNI DELLE BANDE NERE-1931-1942-MW.jpg (290.9 KB, 71 views)
__________________
Best wishes,
Terry/Exeter. UK



HMS BADSWORTH [HUNT CLASS DESTROYER]
Reply With Quote
  #62  
Old 01-07-2010, 11:25
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
Sub-Lieutenant
 
Join Date: Mar 2010
Posts: 100
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Hello Terry!:
I believe that we have finished the list and the history of the Italian light cruisers,perhaps I believe that by hers importance I am going to put the history of Italian wikipedia the history of the Capitani Romani Class (in Italian language).Only we fault the history of two light Italians cruisers of foreign origin: "FR.11" and "FR.12",but this will be in other posting.Terry much thanks for your ecellent work and help.

Pedro

Classe Capitani Romani (incrociatore)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: Navigazione, cerca
Classe Capitani Romani

L'Attilio Regolo, prima unità della classe
Descrizione generale
· ·
Tipo incrociatore leggero
Classe Capitani romani
Numero unità {{{numero_unità}}}
Costruttori {{{costruttori}}}
Cantiere
Matricola
Ordine
Impostazione
Varo
Completamento
Entrata in servizio
Proprietario Regia Marina
Marina Militare
Marine nationale
Radiazione
Destino finale
Caratteristiche generali
Dislocamento standard: 3.745 t
pieno carico 5.334 t
Stazza lorda {{{stazza_lorda}}} t
Lunghezza 142,2 m
Larghezza 14,4 m
Altezza m
Pescaggio 4,9 m
Profondità operativa m
Ponte di volo
Propulsione Vapore:
4 caldaie Thornycroft
4 turbine ad ingranaggi Belluzzo (Ottaviano Augusto e Pompeo Magno Parsons)
2 assi
potenza: 110.000 hp
petrolio: 1.387 t

Velocità 40 nodi (74 km/h)
Autonomia 4.352 n.mi. a 18 nodi (8.060 km a 33,3 km/h)
Capacità di carico
Numero di cabine {{{numero_di_cabine}}}
Equipaggio 418
Passeggeri
Equipaggiamento
Sensori di bordo
Sistemi difensivi
Armamento artiglieria alla costruzione:
8 cannoni da 135/45mm Mod 38 (4 installazioni binate)
8 cannoni da 37/54 mm AA (affusti singoli)
8 mitragliere da 20/65 mm
siluri:

8 tubi lanciasiluri da 533 mm (4 installazioni quadrinate).

Corazzatura solo qualche corazzetta
Mezzi aerei no
Note
Motto
Soprannome

La Capitani Romani fu una classe di incrociatori leggeri della Regia Marina durante la seconda guerra mondiale, in realtà a mezza strada tra la categoria incrociatori e quella dei cacciatorpediniere.

Indice [nascondi]
1 Progetto
1.1 Critiche
2 Servizio
2.1 Dopoguerra
3 Unità
4 Note
5 Bibliografia
6 Voci correlate
7 Collegamenti esterni


Progetto [modifica]
Vennero impostati dal 1939 per far fronte ai cacciatorpediniere classe Mogador e Fantasque della Marine Nationale francese, e pertanto venne richiesto che potessero raggiungere una velocità di 41 nodi (queste classi di cacciatorpediniere francesi potevano raggiungere i 40 nodi); a questo scopo venne installato un apparato propulsivo della potenza di oltre 100.000 hp, che permetteva loro di soddisfare questo requisito, anche per via della finezza dello scafo, circa 10:1. L'apparato motore era costituito da quattro caldaie a tubi d’acqua subverticali il cui vapore alimentava due gruppi di turbine Belluzzo, che scaricava la potenza su due assi con eliche tripale da 4,20 metri di diametro.

Alla progettazione degli incrociatori della classe "Capitani Romani", lavorarono Umberto Pugliese e Ignazio Alfano, partendo del progetto del Taškent, un esploratore costruito per la Marina sovietica della società Odero-Terni-Orlando nel Cantiere navale OTO di Livorno.

Le artiglierie di prora da 135/45mm dell'incrociatore Scipione AfricanoL'armamento principale consisteva di 8 cannoni da 135/45mm[1][2] in quattro torrette binate che avevano trovato posto anche sulle Duilio ricostruite. Il cannone da 135/45mm, che può essere considerato il miglior cannone navale italiano nella seconda guerra mondiale aveva un'elevazione di 45°, una gittata di 19,6 km e una cadenza di fuoco di 6 tiri al minuto, ed era capace di eseguire tiri assai precisi, ma era tuttavia privo di una soddisfacente capacità antiaerea, se non di sbarramento.

L'armamento antiaereo era costituito da otto mitragliere pesanti Breda 37/54mm[3] in altrettanti impianti singoli, particolarmente utili contro gli aerosiluranti e in generale contro i bersagli a bassa quota e altrettante mitragliere da 20/65mm,[4] in quattro impianti binati che si rivelarono ottime armi, di facile uso e manutenzione, che disponevano di una notevole varietà di munizioni (traccianti, traccianti-esplodenti, ultrasensibili, dirompenti) e che furono praticamente usate su tutte le navi della Regia Marina. Le otto mitragliere da 37/54mm trovarono posizione sei ai lati della plancia e due a lato della torretta poppiera, mentre i quattro impianti binati da 20mm vennero posizionati ai due lati del fumaiolo poppiero.

L'armamento silurante era costituito da otto tubi lanciasiluri in due installazioni quadruple brandeggiabili sull'asse di simmetria della nave.

Gli incrociatori di questa classe furono gli unici della Regia Marina a non avere ricognitori imbarcati.

Per poter raggiungere la velocità richiesta dovette però essere sacrificata la corazzatura, solo il ponte (15 mm) e i cannoni (20 mm) erano protetti da una corazzatura antiframmenti.

Critiche [modifica]
La concezione di queste navi era opinabile: realizzati come risposta ad una minaccia che non esisteva più, disponevano, relativamente alla loro dimensioni), di un buon armamento offensivo antinave e un ottimo armamento difensivo antiaereo, ma la scarsa autonomia, difetto tipico delle navi italiane, non le aiutava né per la difesa della Squadra navale, né per azioni indipendenti e offensive.

La mancanza di corazzature protettive rendeva poi queste unità vulnerabili al fuoco di unità anche leggere, come i cacciatorpediniere nemici, anche se il migliore armamento pesante avrebbe dovuto permetterli di distruggerle. L'azione in cui andò perso il Colleoni nel 1940 era un esempio. Anche gli incrociatori leggeri britannici delle classi Arethusa e Dido, con una corazza più spessa sulla cintura e meno sul ponte rispetto alla precedente, erano nemici pericolosi, nonostante la velocità inferiore di circa 10 nodi: avrebbero potuto infliggere danni micidiali con i loro cannoni da 133 e 152mm che difficilmente un Capitani Romani avrebbe potuto sostenere specialmente se fosse stato danneggiato l'apparato propulsivo, eliminando così il loro principale vantaggio. Inoltre il loro eccezionale apparato propulsivo era estremamente costoso, per una nave con la capacità offensiva di poco maggiore che un grosso cacciatorpediniere.

Servizio [modifica]
Solo tre navi di questa classe furono completate, mentre l'Ulpio Traiano venne affondato, mentre era ormeggiato, quando era stato completato al 90%, il 3 gennaio 1943 da incursori inglesi che riuscirono a penetrare nel porto di Palermo.[5] Gli incursori sbarcati da un sommergibile a bordo di un chariot,[6] superarono le reti di sbarramento poste a difesa del porto e vedendo attraccato in banchina l'incrociatore in avanzata fase di allestimento,applicarono allo scafo della nave la carica esplosiva anteriore del chariot e minarono poi con le mignatte il acciatorpediniere Grecale, la torpediniera Ciclone e una nave mercantile, ma le mignatte non esplosero in quanto gli incursori inglesi non fecero in tempo ad attivarle, mentre alle 8,00 del mattino l'incrociatore esplose rovesciandosi, danneggiato irreparabilmente. I due incursori inglesi, i cui nomi erano Greenland e Ferrier furono fatti prigionieri e l'8 Settembre presi dai tedeschi vennero li trasferiti nel Marlag di Westertimke, da dove furono liberati nel maggio del 1945 all'arrivo delle truppe alleate.

Gli incrociatori Claudio Druso, Claudio Tiberio, Paolo Emilio e Vispanio Agrippa vennero impostati sugli scali, ma la loro costruzione venne sospesa e i loro scafi smantellati, con l'apparato di propulsione del Paolo Emilio utilizzato per la portaerei Aquila.

Incrociatore Scipione AfricanoLe unità che entrarono in servizio furono l'Attilio Regolo, lo Scipione Africano e il Pompeo Magno, entrate in servizio prima dell'armistizio, con qualche missione di combattimento verso Messina da parte del Pompeo Magno, che nella notte del 13 luglio 1943 affondò tre motosiluranti britanniche, mettendone in fuga altre due, e dello Scipione, che nella notte del 16 luglio 1943 attaccato de quattro motosiluranti britanniche affondò la motosilurante britannica MTB-316 e ne danneggiò gravemente un'altra, mettendone in fuga altre due. Dodici marinai britannici persero la vita nello scontro. Lo Scipione Africano fu l'unico ad essere equipaggiato con radar EC.3 Gufo.

L'Attilio Regolo al rientro a Taranto il 23 gennaio 1945.L'Attilio Regolo ebbe asportata la prora da un siluro lanciatogli da un sommergibile inglese e sottoposto a riparazioni gli venne applicata la prora del Caio Mario, mentre il Cornelio Silla fornì il suo apparato motore all'Aquila.

All'armistizio, il Caio Mario, l'Ottaviano Augusto, il Cornelio Silla, ancora in costruzione nei cantieri, ed il Giulio Germanico in avanzata fase di allestimento, vennero catturati dai tedeschi.

L'Attilio Regolo durante il trasferimento a Malta secondo quelle che erano le clausole armistiziali, fu tra le unità che soccorse i naufraghi della corazzata Roma dopo l'affondamento trasportandone i sopravvissuti alle Baleari, dove le navi italiane vennero internate dalle autorità franchiste spagnole facendo rientro a Taranto solamente il 23 gennaio 1945.

Pompeo Magno e Scipione Africano insieme al Cadorna facevano parte del gruppo di incrociatori alle dipendenze della V Divisione, costituita in quel momento solamente dalle Duilio. Nel pomeriggio del 9 settembre il gruppo formato dalle due navi da battaglia e dal Cadorna e dal Pompeo Magno lasciò la base di Taranto e alle 09,30 del giorno successivo un cacciatorpediniere inglese si mise di prora alla formazione raggiunto nel pomeriggio da 8 motosiluranti che scorarono navi italiane fino a Malta. Il gruppo guidato dall'ammiraglio Da Zara, venne raggiunto dal gruppo proveniente da La Spezia, il cui comando dopo il tragico affondamento della corazzata Roma era stato assunto dall'ammiraglio Oliva.

Lo Scipione venne invece inviato da Taranto la mattina del 9 settembre a scortare in Adriatico la corvetta Baionetta, dove erano imbarcati il capo del governo Badoglio, il Ministro della Marina De Courten e la famiglia reale, fino a Brindisi, dove il Re Vittorio Emanuele III e il suo seguito vennero sbarcati. Il 29 settembre lo Scipione scortò il Maresciallo Badoglio e parte del governo a Malta, per la firma del cosiddetto armistizio lungo in cui venivano precisate le condizioni di resa imposte all'Italia già contenute genericamente nell'armistizio corto firmato il 3 settembre dal generale Giuseppe Castellano; successivamene durante la cobelligeranza effettuò alcuni viaggi ad Alessandria d'Egitto e ai Laghi Amari, dove erano internate le navi da battaglia italiane Vittorio Veneto e Italia.

Il Giulio Germanico in allestimentoParticolarmente tragica fu la vicenda del Giulio Germanico con il suo comandante Domenico Baffigo catturato e fucilato dagli occupanti tedeschi a Napoli l'11 settembre 1943. L'unità cadde in mano ai tedeschi che l'autoaffondarono all'interno del porto di Castellammare di Stabia, il 28 settembre successivo quando furono costretti ad abbandonare la città.

Ottaviano Augusto e Cornelio Silla vennero affondati in un raid aereo rispettivamente il 1º novembre 1943 e nel luglio 1944. Il Cornelio Silla, il cui alestimento dopo il varo procedette a molto rilento, nel 1942, per confondere i ricognitori inglesi, venne ormeggiato di prora alla portaerei Aquila; il suo scafo venne ritrovato semiaffondato nel porto di Genova e successivamente recuperato e demolito.

Il Caio Mario, dopo aver ceduto la prua al Regolo, ebbe completato lo scafo per essere utilizzato come nave deposito, nel gennaio 1943. Requisito dai tedeschi in seguito alle vicende armistiziali venne autoaffondato nel 1944 nel porto di La Spezia

Dopoguerra [modifica]
Nel dopoguerra, il Pompeo Magno, (ribattezzato San Giorgio) e il Giulio Germanico (recuperato dal cantiere di Castellammare di Stabia e ribattezzato San Marco) prestarono servizio come cacciatorpediniere con la Marina Militare Italiana riarmati con i 127/38mm americani, meno potenti rispetto ai cannoni da 135/45, ma con la fondamentale capacità di eseguire un efficace tiro contraerei.

Allo stesso modo, l'Attilio Regolo e Scipione Africano, passati alla Francia in conto danni di guerra vennero riarmati nella Marine Nationale con cannoni ex-tedeschi da 105mm, gli stessi che costituivano l'armamento antiaereo degli incrociatori tedeschi Classe Hipper, che erano un armamento più leggero ma, anche in questo caso con la fondamentale caratteristica di essere armi duali. Le due unità cedute alla Francia nel 1948 vennero rispettivamente ribattezzate Chateaurenault e Guichen e riclassificati conduttori di flottiglia.[7]

Lo Chateaurenault ha ricoperto il ruolo di portabandiera della I Flottiglia Escorteurs d'Escadre della Squadra Navale del Mediterraneo di base a Tolone fino al disarmo avvenuto il 1º gennaio 1962, mentre il Guichen svolse gli stessi compiti del gemello nella Escadre Légère de l'Atlantique (Atlantico) di base a Brest e dopo essere stato ritirato dal servizio il 1º aprile 1961, andò in disarmo il 21 giugno 1963.

Unità [modifica]
Regia Marina - Classe Capitani Romani
Nome Nave Cantiere Impostata Varata Completata Fato finale
Attilio Regolo OTO Livorno 28 settembre 1939 28 agosto 1940 14 maggio 1942 Alla Francia nel 1948
Scipione Africano OTO Livorno 28 settembre 1939 12 gennaio 1941 23 aprile 1943 alla Francia nel 1948
Pompeo Magno C.N.R. Ancona 23 settembre 1939 24 agosto 1941 4 giugno 1943 San Giorgio (D 562) nella Marina Militare
Giulio Germanico Navalmeccanica 3 aprile 1939 26 luglio 1941 19 gennaio 1956 San Marco nella Marina Militare
Ulpio Traiano C.N.R. Palermo 28 settembre 1939 30 novembre 1941 Affondato 3 gennaio 1943
Ottaviano Augusto C.N.R. Ancona 23 settembre 1939 28 aprile 1941 Affondato 1 novembre 1943
Caio Mario OTO Livorno settembre 1939 17 agosto 1941 autoaffondato nel 1944 a La Spezia
Cornelio Silla Ansaldo Genova 12 ottobre 1939 28 giugno 1941 Affondato nel luglio 1944
Claudio Druso Riva Trigoso settembre 1939 Smantellato prima del completamento, 1941-1942
Claudio Tiberio OTO Livorno 28 settembre 1939 Smantellato prima del completamento, 1941-1942
Paolo Emilio Ansaldo Genova 12 ottobre 1939 Smantellato prima del completamento, 1941-1942
Vipsano Agrippa Riva Trigoso ottobre 1939 Smantellato prima del completamento, 1941-1942

Note [modifica]
^ Cannoni & Munizioni. URL consultato il 3 febbraio 2008.
^ Italian 135 mm/45 (5.3") Models 1937 and 1938. URL consultato il 19 febbraio 2008.
^ Italian 37 mm/54 (1.5") Models 1932, 1938 and 1939. URL consultato il 19 febbraio 2008.
^ Italian 20 mm/65 Models 1935, 1939 and 1940. URL consultato il 19 febbraio 2008.
^ Palermo Operazione Principal – I Chariots
^ i chariots erano minisommergibili simili ai maiali della Regia Marina
^ Le navi che l'Italia dovette consegnare in base al trattato di pace nell'imminenza della consegna vennero contraddistinte da una sigla alfanumerica. Le navi destinate all'Unione Sovietica erano contraddistinte da due cifre decimali precedute dalla lettera 'Z': Cesare Z11 Artigliere Z 12, Marea Z 13, Nichelio Z 14, Duca d'Aosta Z15, Animoso Z16, Fortunale Z17, Colombo Z18, Ardimentoso Z19, Fuciliere Z20; le navi consegnate alla Francia erano contraddistinte dalla lettera iniziale del nome seguita da un numero: Oriani O3, Regolo R4, Scipione Africano S7; per le navi consegnate a Yugoslavia e Grecia, la sigla numerica era preceduta rispettivamente dalle lettere 'Y' e 'G': l'Eugenio di Savoia nell'imminenza della consegna alla Grecia ebbe la sigla G2. Stati Uniti e Gran Bretagna rinunciarono integralmente all'aliquota di naviglio loro assegnata, ma ne pretesero la demolizione - Bagnasco, Erminio (1988). La Marina Italiana. Quarant'anni in 250 immagini (1946-1987). supplemento "Rivista Marittima". ISSN: 0035-6984.
Bibliografia [modifica]
Conway's All the World Fighting's Ships 1922-1946. Londra, Conway Maritime Press Ltd, 1980
Voci correlate [modifica]
Reply With Quote
  #63  
Old 01-07-2010, 17:26
astraltrader's Avatar
astraltrader astraltrader is offline
Forum Moderator
 
Join Date: Jan 2008
Location: Exeter/Devon.
Posts: 13,254
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Class Captains Romans (cruiser) -Wikipedia, the free encyclopedia Go to: Navigation, search Class Captains Romans The Attilio Regolo, first unit of class overview · · Cruiser Class Captains Romans Number drive {{{drive_number}}} Constructors {{{constructors}}} Yard Freshman Order Setting Launch Complete commissioning Owner Regia Marina RN Marine nationale Radiation final destiny General documentation standard Displacement: 3745 t full load 5334 t gross tonnage {{{stazza_lorda}}} t 142,2 m Width Length 14.4 m Height m Draught 4.9 m Depth operational m flight deck Steam Propulsion: 4 boilers Thornycroft 4 gear-driven turbines Belluzzo (Ottaviano Augusto and Pompey Parsons) 2 axes power: 110 hp oil: 1387 t Speed 40 knots (74 km/h) Autonomy 4352 no mi. at 18 knots (8060 km 33.3 km/h) load capacity Number of cabins {{{numero_di_cabine}}} Crew 418 Passengers on-board Sensors Equipment defensive artillery Armament Systems to the construction: 8 135/45 mm gun Mod 38 (4 coupled installations) 8 guns from 37/54 mm AA (gun carriages individual) 8 gunner from 20/65 mm torpedo:
8 533 mm torpedo tubes (4 mounts MK.i installations). Armouring only few corazzetta aircraft no Notes The Captains Romans Motto Nickname was a class of cruisers light Navy during World War II, actually halfway between the category cruisers and destroyers.
Index [Hide] 1 Project 1.1 Critical 2 Service 2.1 Postwar 3 units 4 Notes 5 Bibliography 1.6 7 external links project [review] Since 1939 Were set to face the destroyer class Mogador and the Marine Nationale française Fantasque, and therefore was required that could reach a speed of 41 knots (these French destroyer classes could reach 40 knots); for this purpose was installed propulsion power apparatus of over 100,000 hp, which allowed them to meet this requirement, also because of the fineness of the hull, about 10: 1. The machinery was comprised of four water tube boilers subverticali whose steam fired two groups of turbines Belluzzo, which gave the power to both axles with propellers tripale from 4.20 meters in diameter.
The design of cruisers of the Romans "classe" Captains, labored Umberto Pugliese and Ignatius Alfano, starting the project of Tashkent, an Explorer built for the Navy Soviet society Odero-Terni-Orlando in shipyard OTO Livorno.
The artillery of the stem from 135/45 mm Cruiser Scipione AfricanoL ' main armament consisted of 8 guns from 135/45 mm [1] [2] in four turrets coupled who had found place also on Duilio rebuilt. The cannon from 135/45 mm, that can be considered the best Italian naval cannon in World War II had an elevation of 45 °, a range of 19.6 km and a cadence of fire by 6 shots per minute, and was able to perform extremely precise shots, but was however does not have a satisfactory air capacity, if not barrage.
The anti-aircraft armament consisted of eight heavy gunner Breda 37/54 mm [3] in as many individual plants, especially useful against torpedo planes and in General against targets at low altitude and as many gunner from 20/65 mm, [4] in four textured installations that proved excellent weapons, easy use and maintenance, which had significant variety of ammunition (tracer, tracer-esplodenti, ultra-sensitive, disruptive) and which were practically used on all vessels, Regia Marina. The eight gunner from 37/54 mm found six position on either side of the dashboard and two on the side of the turret aft, while four-track installations from 20 mm were positioned on both sides of the aft smokestack.
The closer to armament consisted of eight x torpedo tubes in two installations quadruple water monitors on the axis of symmetry of the ship.
The cruisers of this class were the only Navy never before reconnaissance boarded.
In order to achieve the required speed he be sacrificed the armouring, only the bridge (15 mm) and the cannons (20 mm) were protected by antiframmenti calibers.
Criticism [review] The design of these ships was questionable: made in response to a threat that no longer existed, warranting relative to their size), a good offensive armament anti-ship and an excellent defensive armament anti-aircraft, but the lack of autonomy, typical Italian defect of vessels, not for the helped nor stalwart naval nor for independent actions and offensives.
The lack of protective armour made then these units vulnerable to fire units also read, as the destroyers enemies, even if the best heavy armament would allow them to destroy them. The action in which he lost the Colleoni in 1940 was an example. Even the British light cruisers classes Arethusa and Dido, with thicker armour on the belt and less on deck as compared to the previous, were dangerous enemies, despite the lower speed of approximately 10 knots: could inflict damage deadly with their guns from 133 and 152 mm that hardly a Captains Romans could support especially if it had been damaged propulsion system, thus eliminating their main advantage. Also their exceptional propulsion machinery was extremely expensive for a ship with the ability of little more offensive that a big destroyers.
[Edit] Service Only three vessels of this class were completed, while the Ulpius Traianus was sunk, while moored, when it was completed at 90%, the 3 January 1943 English Raiders from penetrating in the port of Palermo. [5] Raiders landed from a submarine aboard a chariot, [6] although five networks barrage poste in defence of the port and seeing docked in Pier the Cruiser at an advanced stage of preparation, they applied to the hull of the ship the cartridge-operated front of chariot and then with the near-mignatte the acciatorpediniere Grecale, the torpedo boat Cyclone and a merchant ship, but the mignatte not exploded as Raiders Brits not made in time to enable them, while at 8.00 a.m. the Cruiser exploded top heavy, damaged irreparably. The two English Raiders, whose names were Greenland and Ferrier were taken prisoner and 8 September taken by the Germans were transferred to them in Marlag Westertimke, from where they were delivered in May 1945 the arrival of the Allied forces.
The cruisers, Claudio Tiberius Claudius Drusus, Paolo Emilio and Vispanio Agrippa were set on scali, but their construction was suspended and their hulls dismantled, with the propulsion machinery of Paolo Emilio used for the aircraft carrier Eagle.
Cruiser Scipione AfricanoLe units who entered into service were the Attilio Regolo, Scipio Africanus and Pompey, entered into service before the Armistice with some combat mission towards Messina by Pompey, that on the night of July 13, 1943 sank three British motosiluranti erode escape other two, and Scipione, that on the night of July 16, 1943 attacked de four British motosiluranti sank the British motosilurante MTB-316 and severely damaged another erode escape other two. Twelve British sailors killed in clash. The Scipione Africano was the only one to be equipped with radar EC 3.3 OWL.

The Attilio Regolo return to Taranto on 23 January 1945. Attilio Regolo he had removed The la prora by a torpedo from a submarine English lanciatogli and subjected to repairs, he applied the bow of Caio Mario, while Cornelius Sulla gave its machinery in L'Aquila.
The Armistice, the Caio Mario, Octavian Augustus, the Silla, still under construction in the shipyards, and Giulio Germanic at an advanced stage of preparation, were captured by the Germans.
The Attilio Regolo during transfer to Malta according what clauses armistiziali, was among the units that rescued survivors of the battleship Roma after the sinking prices and survivors in the Balearic Islands, where the Italian vessels were interned by the Spanish authorities by indentation franchiste in Taranto only 23 January 1945.
Pompey and Scipione Africano collection at Cadorna were part of the Group of cruisers employed by V Division, formed at that time only by Duilio. On the afternoon of September 9, the group formed by two battleships and from Cadorna and by Pompeius Magnus left the base of 09,30 to Taranto and the next day a destroyer English took his bow training reached in the afternoon 8 motosiluranti that scorarono Italian vessels up to Malta. The group led by Admiral From Zara, was reached by the group from La Spezia, whose command after the tragic sinking the battleship Roma had been hired by Admiral Olive.
The Scipione was sent from Taranto on the morning of 9 September to accompany in Adriatic the gunboat Bayonet, where they were employed the head of Government Badoglio, the Minister of marine De Courten and the Royal family, up to Brindisi, where King Vittorio Emanuele III and his entourage were landed. On 29th September the Scipione escorted Marshal Badoglio and part of the Government in Malta, for signing the so-called Armistice along if you had specified the conditions of surrender taxes in Italy already contained generically in short Armistice signed on September 3, from General Giuseppe Castellano; then when cobelligeranza effected some trips in Alexandria, Egypt and Lakes Amari, where were you intern battleships Italian Vittorio Veneto and Italy.
The Giulio Germanic in allestimentoParticolarmente tragic was the story of Julius Germanic with his second-in-command, Domenico Baffigo captured and shot by the occupying Germans in Naples on 11 September 1943. The unit fell to Germans that the autoaffondarono within the port of Castellammare di Stabia, the 28 September following when they were forced to leave the city.
Ottaviano Augusto and Silla were sunk in an air raid on 1 November 1943 respectively and in July 1944. The Silla, whose alestimento after the launch proceeded very slowly, in 1942, to confuse the British reconnaissance, bow was moored to the Eagle aircraft carrier; its hull was rediscovered semiaffondato in the port of Genoa and subsequently recovered and demolished.
The Caio Mario, having surrendered the bow to the straight edge, he had completed the hull to be used as a vessel, in January 1943. Requirement after episodes armistiziali was autoaffondato in 1944 at the port of La Spezia
Post-war [review] After the war, the Pompey, (renamed San Giorgio) and Giulio Germanic (recovered from the yard of Castellammare di Stabia and renamed San Marco) served as destroyers with the Italian Navy riarmati with 127/38 mm Americans, less powerful than guns from 135/45, but with the vital ability to run an effective anti-aircraft shooting.
Similarly, the Attilio Regolo and Scipione Africano, passed to France in account war damage were riarmati in Marine Nationale with guns ex-Germans from 105 mm, the same forming the anti-aircraft armament of German cruisers Hipper Class, which were an armament lighter but, again with the fundamental characteristic of being dual weapons. The two units sold to France in 1948 were respectively renamed them Chateaurenault and Guichen and reclassified conductors of flotilla. [7]
The Chateaurenault was the standard-bearer of The Flotilla Escorteurs of Escadre team Mediterranean Naval base in Toulon until disarmament occurred on 1 January 1962, while the Guichen played the same tasks of twin in Escadre Légère de l'Atlantique (Atlantic) based in Brest and after being withdrawn from service on 1 April 1961, she on 21 June 1963.
[Edit] Unit Regia Marina-Class Captains Romans Name Ship Yard Set Launched Completed final Attilio Regolo OTO Fate Livorno 28 September 1939 28 August 1940, May 14, 1942 to France in 1948 Scipione Africano OTO Livorno 28 September 1939 12 January 1941, April 23, 1943 to France in 1948 Pompey c.n.r. Ancona 23 September 1939 24 August 1941 4 June 1943 San Giorgio (D 562) in RN Giulio Germanic Navalmeccanica 3 April 1939 26 July 1941 19 January 1956 San Marco in RN Ulpius Traianus c.n.r. Palermo 28 September 1939 30 November 1941 Sunk 3 January 1943 Ottaviano Augusto c.n.r. Ancona 23 September 1939 28 April 1941 Sunk 1 November 1943 Caio Mario OTO Livorno September 1939 17 August 1941 autoaffondato in 1944 in La Spezia Silla Ansaldo Genoa 12 October 1939 28 June 1941 Sunk in July 1944 Claudius Drusus Riva Trigoso September 1939 Dismantled before completion, 1941-1942 Claudio Tiberio OTO Livorno 28 September 1939 Dismantled before completion, 1941-1942 Paolo Emilio Ansaldo Genoa 12 October 1939 Dismantled before completion, 1941-1942 Vipsano Agrippa Riva Trigoso October 1939 Dismantled before completion, 1941-1942 Notes [review] ^ Guns & ammo. Retrieved on 3 February 2008. ^ Italian 135 mm/45 (5.3 ") Models 1937 and 1938. Retrieved on February 19, 2008. ^ Italian 37 mm/54 (1.5 ") Models 1932, 1938 and 1939. Retrieved on February 19, 2008. ^ Italian 20 mm/65 Models 1935, 1939 and 1940. Retrieved on February 19, 2008. ^ Palermo Principal Operation – The Chariots ^ the chariots were similar to pigs minisommergibili of Regia Marina ^ ships that Italy had to deliver in accordance with the Treaty of peace in the imminence of delivery were identified by the acronym alphanumeric. Ships for the Soviet Union were marked by two digits preceded by the letter ' Z ': Cesare Z11 Gunner Z 12, Tide Z 13, Nickel Z 14, Duca D'Aosta Z15, fashion into Z16, Sprinkle Z17, Colombo Z18, courageous journey Z19, Z20 Rifleman; ships delivered to France were marked by the first letter of name followed by a number. Oriani O3, Regulus R4, Scipione Africano S7; for ships delivered in Yugoslavia and Greece, the term numeric was preceded by the letters respectively ' y ' and ' G ': the Eugene of Savoy in the imminence of delivery to the Greece had the abbreviation G2. The United States and Britain withdrew in full at the rate of ships assigned to them, but they pretended scrapping-Bagnasco, Erminio (1988). The Italian Navy. Forty years in 250 images (1946-1987). Maritime Magazine "Supplement". ISSN 0035-6984. Bibliography [review] Conway's all the World's Fighting Ships 1922-1946. London, Conway Maritime Press Ltd, 1980 references [review]
__________________
Best wishes,
Terry/Exeter. UK



HMS BADSWORTH [HUNT CLASS DESTROYER]
Reply With Quote
  #64  
Old 06-07-2010, 17:06
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
Sub-Lieutenant
 
Join Date: Mar 2010
Posts: 100
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Dear Terry!:
Very much thanks for your wonderful and excellent work!!.Your friend:

Pedro Ruíz
Reply With Quote
  #65  
Old 05-08-2011, 11:55
ludsie ludsie is offline
Commander
 
Join Date: Aug 2009
Posts: 406
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Beautiful ships thanks for the thread
Reply With Quote
  #66  
Old 17-05-2015, 16:55
Pelican's Avatar
Pelican Pelican is online now
Admiral
 
Join Date: Apr 2009
Posts: 4,651
Exclamation Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

GARIBALDI
Following from an 'Oppo' which is self explanatory. Any help, advice or pointing me in the right direction regarding circa 1945 would be very much appreciated bearing in mind that I have read Terry's excellent post 10.

"My brother George ( Ganges 43) took passage from Malta to somewhere in the east of the Med circa 1945. At the time he was serving aboard HMS Musketeer and was detailed to transfer to the Italian cruiser RN Garibaldi and join HMS Milne. I cannot find any timeline for the Garibaldi for the period 1943/45. I believe their destination was in the Palestine/Haifa area."
__________________
H.M.S. PELICAN - GGCV - L86 U86 B294 & F 86 - WHAT I HAVE I HOLD - 1938~1958 - 'A wonderful bird is the Pelican. Its beak can hold more than its belly can.'
Reply With Quote
  #67  
Old 18-05-2015, 12:32
Navyking's Avatar
Navyking Navyking is offline
Sub-Lieutenant
 
Join Date: Mar 2014
Location: Austin, Texas
Posts: 120
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

If you mean Giuseppe Garibaldi, although brief, I hope this helps:

In a book I have "Cruisers of World War Two, an International Encyclopedia" by M.J. Whitley, published by Brockhampton Press, London. Page 141 it states:

"After the invasion of Sicily Garibaldi was sailed from Genoa on 6 August with d'Aosta and destroyers to attack in the Palermo area, but off La Spezia the formation was attacked by the submarine Simoom which aimed her torpedoes at the cruisers but hit and sank the destroyer Gioberti. Both ships surrendered at Malta in September 1943 and were subsequently transferred to the Central Atlantic, based on Freetown for anti-blockade-runner duties.

Garibaldi, although also ordered to the Atlantic, did not sail until 7 March 1944, and by the time she arrived at Freetown, on 18 March, the task for which they had been intended was finished. She therefore sailed for Italy, together with d'aosta, almost immediately after her arrival, on 25 March 1944. For the remainder of the war she was employed on subsidiary duties, and postwar was converted into a guided missile cruiser, serving even longer than her sister Abruzzi"

Regards
Paul
Reply With Quote
  #68  
Old 18-05-2015, 14:58
Pelican's Avatar
Pelican Pelican is online now
Admiral
 
Join Date: Apr 2009
Posts: 4,651
Exclamation Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Many thanks Paul.
__________________
H.M.S. PELICAN - GGCV - L86 U86 B294 & F 86 - WHAT I HAVE I HOLD - 1938~1958 - 'A wonderful bird is the Pelican. Its beak can hold more than its belly can.'
Reply With Quote
Reply



Ship Search by Name : Advanced Search
Random Timeline Entry : 10th January 1933 : HMS Cricket : Arrived Kiukiang

Currently Active Users Viewing This Thread: 1 (0 members and 1 guests)
 
Thread Tools
Display Modes

Posting Rules
You may not post new threads
You may not post replies
You may not post attachments
You may not edit your posts

vB code is On
Smilies are On
[IMG] code is On
HTML code is Off
Forum Jump

Similar Threads
Thread Thread Starter Forum Replies Last Post
Italian Pre-1945 Cruisers MMM Photo Galleries 94 07-07-2017 06:21
Charge of the Light Brigade Pt. 2 qprdave Crimean War 9 14-02-2013 15:32
Real Communicators do it with flags & light siggy63 Introductions 1 12-09-2009 13:59
Navigation Light Locations please ivorthediver Other Naval Topics 78 28-02-2009 20:53
Charge of the Light Brigade kc Military Art 0 27-11-2007 23:02


All times are GMT. The time now is 12:13.


Powered by vBulletin® Version 3.6.7
Copyright ©2000 - 2017, Jelsoft Enterprises Ltd.