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Italian Ships and Crews Topics relating to a specific Italian ship or ships.

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  #1  
Old 10-04-2010, 11:25
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Default Italian Light Cruisers: 1939-45

Hello everybody!.
The cause of this posting is for to start one study of the Italian light cruisers during the Second World War.I have interest by the study of the Italian light cruisers,hers history,evolution and tactic handled while lasted the war in the Mediterranean Sea.

In the Great War one type of warship most importat demostrated to be the light cruiser,this warship was very fast and could protect the own destroyers fleet,could protect the capital ships of the destroyer´s attack and could protect the merchant cargo-ships in the trade lines.The ligth cruisers had displacement of 5000 Tons,max. speed more than 34 knots and hers main weapon was composed by 150 mm guns and several torpedo-tubes.

One salute:

Pedro Ruíz
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  #2  
Old 10-04-2010, 11:28
alanbenn's Avatar
alanbenn alanbenn is offline
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Default Re: Italian light cruisers between 1939-45

Pedro, you will find lots of photo's and info relating to Italian cruisers here..........

http://www.worldnavalships.com/forum...alian+cruisers


Regards
Alan
__________________

Dad 1956

http://alansshipsbadges.webs.com
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  #3  
Old 10-04-2010, 11:32
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Default Re: Italian light cruisers between 1939-45

Dear Alan,hello!:
Very much thanks for your link.
Best regards

Pedro
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  #4  
Old 24-05-2010, 18:45
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Default Re: Italian light cruisers between 1939-45

Dear Sirs,hello!:
I have a history (in Italian language) of the Italian cruiser "Eugenio di Savoia",if anybody can traslate to English this article everybody shall can enjoy it.

Pedro

Eugenio di Savoia (incrociatore)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Eugenio di Savoia
Έλλη (Elli)

Incrociatore Eugenio di Savoia
Descrizione generale

Tipo incrociatore leggero

Classe Condottieri tipo Duca d'Aosta




Costruttori Ansaldo

Cantiere Ansaldo Genova





Impostazione 6 luglio 1933

Varo 16 marzo 1935



Entrata in servizio 16 gennaio 1936

Proprietario Regia Marina
Βασιλικόν Ναυτικόν



Destino finale alla Grecia il 26 giugno 1951
radiato e demolito nel 1973

Caratteristiche generali
Dislocamento
10.357 t (standard); 10.843 t (pieno carico) t




Lunghezza 186,9 m

Larghezza 17,5 m




Pescaggio 6,5 m






Propulsione 6 caldaie Yarrow, 2 turbine meccaniche Parsons, 2 eliche
pot. max 110.000 CV

Velocità 36,5 nodi (67,6 km/h)

Autonomia 3.900 mn a 14 nodi (7.223 km a 26 km/h)
1.680 t di nafta






Equipaggio 27 ufficiali
551 sottufficiali e comuni


Equipaggiamento




Armamento cannoni:
• 8 pezzi da 152/53 mm OTO modello 1929 (4 torri binate)
• 6 pezzi da 100/47 m OTO modello 1927 (3 torrette binate)
• 8 mitragliere da 37/54 mm (4 installazioni binate)
• 12 mitragliere da 13,2 mm modello 1931 (6 installazioni binate)
• 2 lanciabombe di profondità
siluri:
• 6 tubi lanciasiluri da 533 mm in due complessi trinati brandeggiabili
Corazzatura 35 mm (orizzontale), 70 mm (verticale), 90 mm (artiglierie), 100 mm (torre comando)
Mezzi aerei 2 aerei IMAM Ro.43
catapulte brandeggiabili situate a centro nave
Note
Motto Ubi Sabaudia ibi Victoria



L'Eugenio di Savoia fu un incrociatore leggero della Regia Marina italiana, appartenente alla classe Condottieri tipo Duca d'Aosta.
La nave venne così battezzata in onore di Eugenio di Savoia che fu dal 1844 al 1851 fu al comando della Marina del Regno di Sardegna e luogotenente del Regno di Sardegna durante la prima guerra d'indipendenza e nuovamente nel 1860 e 1861 durante la transizione dell'ex Granducato di Toscana e del Regno delle Due Sicilie verso il neo-costituito Regno d'Italia; prese parte all'assedio di Gaeta, meritando la medaglia d'oro al valore militare. Nello stesso periodo nella Kriegsmarine operava l'incrociatore Prinz Eugen, intitolato al condottiero sabaudo del XVII secolo Eugenio di Savoia, principe di Savoia-Carignano, noto come Principe Eugenio, cui in precedenza era stata dedicata nel corso della Prima guerra mondiale nella Imperial-Regia Marina Austro-Ungarica la nave da battaglia della Classe Tegetthoff SMS Prinz Eugen.
Indice
[nascondi]
• 1 Servizio
o 1.1 Attività bellica
o 1.2 Elli
• 2 Note
• 3 Bibliografia
• 4 Collegamenti esterni

Servizio [modifica]
L'Eugenio di Savoia venne impostato nel 1933 nei cantieri Ansaldo di Genova Sestri, varato nel 1935 ed entrò in servizio nel 1936. Partecipò ad azioni nella guerra civile spagnola. Nel 1938 iniziò con la gemella Duca d'Aosta una circumnavigazione del globo che interruppe alla minaccia dello scoppio della seconda guerra mondiale. La partenza prevista per l'1º settembre 1938 avvenne il 5 novembre dello stesso anno da Napoli, mentre il ritorno che era previsto per il 25 luglio 1939 alla fine di gennaio del 1939 venne anticipato con il richiamo delle navi che rientrarono alla Spezia il 3 marzo 1939.
Attività bellica [modifica]
Allo scoppio della seconda guerra mondiale era inquadrato insieme al gemello Duca d'Aosta al Montecuccoli e all'Attendolo nella VII Divisione Incrociatori nell'ambito della IIª Squadra di base alla Spezia come nave insegna dell'ammiraglio Luigi Sansonetti.
Nel corso sdel conflitto volse principalmente di scorta a convogli e di deposizione di campi minati. Il 9 luglio 1940 prese parte alla battaglia di Punta Stilo, primo scontro tra la Regia Marina e la Royal Navy.
Insieme al Montecuccoli e cinque cacciatorpediniere il 18 dicembre 1940 bombardò le postazioni greche sull'isola di Corfù.
Nell'estate del 1942, tra il 12 e il 16 giugno prese parte alla battaglia di mezzo giugno, innalzando l'insegna dell'ammiraglio Da Zara, riuscendo a mettere fuori combattimento, insieme al Montecuccoli il cacciatorpediniere HMS Bedouin, affondato poco dopo da un aerosilurante S.M.79, e ad incendiare la grossa petroliera Kentucky, che si era fermata dopo essere stata colpita da aerei tedeschi. Nelle stessa estate, due mesi dopo, tra il 10 e il 15 agosto prese alla battaglia di mezzo agosto.
Mentre si trovava ormeggiato a Napoli il 4 dicembre 1942, giorno di Santa Barbara, venne colpito durante un bombardamento da un Liberator, riportando danni alla parte posteriore dello scafo riparabili in 40 giorni, mentre tra l'equipaggio si ebbero 17 morti e 46 feriti. Gli aerei americani partiti dall'Egitto che arrivarono indisturbati sulla città in quanto scambiati per una formazione di Ju 52 tedeschi, sganciando le loro bombe da oltre 6000 metri di altitudine, colpirono anche il Montecuccoli che, oltre ad avere avuto 44 morti e 36 feriti, ebbe bisogno di ben sette mesi di lavori e il Muzio Attendolo, che colpito al centro da una o due bombe venne danneggiato sotto la linea di galleggiamento inclinandosi poi semiaffondato, ed il cui scafo venne recuperato e demolito al termine del conflitto.
Tornato in servizio, nel gennaio 1943 abbatté due bombardieri nemici.
All'armistizio dell'8 settembre la nave si trovava a La Spezia, da dove, insieme alle altre due unità che in quel momento costituivano la VII Divisione, il Montecuccoli e l'Attilio Regolo, alle corazzate Roma, Vittorio Veneto e Italia della IX Divisione, i cacciatorpediniere Mitragliere, Fuciliere, Carabiniere e Velite della XII Squadriglia, i cacciatorpediniere Legionario, Oriani, Artigliere e Grecale della XIV Squadriglia ed una Squadriglia di torpediniere formata da Pegaso, Orsa, Orione, Ardimentoso e Impetuoso, salpò per congiungersi con il gruppo navale proveniente da Genova, formato dalle unità della VIII Divisione, costituita da Garibaldi, Duca degli Abruzzi e Duca d'Aosta e dalla torpediniera Libra, per poi consegnarsi agli alleati a Malta assieme alle altre unità navali italiane provenienti da Taranto. Il gruppo, dopo essersi riunito con le unità provenienti da Genova, per ottenere una omogeneità nelle caratteristiche degli incrociatori, il Duca d'Aosta passò dalla VIII alla VII Divisione, sostituendo l'Attilio Regolo che entrò a far parte della VIII Divisione, con l'Eugenio di Savoia che innalzava l'insegna dell'ammiraglio Romeo Oliva. Durante il traferimento, la corazzata Roma, nave ammiraglia dell'Ammiraglio Bergamini, affondò tragicamente nel pomeriggio del 9 settembre al largo dell'Asinara centrata da una bomba Fritz X sganciata da un Dornier Do 217 della tedesca Luftwaffe. A prendere il comando della flotta diretta a Malta, dopo l'affondamento dalla Roma, fu proprio l'ammiraglio Oliva, che adempì ad una delle clausole armistiziali, quello di innalzare il pennello nero del lutto sui pennoni ed i dischi neri disegnati sulle tolde,[1] mentre l'ammiraglio Bergamini, che avvertito telefonicamente da De Courten dell'armistizio ormai imminente, e delle relative clausole che riguardavano la flotta, era andato su tutte le furie[2] per poi formalmente accettare con riluttanza gli ordini, aveva lasciato gli ormeggi innalzando però il gran pavese e non adempiendo così a tale clausola.
Dopo aver raggiunto Malta l'11 settembre, la nave venne internata ad Alessandria d'Egitto. Fino all'armistizio effettuò 25 missioni di guerra per 25.000 miglia di navigazione. Il 13 ottobre con la dichiarazione di guerra del Regno del Sud alla Germania e l'inizio della cobelligeranza la nave dopo il rientrò in Italia prese parte, insieme al Garibaldi ad azioni di pattugliamento nel Mediterraneo e in Atlantico a fianco degli alleati per intercettare navi corsare tedesche.
Il 29 febbraio 1944 la nave venne gravemente danneggiata dopo avere urtato una mina presso Punta Stilo riuscendo però a raggiunse con i propri mezzi Taranto, dove rimase fino alla fine del conflitto.
Elli [modifica]
Dopo la fine della guerra in base alle clausole del trattato di pace, dopo essere stato rimesso in efficienza, il 26 giugno 1951, venne ceduto come riparazione per i danni di guerra alla Grecia.
Emtrato a far parte della Marina ellenica venne ribattezzato Elli (in greco: Έλλη) in ricordo dell'incrociatore leggero greco affondato dal sommergibile italiano Delfino il 15 agosto 1940 nei pressi dell'isola greca di Tinos.
Nella nuova marina[3] di appartenenza ricoprì il ruolo di ammiraglia della flotta e venne usato da Re Paolo I di Grecia durante le visite di stato a Istanbul nel giugno del 1952, in Yugoslavia nel settembre 1955, a Tolone in Francia, nel giugno 1956 e in Libano nel maggio 1958.
Nel 1959 venne destinato a Souda nell'isola Creta, in qualità di nave comando della flotta dello Ionio.
La nave, messa in disarmo nel 1965, venne usata, durante la dittatura dei colonnelli, come nave-prigione per i membri della Marina oppositori del regime fino al 1973, quando venne avviata alla demolizione.
Note [modifica]
1. ^ Gianni Rocca - Fucilate gli ammiragli, op. cit., pag. 309
2. ^ Gianni Rocca - Fucilate gli ammiragli, op. cit., pag. 305
3. ^ Storia dell'unità nel sito della Marina Greca
Bibliografia [modifica]
• Incrociatori leggeri Classe Duca D'Aosta. URL consultato il 6-12-2007.
• Regia Marina Italiana e Marina Militare Italiana attraverso la storia. URL consultato il 6-12-2007.
• De Toro, Augusto (Dicembre 1996). Napoli, Santabarbara 1942. Storia Militare (39). ISSN: 1122-5289.
• M.J. Whitley, Cruisers of World War Two, 1995, Arms and armour Press ISBN 1-86019-874-0
• Gianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della marina italiana nella seconda guerra mondiale, Milano, A. Mondadori, 1987. ISBN 978-88-04-43392-7
Collegamenti esterni [modifica]
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  #5  
Old 24-05-2010, 23:54
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astraltrader astraltrader is offline
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Default Re: Italian light cruisers between 1939-45

Here is a literal translation of the post from Pedro Ruiz.

Unfortunately the translation is a little patchy in places.

I checked with the UK version of Wiki and the information held seems totally different to that here!



Eugene of Savoy (cruiser)
From Wikipedia, the free encyclopedia.
Eugene of Savoy
Έλλη (Elli)
Cruiser Eugenio di Savoia
Overview

Type light cruiser
Condottieri class type Duca d'Aosta


Builders Ansaldo
Ansaldo Genoa Shipyard


Setting July 6, 1933
Launched March 16, 1935

Entered service January 16, 1936
Owner Royal Navy
Βασιλικόν Ναυτικόν

Final fate of Greece June 26, 1951
struck and demolished in 1973
General features
Displacement
10,357 tonnes (standard) 10,843 tons (full load) t


Length 186.9 m
Width 17.5 m


Draught 6.5 m



Propulsion 6 Yarrow boilers, 2 Parsons geared turbines, two propellers
pot. 110,000 hp max
Speed 36.5 knots (67.6 mph)
Range 3900 nm at 14 knots (7223 km to 26 km / h)
1,680 tonnes of naphtha



Crew 27 officers
551 NCOs and common

Equipment


Armament guns:
• 8 pieces of 152/53 mm OTO Model 1929 (four twin turrets)
• 6 pieces of 100/47 m OTO model 1927 (3 twin turrets)
• 8 37/54 mm machine guns (4 twin installations)
• 12 13.2 mm machine gun model 1931 (6 twin installations)
• 2 depth charge throwers
torpedoes:
• 6 533 mm torpedo tubes in two complex lace tilt
Armour 35 mm (horizontal), 70 mm (vertical), 90 mm (artillery), 100 mm (control tower)
Aircraft 2 aircraft IMAM Ro.43
Catapults tilt situated amidships
Notes
Motto Ubi Sabaudia ibi Victoria

The Eugene of Savoy was a light cruiser of the Royal Italian Navy, class Condottieri type Duca d'Aosta.
The ship was named in honor of Eugene of Savoy, who was from 1844 to 1851 he commanded the Navy lieutenant and the Kingdom of Sardinia Kingdom of Sardinia during the First War of Independence and again in 1860 and 1861 during the transition of ' former Grand Duchy of Tuscany and the Kingdom of the Two Sicilies to the newly created Kingdom of Italy, took part in the siege of Gaeta, earning the gold medal for military valor. During the same period in the Navy was operating the cruiser Prinz Eugen, named after the leader of the seventeenth century Savoy Eugene of Savoy, Prince of Savoy-Carignan, known as Prince Eugene, which previously had been devoted during the First World War in the Imperial-Royal the Austro-Hungarian battleship SMS Class Tegetthoff Prinz Eugen.
Index
• 1 Service
or 1.1 Activities war
or 1.2 Elli
• 2 Comments
• 3 Bibliography
• 4 External links
Service [edit]
The Eugene of Savoy was set in 1933 Ansaldo shipyards in Genoa Sestri, launched in 1935 and entered service in 1936. Participated in activities in the Spanish Civil War. Began in 1938 with sister Duca d'Aosta a circumnavigation of the globe stopped the threat of the outbreak of World War II. Departure scheduled for 1 September 1938 was Nov. 5 of that year from Naples, while the return that was scheduled for July 25, 1939 at the end of January 1939 was anticipated with the call of the vessels returned to La Spezia March 3 1939.

Activities during WW2.
At the outbreak of World War II was classified along with twin Duca d'Aosta to Montecuccoli Act and the seventh in the Division II First Team Cruisers based in La Spezia as a ship of Admiral Louis teaches Sansonetti.
During the conflict turned mainly escorting convoys and laying minefields. On July 9, 1940 took part in the battle of Punta Stilo, the first clash between the Navy and the Royal Navy.
Along with Montecuccoli and five destroyers December 18, 1940 bombed the Greek island of Corfu stations.
In the summer of 1942, between 12 and 16 June took part in the battle of mid-June, raising the banner of Admiral Da Zara, managing to knock out, along with the destroyer HMS Bedouin Montecuccoli, sank shortly afterwards by a SM79 torpedo, and set fire to the large tanker Kentucky, who had stopped after being hit by German aircraft. In the same summer, two months later, between 10 and 15 August took the battle of the middle of August.
While moored at Naples, December 4, 1942, the day of Saint Barbara was hit during a bombing by a Liberator, showing damage to the rear of the hull repaired in 40 days while the crew there were 17 dead and 46 wounded. American planes left undisturbed from Egypt who arrived in the city since traded for a formation of Ju 52 German, dropping their bombs over 6000 meters above sea level, also hit the Montecuccoli that not only have had 44 dead and 36 wounded, needed for a good seven months of work and Muzio Attendolo, which hit the middle one or two bombs was damaged under the waterline leaning then semiaffondato and whose hull was salvaged and scrapped at the end of the conflict.
Back into service in January 1943 shot down two enemy bombers.
Armistice of 8 September the vessel was in La Spezia, from where, together with the two other units at that time were the seventh Division, and Attilio Montecuculi rules, Rome battleships, Vittorio Veneto and Italy's ninth Division, destroyers Gunner, rifles, carbines and Velite the XII Squadron, the destroyer Legionnaire, Oriani, claws and Grecale the XIV torpedo boat squadron and a squadron composed of Pegasus, Bear, Orion, brave and impetuous, sailed to join the group ship from Genoa, formed by units of the VIII Division, consisting of Garibaldi, Duke of the Abruzzi and the Duke of Aosta and the torpedo boat Libra, then surrender to the Allies in Malta together with other Italian naval units from Taranto. The group, after meeting with drive from Genoa, to achieve uniformity in the characteristics of the cruisers, the Duke of Aosta VIII passed by the Seventh Division, replacing the Regulus Attilio which became part of the VIII Division, with the 'Eugene of Savoy, who rose the flagship of Romeo Oliva. During the transfer must, the battleship Roma, flagship of Admiral Bergamini, tragically sank on the afternoon of September 9 off Asinara Fritz X centered by a bomb dropped from a Dornier 217 of the German Luftwaffe. To take command of the fleet to Malta, after the sinking of Rome was "the Admiral Oliva, who carried one of the armistice terms, to raise the black brush of mourning on the yards and records designed blacks on the deck, [1] while Admiral Bergamini, who warned by telephone from De Courten imminent armistice, and related terms for the fleet, had gone on a rampage [2] and then formally accept reluctantly orders, had left raising the moorings but the full dressing and thus fulfilling the clause.
After reaching Malta on 11 September, the ship was interned in Alexandria. Until the armistice effected 25 combat missions for 25,000 miles of navigation. On October 13 the declaration of war on the Southern Kingdom to Germany and the beginning of co-belligerency after the ship returned to Italy took part, along with the actions of Garibaldi to patrol the Mediterranean and Atlantic side of the Allies to intercept raiders German.
On 29 February 1944 the ship was severely damaged after having struck a mine in Calabria but managing to reached by its own means Taranto, where she remained until the end of the conflict.
After the war ended under terms of the peace, after being called to Efficiency, June 26, 1951, she was sold as the war reparations to Greece.
Emtrato part of the Hellenic Navy was renamed Elli (in greek: Έλλη) in commemoration of the crossing light greek sunk by Italian submarine Delfino August 15, 1940 near the Greek island of Tinos.
The new marina [3] of belonging served as flagship of the fleet and was used by King Paul I of Greece during state visits in Istanbul in June 1952, Yugoslavia in September 1955, in Toulon in France, in June 1956 and Lebanon in May 1958.
In 1959 was intended to Souda Crete island, as the fleet command ship Ionian.
The ship, laid up in 1965, was used during the dictatorship of the colonels, as prison ship for members of the Navy opponents of the regime until 1973, when she was broken up.
Notes [edit]
1. ^ John Rocca - Guns admirals, op. cit., p.. 309
2. ^ John Rocca - Guns and admirals, op. cit., p.. 305
3. ^ History of the unit at the site of the Hellenic Navy
Bibliography
Class light cruisers • Duca d'Aosta. Retrieved on 12/06/2007.
• Navy and Marine Military Italian Italian throughout history. Retrieved on 12/06/2007.
• De Toro, Augustus (December 1996). Naples santabarbara 1942. Military History (39). ISSN: 1122-5289.
M.J. • Whitley, Cruisers of World War Two, 1995, Arms and Armour Press ISBN 1-86019-874-0
• Gianni Rocca rifle admirals. The tragedy of the Italian navy in WWII, Milan, A. Mondadori, 1987. ISBN 978-88-04-43392-7
External links
__________________
Best wishes,
Terry/Exeter. UK



HMS BADSWORTH [HUNT CLASS DESTROYER]
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  #6  
Old 25-05-2010, 18:16
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Dear Terry,hello!:
Much thanks for your excellent and fine help,much thanks friend Terry.Here in Ciudad Real you have a friend.Terry the traslation to English is good.Much friends as you,dear Terry!.

Best regards:

Pedro
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  #7  
Old 25-05-2010, 18:40
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Dear Terry,hello!:
I am going to put two articles in Italian language for to traslate in English language,concretly they are the history of the "incrociatore Luigi di Savoia Lucca degli Abruzzi" and the "incrociatore Giuseppe Garibaldi".

Very much thanks for your very important help.Pedro.



Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi (incrociatore)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
RN Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi
MM Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi

Foto degli anni cinquanta

Descrizione generale

Tipo incrociatore leggero

Classe Condottieri tipo Duca degli Abruzzi





Cantiere OTO La Spezia





Impostazione 1933

Varo 1936

Completamento 1937



Proprietario Regia Marina fino al 1946
Marina Militare dal 1946

Radiazione 1961



Caratteristiche generali
Dislocamento
normale: 11.090 t
a pieno carico: 11.761 t




Lunghezza fuori tutto 187 m
perpendicolari 171,8 m

Larghezza 18,9 m




Pescaggio 6,8 m






Propulsione • 6 caldaie Yarrow
• 2 turboriduttori Parsons su due assi
Potenza: 100.000 cv

Velocità 34 nodi

Autonomia 4.125 miglia a 13 nodi






Equipaggio 640


Equipaggiamento




Armamento alla costruzione:
• 10 cannoni da 152/55mm
(2 torri trinate+2 binate)
• 8 cannoni da 100/47 mm
• 8 mitragliere da 37/54mm
• 12 mitragliere da 13,2 mm
• 6 tubi lanciasiluri da 533 mm
• 2 lanciabombe di profondità
modifiche successive:
sostituzione mitragliere da 13,2 mm con mitragliere da 20mm (durante la seconda guerra mondiale)
rimozione tubi lanciasiluri (1945)
aggiunta 2 cannoni da 100mm nel 1947
modifiche degli anni cinquanta:
• 10 cannoni da 152/55
• 2 impianti binati da 100/47
• 24 cannoni da 40/56
(4 impianti quadruli+4 impianti binati)
Corazzatura verticale: 100mm + 30mm
orizzontale 40mm
artiglierie 135mm
torrione 140mm
Mezzi aerei 4 IMAM Ro.43 catapultabili

Note




tra il 1956 e il 1961 rivestì il ruolo di ammiraglia della flotta
L'incrociatore leggero Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi fu un'unità della Regia Marina e della Marina Militare italiana che faceva parte del tipo Duca degli Abruzzi, l'ultima evoluzione della classe Condottieri. L'unità era intitolata all'esploratore Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, duca degli Abruzzi morto nel 1933 e nello stesso anno comincio la sua costruzione nei Cantieri OTO di La Spezia. Varato il 21 aprile 1936 venne completato nel 1937.
Indice
[nascondi]
• 1 Caratteristiche
• 2 Attività bellica
• 3 Dopoguerra
• 4 Immagini
• 5 Note
• 6 Collegamenti esterni

Caratteristiche [modifica]
Le unità navali di classe "Abruzzi", ultima evoluzione della classe Condottieri, presentavano un perfetto equilibrio fra protezione, velocità, tenuta di mare e armamento. Particolare cura era stata posta nello studio della corazzatura. La protezione verticale era costituita da tre paratie, di cui la prima di 30mm di acciaio al nichelcromo, la seconda di 100mm di acciaio cementato che poggiava su un cuscino di legno con funzione ammortizzante ed una terza paratia di 12mm con funzione di parascheggie. La protezione orizzontale era costituita da una paratia dallo spessore di 40mm nel ponte di batteria e di spessore variabile tra i 20 e 90 millimetri nel ponte di coperta, mentre corazze curve dello spessore di 100mm proteggevano i pozzi delle torri principali. La sovrastruttura presentava i due fumaioli ravvicinati e due catapulte, una per lato, che permettevano di imbarcare fino a quattro idrovolanti da ricognizione marittima IMAM Ro.43 biplani biposto a galleggiante centrale capaci di raggiungere i 300 km/h e con circa 1000 km di autonomia,[1] che avevano le ali ripiegabili all'indietro in modo da permetterne il ricovero sulle navi.


Il varo della nave
La propulsione era a vapore con 2 turbine a vapore tipo Belluzzo/Parsons alimentate dal vapore di 6 caldaie a tubi d'acqua del tipo Yarrow/Regia Marina, alimentate a nafta e forniva una potenza massima di 100.000 CV consentendo alla nave di raggiungere la velocità massima di 35 nodi, con un'autonomia che ad una velocità media 13 nodi era di 4.125 miglia, mentre alla velocità di 31 nodi era di 1900 miglia.
L'armamento principale[2] era costituito da cannoni da 152/55 A-1932 a culla singola e a caricamento semi-automatico[3] installati in quattro torri, di cui una trinata ed una binata nella sovrastruttura di prua ed una torretta trinata ed una binata a poppavia del secondo fumaiolo, per un totale di dieci cannoni.
L'armamento antiaereo principale era costituito da 8 cannoni da 100/47mm OTO[4] in quattro complessi scudati, utili anche in compiti antinave, ma che con l'aumento della velocità dei velivoli e con le nuove forme di attacco in picchiata si mostrarono insufficienti alla difesa aerea e rivelavano una certa utilità solo nel tiro di sbarramento. Dopo la guerra, altri due pezzi da 100mm vennero aggiunti nel 1947.
L'armamento antiaereo secondario era costituito da 12 mitragliere Hotchiss da 13,2mm[5] e 8 mitragliere pesanti Breda 37/54mm[6] montate in 4 impianti binati che si rivelarono particolarmente utili contro gli aerosiluranti e in generale contro i bersagli a bassa quota.
Durante la guerra le mitragliere da 13,2mm furono sostituite con mitragliere da 20/65mm,[7] che si rivelarono ottime armi, di facile uso e manutenzione, che disponevano di una notevole varietà di munizioni (traccianti, traccianti-esplodenti, ultrasensibili, dirompenti) e che furono praticamente usate su tutte le navi della Regia Marina.
L'armamento silurante era di 6 tubi lanciasiluri in 2 complessi tripli, che nel 1945 vennero rimossi e che trovavano posto in coperta circa a metà distanza fra i due fumaioli. Completavano l'armamento antisommergibile 2 lanciabombe di profondità.
Attività bellica [modifica]
La prima operazione bellica cui partecipò l'unità fu nell'aprile 1939 l'occupazione dell'Albania. Nell'occasione la Regia Marina schierò davanti alle coste albanesi una squadra navale al comando dell'ammiraglio Arturo Riccardi, composta dalle oltre dal Duca degli Abruzzi, dagli incrociatori leggeri Garibaldi e Bande Nere, dalle due Cavour, dai quattro incrociatori pesanti Zara, 13 cacciatorpediniere, 14 torpediniere e varie motonavi su cui erano imbarcati in totale circa 11.300 uomini, 130 carri armati e materiali di vario genere.[8] Nonostante l'imponente spiegamento di forze, l'azione delle navi italiane, nei confronti dei timidi tentativi di reazione da parte albanese, si limitò soltanto ad alcune salve sparate a Durazzo e a Santi Quaranta. Le forze italiane incontrarono scarsissima resistenza e in breve tempo tutto il territorio albanese fu sotto il controllo italiano, con re Zog costretto all'esilio.
Il "Duca degli Abruzzi" trovò ampio impiego durante la seconda guerra mondiale, inquadrato nella VIII Divisione Incrociatori nell'ambito della Iª Squadra da battaglia di base a Taranto come nave insegna dell'ammiraglio Legnani. nelle prima fasi del conflitto. il 9 luglio 1940 partecipò alla battaglia di Punta Stilo quindi tra il 29 agosto e il 5 settembre successivi prese parte ad un'azione di contrasto all'Operazione inglese Hats,[9] con gran parte delle unità della Iª Squadra insieme ad altre unità partite da Messina e da Brindisi. L'azione vedeva per la prima volta l'impiego delle due nuovissime navi da battaglia della classe Littorio, Vittorio Veneto e Littorio. La Squadra Navale italiana poteva contare nell'occasione 4 navi da battaglia, 10 incrociatori e 31 cacciatorpediniere, ma il nemico non venne rintracciato anche a causa di una violenta burrasca che costrinse al rientro le navi italiane non potendo i cacciatorpediniere reggere il mare.
Nel marzo 1941 prese parte alla battaglia di Capo Matapan.[10][11][12] conclusasi per le forze italiane in maniera disastrosa, con la perdita di tre incrociatori pesanti della classe Zara e due cacciatorpediniere della classe Poeti.
Il "Duca degli Abruzzi" partecipò alla battaglia insieme al gemello "Garibaldi" scortato da 2 cacciatorpediniere della XVIª Squadriglia, il Da Recco e il Pessagno della classe Navigatori. La partecipazione fu tuttavia solo nominale, poiché nelle prime fasi dell'operazione il "Pessagno" lamentò un'avaria ad una caldaia che ne limitava di molto la velocità. Questa avaria costrinse tutta l'VIIIª Divisione Incrociatori ad allontanarsi dal teatro operativo facendo rotta di rientro.
Alla fine di settembre dello stesso anno il "Duca degli Abruzzi" prese parte ad un'azione di contrasto all'Operation Halberd con la quale gli inglesi cercavano di fare giungere a Malta un convoglio di nove mercantili scortati da una portaerei, tre corazzate della Forza H provenienti da Gibilterra, cinque incrociatori e diciotto cacciatorpediniere. La Squadra italiana non riuscì comunque a stabilire il contatto e sebbene una delle corazzate fosse stata colpita da un siluro lanciato da un aerosilurante italiano a sud delle Sardegna, costringendo la Forza H a rientrare a Gibilterra ed uno dei mercantili venne autoaffondato dopo essere stato colpito da un siluro, il convoglio giunse a destinazione.
Il successivo 21 novembre durante una missione di scorta[13] di un convoglio diretto verso la Libia, il "Duca degli Abruzzi" venne raggiunto da un siluro subendo danni non gravi in seguito ad un attacco notturno di un aerosilurante inglese, con il convoglio scortato che venne fatto rientrare a Taranto.
Successivamente dopo la conquista da parte dei tedeschi della Grecia e di Creta venne dislocato con il gemello Garibaldi e con il Duca d'Aosta a Navarino in Grecia per la protezione del traffico mercantile nel Mediterraneo Orientale da eventuali attacchi da parte di unità di superficie britanniche che potevano usufruire del porto di Haifa. Ritornato in Italia alla fine del 1942 fu sottoposto a lavori di grande manutenzione, durante i quali venne imbarcato anche un radar tipo Fu.Mo. 25 di fabbricazione tedesca e al rientro in servizio venne aggregato alla Forza navi da battaglia.
All'armistizio dell'8 settembre la nave si trovava a Genova, da dove partì insieme a Garibaldi e Duca d'Aosta e alla torpediniera Libra per ricongiungersi al gruppo navale proveniente da La Spezia guidato dall'Ammiraglio Bergamini, per poi consegnarsi agli alleati a Malta assieme alle altre unità navali italiane provenienti da Taranto. Il gruppo, dopo essersi riunito con le unità provenienti da La Spezia, per ottenere una omogeneità nelle caratteristiche degli incrociatori, il Duca d'Aosta passò dalla VIII alla VII Divisione, formata da Attilio Regolo, Montecuccoli ed Eugenio di Savoia, nave insegna dell'ammiraglio Oliva, sostituendo l’Attilio Regolo che entrò a far parte della VIII Divisione. Durante il trasferimento, la corazzata Roma, nave ammiraglia dell'Ammiraglio Bergamini, affondò tragicamente nel pomeriggio del 9 settembre al largo dell'Asinara centrata da una bomba Fritz X sganciata da un Dornier Do 217 della tedesca Luftwaffe. A prendere il comando della flotta diretta a Malta, dopo l'affondamento dalla Roma, fu l'ammiraglio Oliva, che adempì ad una delle clausole armistiziali, quello di innalzare il pennello nero del lutto sui pennoni ed i dischi neri disegnati sulle tolde,[14] mentre l'ammiraglio Bergamini, che avvertito telefonicamente da De Courten dell'armistizio ormai imminente, e delle relative clausole che riguardavano la flotta, era andato su tutte le furie[15] per poi formalmente accettare con riluttanza gli ordini, aveva lasciato gli ormeggi innalzando però il gran pavese e non adempiendo così a tale clausola.
Durante la cobelligeranza il Duca degli Abruzzi venne schierato in Atlantico partecipando ad azioni di pattugliamento.
Dopoguerra [modifica]
Insieme al gemello Garibaldi, al Cadorna e al Montecuccoli, altri incrociatori della classe Condottieri, costituì la dotazione degli incrociatori concessi alla Marina Militare dal trattato di pace.
Il Duca degli Abruzzi venne chiamato l'incrociatore degli esili, in quanto trasporto verso il loro esilio i reali d'Italia; a bordo di questa unità infatti prima partì verso l'esilio di Alessandria d'Egitto con il titolo di Conte di Pollenzo il Re Vittorio Emanuele III dopo aver firmato a Napoli l'atto formale di abdicazione a favore del figlio Umberto II e successivamente la Regina Maria Josè verso il Portogallo.[16]


Il Duca degli Abruzzi all'inizio degli anni anni cinquanta
Tra il 1951 e il 1953, venne sottoposto a radicali lavori di ammodernamento.
Nel corso di questi lavori venne ricostruito il blocco della sovrastruttura proriera che conferì un nuovo aspetto al complesso plancia/torrione e venne installato un albero a tripode per il radar di scoperta aeronavale parabolico inglese del tipo SK 42, poi sostituito dal più moderno radar di scoperta AN/SPS-6.
Venne anche modificato l'armamento secondario con ventiquattro cannoni da 40/56 mm[17] in quattro impianti quadruli e quattro impianti binati che insieme ai 2 impianti binati da 100/47 mm costituirono il nuovo armamento antiaereo.
Vennero anche sbarcate due caldaie con conseguente riduzione della velocità massima a 28 nodi.
Il 26 ottobre 1954 la nave presenziò al ritorno di Trieste all'Italia,[16] insieme ai cacciatorpediniere Granatiere, Artigliere e al Grecale, che fu la prima unità della Marina Militare ad entrare nel Porto di Trieste, con la folla festante che salì a bordo delle unità navali per manifestare la grande gioia agli equipaggi per il ritorno all'Italia.[18]
In occasione della parata del 4 novembre, svolta alla presenza del Presidente della Repubblica Einaudi, con le navi presenti nel porto con innalzato gran pavese; ad affiancare il Duca degli Abbruzzi, che era rimasto a Trieste, a condividere quei giorni di gioia con la popolazione cittadina, giunsero il Montecuccoli, le torpediniere Libra e Cassiopea, l'Artigliere, ritornato nella città dopo avere già presenziato al ritorno all'Italia il 26 ottobre, e il Vespucci, con a bordo gli allievi dell'Accademia Navale di Livorno.[18]
A partire dalla seconda metà degli anni cinquanta il "Duca degli Abruzzi" è stato a lungo l'unico incrociatore a tempo pieno della Marina Militare, essendo che il "Cadorna" era andato in disarmo nel 1951, il "Montecuccoli" veniva impiegato soprattutto come nave scuola e il "Garibaldi venne messo in riserva nel 1953 per essere successivamente avviato, nel 1957, ai lavori di trasformazione.
Nel 1956 con la messa in disarmo dell'Andrea Doria il "Duca degli Abruzzi" assunse il ruolo di sede del Comando in Capo della Squadra Navale.
Nel 1961, l'unità è stata messa in disarmo, cedendo il ruolo di ammiraglia della flotta al gemello Garibaldi rientrato in squadra dopo avere ultimato i lavori di trasformazione.
La bandiera dell'unità è conservata a Roma è conservata al Sacrario delle Bandiere del Vittoriano.
Immagini [modifica]

Il Duca degli Abruzzi In velocità nel corso di una esercitazione nel 1938

salva di artiglierie prodiere
La Bandiera di guerra conservata al Vittoriano
Il cofano che contiene la bandiera
Note [modifica]
1. ^ L'aviazione Navale Italiana. URL consultato il 24-10-2008. di Sebastiano Tringali
2. ^ Cannoni & Munizioni. URL consultato il 3-2-2008.
3. ^ Italian 152 mm/55 (6") Models 1934 and 1936. URL consultato il 19 febbraio 2008.
4. ^ Italy 100 mm/47 (3.9") Models 1924, 1927 and 1928
5. ^ Italian 13.2 mm/75.7 (0.52") MG Model 1931 . URL consultato il 19 febbraio 2008.
6. ^ Italian 37 mm/54 (1.5") Models 1932, 1938 and 1939. URL consultato il 19 febbraio 2008.
7. ^ Italian 20 mm/65 Models 1935, 1939 and 1940. URL consultato il 19 febbraio 2008.
8. ^ Occupazione dell'Albania
9. ^ regiamarina.net: Operazione Hats. URL consultato il 15-12-2007.
10. ^ regiamarina.net: Operazione Gaudo e la notte di Matapan. URL consultato il 15-12-2007.
11. ^ regiamarinaitaliana.it: La disfatta di Matapan. URL consultato il 15-11-2007.
12. ^ Plancia di comando: La notte di Matapan. URL consultato il 17-03-2008.
13. ^ I mesi dei disastri. URL consultato il 13-12-2007.
14. ^ Gianni Rocca - Fucilate gli ammiragli, op. cit., pag. 309
15. ^ Gianni Rocca - Fucilate gli ammiragli, op. cit., pag. 305
16. ^ a b Duca degli Abruzzi
17. ^ Bofors 40mm guns
18. ^ a b Trieste e la Marina Militare Italiana - Sito web della Marina Militare Italiana
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  #8  
Old 25-05-2010, 18:45
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Terry here I put the history of the Italian light cruiser Giuseppe Garibaldi in Italian language,please you traslate to English with your wonderful programe.

Pedro

Giuseppe Garibaldi (incrociatore 1936)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giuseppe Garibaldi

La nave nel 1938
Descrizione generale

Tipo incrociatore leggero

Classe Condottieri tipo Duca degli Abruzzi



Costruttori CRDA

Cantiere San Marco - Trieste





Impostazione 28 dicembre 1933

Varo 21 aprile 1936

Completamento 1º dicembre 1937

Entrata in servizio 1938

Proprietario Regia Marina fino al 1946
Marina Militare dal 1946

Radiazione 1953

Destino finale Riconvertito tra il 1957 e il 1961 in incrociatore lanciamissili

Caratteristiche generali
Dislocamento
9.387 t

Stazza lorda
11.262 t

Lunghezza fuori tutto 187 m
perpendicolari 171,8 m

Larghezza 18,9 m




Pescaggio 6,8 m






Propulsione vapore:
• 6 caldaie Yarrow
• 2 turboriduttori Parsons
• 2 eliche
Potenza: 100.000 CV

Velocità 35 nodi

Autonomia 4.125 miglia a 13 nodi






Equipaggio 640


Equipaggiamento
Sensori di bordo radar:
• 1 radar parabolico
(installato dopo la guerra)


Armamento alla costruzione:
• 10 cannoni da 152/55mm
(2 torri binate + 2 torri triple)
• 8 cannoni da 100/47mm
(4 torri binate)
• 8 mitragliere da 37/54mm
• 12 mitragliere da 13,2/76mm
siluri:
• 6 tubi lanciasiluri da 533mm
Armi subacquee:
• 2 lanciabombe di profondità
modifiche successive:
sostituzione mitragliere da 13,2mm
con mitragliere da 20mm (durante la seconda guerra mondiale)
rimozione tubi lanciasiluri (1945)
Armamento dopo le modifiche del dopoguerra:
• 10 cannoni da 152/55
• 10 cannoni da 100/47
• 12 mitragliere da 37/54
• 4 mitragliere da 20/65
• 4 mitragliere da 20/70
Corazzatura verticale: 100mm + 30mm
orizzontale 40mm
artiglierie 135mm
torrione 140mm
Mezzi aerei
• 4 IMAM Ro.43 catapultabili
• 1 elicottero AB.47G
(sperimentale)
Note
Motto Obbedisco



Il Giuseppe Garibaldi è stato un incrociatore della Regia Marina italiana e successivamente della Marina Militare che faceva parte della classe Duca degli Abruzzi, ultima evoluzione degli incrociatori leggeri della classe Condottieri, che presentavano un perfetto equilibrio fra protezione, velocità, tenuta di mare e armamento.
Gli incrociatori leggeri, secondo il Trattato navale di Londra del 1930, erano gli incrociatori con cannoni da 6.1 pollici (155mm) o più piccoli, mentre quelli con cannoni fino a 8 pollici (203mm) erano definiti incrociatori pesanti. Oggi, al mondo, due incrociatori leggeri sono preservati come navi museo: l'americano USS Little Rock della classe Cleveland e l'inglese HMS Belfast della classe Town, ancorati rispettivamente a Buffalo e Londra. Un'altra unità britannica, quasi centenaria, l'incrociatore HMS Caroline della classe C della riserva della Royal Navy è ancorato a Belfast, dove svolge il ruolo di piattaforma addestrativa galleggiante e nel 2011 dovrebbe essere radiato e trainato a Portsmouth, destinato a nave museo. L'ultimo incrociatore leggero ancora in servizio attivo è il peruviano Almirante Grau, un ex unità olandese classe De Zeven Provinciën, che ricopre ancora oggi il ruolo di ammiraglia della flotta peruviana e che, dopo aver avuto vari ammodernamenti, alla fine del 2011 dovrebbe essere posto in disarmo, dopo aver servito per ben oltre mezzo secolo in due marine militari.
Indice
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• 1 Costruzione
• 2 Propulsione
• 3 Armamento
• 4 Attività bellica
o 4.1 1940
o 4.2 1941
o 4.3 1942
o 4.4 1943 - 1945
• 5 Dopoguerra
• 6 Incrociatore lanciamissili
o 6.1 La ricostruzione
o 6.2 La questione dei missili Polaris
o 6.3 Armamento dopo i lavori di trasformazione
 6.3.1 Terrier
 6.3.2 Artiglieria
o 6.4 Ammiraglia della flotta
• 7 Nome
• 8 Note
• 9 Bibliografia
• 10 Collegamenti esterni

Costruzione [modifica]
La sua costruzione avvenne nel Cantiere navale San Marco di Trieste ed ebbe iniziò il 28 dicembre 1933. Il varo avvenne il 21 aprile 1936 e la consegna alla Regia Marina il 1º dicembre 1937.
La bandiera di combattimento venne consegnata il 13 giugno 1938 dalla città di Palermo e dalla Federazione Nazionale Volontari Garibaldini.
Particolare cura era stata posta nello studio della corazzatura. La protezione verticale era costituita da tre paratie, di cui la prima di 30 mm di acciaio al nichelcromo, la seconda di 100 mm di acciaio cementato che poggiava su un cuscino di legno con funzione ammortizzante ed una terza paratia di 12 mm con funzione di paraschegge. La protezione orizzontale era costituita da una paratia dallo spessore di 40 mm nel ponte di batteria e di spessore variabile tra i 20 e 90 mm nel ponte di coperta, mentre corazze curve dello spessore di 100 mm proteggevano i pozzi delle torri principali. La sovrastruttura presentava i due fumaioli ravvicinati e due catapulte, una per lato, che permettevano di imbarcare fino a quattro idrovolanti da ricognizione marittima IMAM Ro.43 biplani biposto a galleggiante centrale capaci di raggiungere circa i 300 km/h e con circa 1 000 km di autonomia,[1] che avevano le ali ripiegabili all'indietro in modo da permetterne il ricovero sulle navi.

Il varo dell'incrociatore Garibaldi
L'idroricognitore imbarcato IMAM Ro.43
con il nome della nave leggibile sull'aereo
Propulsione [modifica]
La propulsione era a vapore con 2 turbine a vapore tipo Belluzzo/Parsons alimentate dal vapore di 6 caldaie a tubi d'acqua del tipo Yarrow/Regia Marina. In queste caldaie, alimentate a nafta, l'acqua fluiva attraverso tubi riscaldati esternamente dai gas di combustione. Questa configurazione sfruttava il calore sprigionato dai bruciatori quello dalle pareti della caldaia e quello dei gas di scarico. Nel XX secolo questo tipo di caldaia diventò il modello standard per tutte le caldaie di grosse dimensioni, grazie anche all'impiego di acciai speciali in grado di sopportare temperature elevate e allo sviluppo di moderne tecniche di saldatura. L'apparato motore forniva una potenza massima di 100 000 CV e consentiva alla nave di raggiungere la velocità massima di 35 nodi, con un'autonomia che ad una velocità media 13 nodi era di 4.125 miglia, mentre alla velocità di 31 nodi era di 1 900 miglia.
Armamento [modifica]
L'armamento principale[2] era costituito da cannoni da 152/55 A-1932 a culla singola e a caricamento semi-automatico[3] installati in quattro torri, di cui una trinata ed una binata nella sovrastruttura di prua ed una torretta trinata ed una binata a poppavia del secondo fumaiolo, per un totale di dieci cannoni.

Interno di una torre trinata da 152/55 del Garibaldi
I cannoni da 152/55 del Garibaldi
L'armamento antiaereo principale era costituito da 8 cannoni da 100/47mm OTO[4] in quattro complessi scudati, utili anche in compiti antinave, ma che con l'aumento della velocità dei velivoli e con le nuove forme di attacco in picchiata si mostrarono insufficienti alla difesa aerea e rivelavano una certa utilità solo nel tiro di sbarramento, tanto che ovviare a tali inconvenienti venne approntato il complesso singolo modello 90/50mm A-1938[5] con affusto stabilizzato che trovò impiego sulle Duilio e sulle Littorio ma non sulle Cavour.
L'armamento antiaereo secondario era costituito da 12 mitragliere Hotchiss da 13,2/76mm[6] e 8 mitragliere pesanti Breda 37/54mm[7] montate in 4 impianti binati che si rivelarono particolarmente utili contro gli aerosiluranti e in generale contro i bersagli a bassa quota.
Durante la guerra le mitragliere da 13,2mm furono sostituite con mitragliere da 20/65mm,[8] che si rivelarono ottime armi, di facile uso e manutenzione, che disponevano di una notevole varietà di munizioni (traccianti, traccianti-esplodenti, ultrasensibili, dirompenti) e che furono praticamente usate su tutte le navi della Regia Marina.
L'armamento silurante era di 6 tubi lanciasiluri in 2 complessi tripli, che nel 1945 vennero rimossi e che trovavano posto in coperta circa a metà distanza fra i due fumaioli. Completavano l'armamento antisommergibile 2 lanciabombe di profondità.
Attività bellica [modifica]
La prima operazione bellica cui partecipò l'unità fu nell'aprile 1939 l'occupazione dell'Albania. Nell'occasione la Regia Marina schierò davanti alle coste albanesi una squadra navale al comando dell'ammiraglio Arturo Riccardi, composta dalle oltre dal Garibaldi, dagli incrociatori leggeri Abruzzi e Bande Nere, dalle due Cavour, dai quattro incrociatori pesanti Zara, 13 cacciatorpediniere, 14 torpediniere e varie motonavi su cui erano imbarcati in totale circa 11.300 uomini, 130 carri armati e materiali di vario genere.[9] Nonostante l'imponente spiegamento di forze, l'azione delle navi italiane, nei confronti dei timidi tentativi di reazione da parte albanese, si limitò soltanto ad alcune salve sparate a Durazzo e a Santi Quaranta. Le forze italiane incontrarono scarsissima resistenza e in breve tempo tutto il territorio albanese fu sotto il controllo italiano, con re Zog costretto all'esilio.
Il Garibaldi trovò poi ampio impiego durante la seconda guerra mondiale, inquadrato nella VIII Divisione Incrociatori nell'ambito della I Squadra di base a Taranto.
1940 [modifica]
Il 9 luglio 1940 prese parte alla battaglia di Punta Stilo,[10] nel corso della quale colpì l'incrociatore HMS Neptune della Royal Navy, danneggiandone sia la catapulta che il ricognitore Swordfish imbarcato sull'unità britannica. Al comando dell'VIII Divisione Incrociatori c'era l'ammiraglio di divisione Antonio Legnani con insegna sul gemello Duca degli Abruzzi, mentre l'unità inglese faceva parte della classe Leander ed era inquadrata nella VII Divisione Incrociatori nell'ambito della Forza A comandata dall'ammiraglio di squadra John Towey. Alle 15:20 l'VIII Divisione incrociatori leggeri aprì il fuoco contro il nemico dalla notevole distanza di 20.000 metri con le artiglierie da 152 mm, seguita alle 15:26 dalle navi della IV Divisione comandata dall'ammiraglio Marenco di Moriondo e formata dagli incrociatori Alberico da Barbiano e Alberto di Giussano. Alle 15:31 il contatto cessò per l'intervento delle navi da battaglia.[11]


Due viste del Garibaldi
Il Garibaldi tra il 29 agosto e il 5 settembre 1940 prese parte ad un'azione di contrasto all'Operazione inglese Hats,[12] con gran parte delle unità della I Squadra insieme ad altre unità partite da Messina e da Brindisi. L'azione vedeva per la prima volta l'impiego delle due nuovissime navi da battaglia della classe Littorio, Vittorio Veneto e Littorio. La Squadra Navale italiana poteva contare nell'occasione 4 navi da battaglia, 10 incrociatori e 31 cacciatorpediniere, ma il nemico non venne rintracciato anche a causa di una violenta burrasca che costrinse al rientro le navi italiane non potendo i cacciatorpediniere reggere il mare.
Il successivo 29 settembre il Garibaldi partecipò all'attacco al convoglio inglese MB 5 diretto a Malta. Le forze inglesi vennero attaccate dagli aerosiluranti italiani, ma anche questa volta l'attacco delle forze navali di superficie non si materializzò e gli inglesi portarono a termine la missione poiché le unità della Regia Marina non riuscirono a stabilire il contatto.
Il Garibaldi era poi presente, ormeggiato nel Mar Piccolo, nella notte di Taranto dell'11-12 novembre 1940, dalla quale uscì indenne e nel corso della quale furono gravemente danneggiate le navi da battaglia Cavour, Duilio e Littorio. nella stessa sera dell'11 novembre, intorno alle 18, alcuni incrociatori e cacciatorpediniere inglesi si distaccarono dalla flotta principale che stava dirigendosi verso il golfo di Taranto per l'operazione Judgement e si diressero verso il Canale d'Otranto per intercettare il traffico verso l’Albania. Lo squadrone inglese era costituito dagli incrociatori leggeri Orion, Ajax, Sydney con la scorta dei cacciatorpediniere della Classe Tribal Nubian e Mohawk. Le navi britanniche, dopo aver attraversato il canale ed essere entrate in Adriatico, intercettarono un convoglio diretto a Valona, costituito dai piroscafi Antonio Locatelli, Premuda, Capo Vado e Catalani, scortati dalla vecchia torpediniera Fabrizi, al comando del Tenente di Vascello Giovanni Barbini, e dall’incrociatore ausiliario RAMB III al comando del Capitano di Fregata Francesco De Angelis. Gli inglesi dopo aver localizzato il convoglio italiano affondarono tutti i piroscafi nonostante l’eroica difesa offerta della torpediniera Fabrizi, gravemente danneggiata, mentre l'incrociatore RAMB III, dopo un iniziale scambio d’artiglieria, si dileguò lasciando i piroscafi alla loro sorte, riuscendo a rompere il contatto salvandosi nel porto di Brindisi.[13] Nello scontro 36 marinai italiani persero la vita, e 42 vennero feriti. Il Tenente di Vascello Franco Barbini, pur ferito riusci a riportare nel porto la sua unità guadagnandosi per il suo eroismo la Medaglia d'oro al valor militare.[14] I velivoli inviati dalla Regia Aeronautica non riuscirono a localizzare la flotta nemica ed i pochi CANT inviati in missione di ricognizione vennero falcidiati dalle forze nemiche. La Regia Marina inviò delle motosiluranti da Valona, gli incrociatori Atttendolo ed Eugenio di Savoia della VII Divisione con i cacciatorpediniere della XV Squadriglia da Brindisi, e gli incrociatori Duca degli Abruzzi e Garibaldi con i cacciatorpediniere della VII e VIII Squadriglia da Taranto, ma le navi italiane non riuscirono a stabilire il contatto. Nella giornata del 12 novembre 140 marinai vennero salvati dalle torpediniere Curtatone e Solferino.
1941 [modifica]
Nel 1941 al comando del capitano di vascello Stanislao Caraciotti prese parte alla battaglia di Capo Matapan.[15][16][17] nel corso della quale le forze italiane comandate dall'ammiraglio Angelo Iachino persero 3 incrociatori pesanti della classe Zara e 2 cacciatorpediniere della classe Poeti. Le unità andate perdute facevano parte della I Divisione Incrociatori comandata dall'ammiraglio Cattaneo e furono gli incrociatori Zara Fiume e Pola e i cacciatorpediniere Alfieri e Carducci della IX Squadriglia, che ne costituivano la scorta.
Il Garibaldi partecipò alla battaglia insieme al gemello "Duca degli Abruzzi" scortato da 2 cacciatorpediniere della XVI Squadriglia, il Da Recco e il Pessagno della classe Navigatori. La partecipazione fu tuttavia solo nominale, poiché nelle prime fasi dell'operazione il "Pessagno" lamentò un'avaria ad una caldaia che ne limitava di molto la velocità. Questa avaria costrinse tutta l'VIII Divisione Incrociatori ad allontanarsi dal teatro operativo facendo rotta di rientro.
Il successivo 8 maggio partecipò ad un'azione di contrasto all'operazione inglese Tiger, con cui gli inglesi, con un convoglio diretto ad Alessandria d'Egitto da Gibilterra, si proponevano di rifornire di carri armati, aerei e carburante la loro armata del Nilo con base Alessandria d'Egitto. I britannici evitarono lo scontro navale con la flotta italiana che era uscita per intercettare il convoglio senza però riuscire a stabilire il contatto e riuscirono così a portare al termine con successo la missione di rifornimento alle proprie truppe in Egitto.
Il successivo 28 luglio il "Garibaldi" sopravvisse a due siluri lanciati dal sommergibile britannico Upholder[18] dal quale venne colpito al largo delle coste siciliane nei pressi dell'isola di Marettimo. I danni subiti non furono gravi, nonostante le 700 tonnellate d'acqua imbarcate. Il Garibaldi riuscì a raggiungere Palermo ed essere poi trasferito a Napoli per le riparazioni che richiesero 4 mesi di lavoro ed il successivo 20 novembre si trovò a partecipare ad una missione di scorta.[19] Da Napoli erano salpati, diretti a Bengasi, due convogli composti in totale da 5 piroscafi e una petroliera, con la scorta della III e VIII Divisione e 12 cacciatorpediniere, mentre altri 2 cacciatorpediniere e 2 torpediniere formavano la scorta diretta. Il 21 novembre un ricognitore inglese avvistata la formazione italiana andò a dirigere su di essa alcuni sommergibili ed il sommergibile Utmost colpì con un siluro il Trieste, che gravemente danneggiato riuscì a raggiungere il giorno dopo Messina così come anche il "Duca degli Abruzzi" che era stato silurato ed aveva subito danni non gravi da un attacco notturno aerosilurante inglese. Il convoglio viene fatto rientrare a Taranto.
Successivamente il 1º dicembre il "Garibaldi" durante una missione di scorta a causa di una gravissima avaria alle macchine dovette essere trainato fino a Taranto, mentre la Forza K affondò la motonave Adriatico, la petroliera Mantovani e il cacciatorpediniere Da Mosto che faceva parte della scorta.
1942 [modifica]
Nel 1942, dal 3 al 5 gennaio partecipò all'operazione M43 che aveva la finalità di far giungere contemporaneamente in Libia tre convogli, sotto la protezione diretta ed indiretta della maggior parte delle forze navali, in quella che fu l'ultima missione operativa del Giulio Cesare. Nello stesso anno prima nel mese di marzo partecipò insieme all'Eugenio di Savoia all'Operazione V5 di protezione a convogli per Tripoli e poi prese parte alla battaglia di mezzo giugno[20] Le unità della VIII Divisione Incrociatori, composta per l'occasione dal Garibaldi e dal Duca d'Aosta, nave insegna dell'Ammiraglio de Courten, erano partite da Taranto con la Iª Squadra comandata dall'Ammiraglio Angelo Iachino per prendere parte all'Operazione Vigorous. A bordo del Garibaldi e della corazzata Littorio erano presenti gruppi di intercettazione delle comunicazioni avversarie ed a bordo dell'incrociatore pesante Gorizia era presente personale tedesco per mantenere i contatti radio con la Luftwaffe. A precedere la formazione italiana c'era il cacciatorpediniere Legionario, che era stato dotato di un radar Modello Fu.Mo 21/39 De.Te. di costruzione tedesca.[21]
Il successivo 2 agosto Il "Garibaldi", con il "Duca degli Abruzzi", il "Duca d'Aosta" ed i cacciatorpediniere Alpino, Bersagliere, Corazziere e Mitragliere venne dislocato a Navarino in Grecia per la protezione del traffico nel Mediterraneo Orientale da eventuali attacchi da parte di unità di superficie britanniche che potevano usufruire del porto di Haifa.
1943 - 1945 [modifica]
Dopo il rientro in Italia, il 31 gennaio 1943 venne colpito a Messina da schegge di bomba che causarono delle vittime a bordo, e nell'agosto successivo l'ammiraglio Fioravanzo che il precedente 14 marzo aveva assunto il comando dell'VIII Divisione navale ebbe il compito di bombardare Palermo, da qualche giorno in mano alle truppe alleate.


Il Garibaldi in navigazione di guerra nell'agosto 1943
La missione iniziò la sera del 6 agosto 1943 quando l'ammiraglio, con la divisione formata dal "Garibaldi" e dal Duca d'Aosta, lasciò Genova per La Maddalena. La sera del giorno successivo la Divisione lasciò La Maddalena con obiettivo le navi alleate alla fonda dinanzi a Palermo. Il "Garibaldi" aveva però difficoltà con l'apparato motore per cui non poteva sviluppare più di 28 nodi di velocità ed inoltre nessuno dei due incrociatori aveva a disposizione il radar. Dopo l'avvistamento, da parte della ricognizione aerea, di navi sconosciute in rotta verso la divisione, Fioravanzo, ritenendo che avrebbe dovuto scontrarsi con una forza navale avversaria in condizioni di netta inferiorità per non correre il rischio di perdere i due incrociatori, ma soprattutto la vita dei 1.500 uomini degli equipaggi, senza poter arrecare danni significativi all'avversario, rinunciò al compimento della missione rientrando alla Spezia alle 18.52 dell'8 agosto. Alle 17.00 del 9 agosto i due incrociatori lasciarono La Spezia diretti a Genova, scortati dai cacciatorpediniere Mitragliere, Carabiniere e Gioberti, al cui comando era, alla sua prima uscita in mare in tempo di guerra, il Capitano di Fregata Carlo Zampari e che nel corso di quella navigazione sarebbe stato l'ultimo cacciatorpediniere della Regia Marina ad essere affondato nel conflitto. La formazione, mentre procedeva nella navigazione con il Mitragliere in testa, i due incrociatori in linea di fila e Carabiniere e Gioberti , rispettivamente, a sinistra e a dritta degli incrociatori, a sud di Punta Mesco, tra Monterosso e Levanto, subì un agguato dal sommergibile inglese Simoon che lanciò sei siluri contro le unità italiane, due dei quali colpirono a poppa il Gioberti che, spezzato in due, affondò in breve tempo.[22]
Il Carabiniere rispose lanciando bombe di profondità che danneggiarono i tubi di lancio poppieri del battello inglese, dopodiché la formazione proseguì verso Genova, dove giunse in serata. Molti dei naufraghi del Gioberti furono recuperati da una squadriglia di MAS e da altri mezzi di soccorso usciti da La Spezia appena ricevuta la notizia della perdita dell'unità.
All'armistizio dell'8 settembre la nave si trovava a Genova, da dove partì insieme a Duca d'Aosta e Duca degli Abruzzi e alla torpediniera Libra per ricongiungersi al gruppo navale proveniente da La Spezia guidato dall'Ammiraglio Bergamini, per poi consegnarsi agli alleati a Malta assieme alle altre unità navali italiane provenienti da Taranto. Il gruppo, dopo essersi riunito con le unità provenienti da La Spezia, per ottenere una omogeneità nelle caratteristiche degli incrociatori, il Duca d'Aosta passò dalla VIII alla VII Divisione, formata da Attilio Regolo, Montecuccoli ed Eugenio di Savoia, nave insegna dell'ammiraglio Oliva, sostituendo l’Attilio Regolo che entrò a far parte della VIII Divisione. Durante il trasferimento, la corazzata Roma, nave ammiraglia dell'Ammiraglio Bergamini, affondò tragicamente nel pomeriggio del 9 settembre al largo dell'Asinara centrata da una bomba Fritz X sganciata da un Dornier Do 217 della tedesca Luftwaffe. A prendere il comando della flotta diretta a Malta, dopo l'affondamento dalla Roma, fu l'ammiraglio Oliva, che adempì ad una delle clausole armistiziali, quello di innalzare il pennello nero del lutto sui pennoni ed i dischi neri disegnati sulle tolde,[23] mentre l'ammiraglio Bergamini, che avvertito telefonicamente da De Courten dell'armistizio ormai imminente, e delle relative clausole che riguardavano la flotta, era andato su tutte le furie[24] per poi formalmente accettare con riluttanza gli ordini, aveva lasciato gli ormeggi innalzando però il gran pavese e non adempiendo così a tale clausola.
Nel corso del conflitto il "Garibaldi" prese parte a 15 missioni, per un totale di 14.047 miglia.
Durante la cobelligeranza venne schierato nel Mediterraneo e in Atlantico centrale, dove prese parte, insieme al "Duca degli Abruzzi" e al "Duca d'Aosta", ad azioni di pattugliamento contro le navi corsare tedesche.
Dopoguerra [modifica]


appontaggio di un AB 47G nel Golfo di Gaeta
Insieme al gemello Duca degli Abruzzi, al Cadorna e al Montecuccoli, costituì la dotazione degli incrociatori concessi alla Marina Militare Italiana dalle clausole del trattato di pace, con il Cadorna messo però quasi subito in disarmo e il Montecuccoli trasformato in nave scuola per gli allievi dell'Accademia Navale di Livorno.


Sbarco di un cannone da 152/55 durante la ricostruzione
Il Garibaldi venne sottoposto a dei lavori di ammodernamento nel corso dei quali vennero effettuate lievi modifiche alla sovrastruttura ed installato un radar parabolico per posizionare il quale venne anche abbassato l'albero. Vennero anche aggiunti altri 2 cannoni da 100/47mm nel 1947 e l'armamento secondario dopo i lavori venne così configurato: 10 cannoni da 100/47mm 12 mitragliere da 37/54mm 4 mitragliere da 20/65mm e 4 mitragliere da 20/70mm Oerlikon.[25] Venne anche eretta a bordo dell'unità una piattaforma per elicotteri su cui un elicottero AB 47G nell'estate del 1953 effettuò una serie di prove di appontaggio e decollo.[26] L'esito positivo delle prove indusse la Marina Militare a dotarsi di unità navali polivalenti equipaggiate di elicotteri antisommergibile e dotate delle relative attrezzature quali ponte di volo e hangar del tipo fisso o telescopico.
La necessità di questo tipo di unità con elicotteri antisommergibile che consentivano di estenderne il raggio di azione, derivava anche dalla percezione della minaccia sempre più concreta rappresentata dalla flotta subacquea sovietica, i cui battelli avevano iniziato proprio in quegli anni a fare la loro comparsa nel Mediterraneo operando dalla base albanese di Valona.
Venne così avviato lo sviluppo di una nuova categoria di unità navale, di cui l'Italia precorse i tempi. Da lì a poco infatti nacquero le fregate classe Bergamini, le prime unità portaelicotteri al mondo, e gli incrociatori classe Doria, le cui sistemazioni elicotteristiche divennero di fatto uno standard per tutte le costruzioni successive.
Il Garibaldi venne posto in riserva nel 1953 e nel 1954 erano iniziati i lavori di demolizione. Successivamente a partire dal 1957 l'unità venne avviata ai lavori di ricostruzione/trasformazione come incrociatore lanciamissili. In questo periodo con il Cadorna già andato in disarmo e con il Montecuccoli che svolgeva attività prevalentemente addestrativa, il Duca degli Abruzzi rimase il solo incrociatore a svolgere attività di squadra, arrivando anche a ricoprire il ruolo di ammiraglia della flotta.

Incrociatori leggeri classe Condottieri tipo Duca degli Abruzzi

Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi • Giuseppe Garibaldi
Regia Marina • Marina Militare


________________________________________
Incrociatore lanciamissili [modifica]
Giuseppe Garibaldi

Incrociatore lanciamissili G. Garibaldi
Descrizione generale

Tipo Incrociatore lanciamissili










Cantiere Arsenale Militare di La Spezia

Matricola 551



Impostazione Ricostruzione avviata nel 1957



Completamento 1961

Entrata in servizio 1962

Proprietario Marina Militare

Radiazione 16 novembre 1976

Destino finale demolito
Caratteristiche generali
Dislocamento
normale: 9.195 t
a pieno carico: 11.350 t




Lunghezza fuori tutto 187 m
perpendicolari 171,8 m

Larghezza 18,9 m




Pescaggio 6,7 m







Propulsione vapore:
• 6 caldaie Yarrow
• 2 turboriduttori Parsons
• 2 eliche
• 4 turboalternatori Tosi-Brown Boveri
• 2 diesel-alternatori Fiat-Brown Boveri
Potenza: 100.000 CV

Velocità 30 nodi

Autonomia 4.500 miglia a 20 nodi







Equipaggio 665



Equipaggiamento
Sensori di bordo radar:
• 1 radar di sorveglianza aeronavale AN/SPS-6
• 1 radar di navigazione/sorveglianza di superficie MM/SPQ-2
• 5 direzioni del tiro, di cui 4 associate ai cannoni da 76/62mm e 1 ai cannoni da 135/45mm
• 1 radar tridimensionale di sorveglianza aerea AN/SPS-39 Frescan
• 1 radar di scoperta aerea lontana Argos 5000
• 2 radar di illuminazione e guida AN/SPG-55, asserviti al sistema Terrier




Armamento Artiglieria:
• 4 cannoni da 135/45mm
in 2 impianti binati
• 8 cannoni singoli da 76/62mm
Missili:
• 4 lanciamissili UGM-27 Polaris (predisposizione)
• 1 lanciamissile binato Terrier

Corazzatura
verticale 100 mm
orizzontale 40 mm
artiglierie 135 mm
torrione 140 mm



Note
Motto Obbedisco




La ricostruzione [modifica]
I lavori di ricostruzione vennero effettuati presso l'Arsenale della Spezia e completati nel 1961 ed al termine dei lavori l'unità raggiunse un dislocamento standard di 9.802 tonnellate e di 11.350 a pieno carico, con una immersione media di 6,7 metri.
La ricostruzione riguardò parzialmente lo scafo che conservò le dimensioni originarie e totalmente la sovrastruttura con la radicale trasformazione della struttura della plancia e del complesso plancia/torrione e l'eliminazione di uno dei due fumaioli.
Le modifiche allo scafo riguardarono la ricostruzione della poppa che divenne del tipo a specchio e la chiusura delle aperture a murata per consentire l'installazione di un impianto di ventilazione/condizionamento e di un sistema di difesa NBC.


I missili Terrier con i radar di illuminazione e direzione del tiro AN/SPG-55 ed il radar di scoperta aerea Argos 5000.
La trasformazione comportò la costruzione di un castello lungo circa 90 metri raccordato verso poppa con un'ampia tuga.
L'apparato propulsivo rimase sostanzialmente quello originario, con le sei caldaie a tubi d'acqua del tipo Yarrow e i due gruppi turboriduttori tipo Parsons, così come rimase inalterata la disposizione dei locali macchine, mentre essendo stato abolito uno dei due fumaioli fu necessario modificare sia il percorso delle condotte di scarico delle caldaie, sia altre sistemazioni ausiliarie e fu anche necessirio allungare l'unico fumaiolo rimasto per evitare che i gas di scarico interferissero con le nuove apparecchiature elettroniche du cui venne dotata l'unità.
Per far fronte alle maggiori esigenze di energia derivate dall'adozione dei nuovi impianti meccanici ed elettronici, fu necessario installare ex-novo quattro turboalternatori Tosi-Brown Boveri e due diesel-alternatori Fiat-Brown Boveri.
Le elettroniche principali trovarono posto principalmente in due grandi tralicci quadripodi. Sul primo dei due tralicci, posto alla sommità del complesso plancia-torrione trovavano posto il radar di sorveglianza aerea tridimensionale AN/SPS-39 Frescan, adottato su tutte le prime unità lanciamissili della NATO, il radar di sorveglianza aeronavale AN/SPS-6 ed il radar di navigazione/sorveglianza di superficie MM/SPQ-2, mentre sul secondo traliccio, posto a poppavia del fumaiolo, trovava posto il radar di scoperta aerea Argos 5000 di fabbricazione nazionale che in condizioni favorevoli consentiva di individuare bersagli fino ad una distanza di 500 miglia. La sommità della tuga ospitava i radar di illuminazione e guida Sperry-RCA AN/SPG-55 asserviti alla rampa di lancio binata Mk 9 Mod.1 del sistema Terrier, e completavano la dotazione elettronica dell'unità cinque radar di tiro delle artiglierie, di cui quello asservito ai cannoni da 135/45 posto sulla sommità della plancia, e quelli asserviti ai cannoni da 76/62 in due coppie sul torrione ai lati della stessa plancia.
La questione dei missili Polaris [modifica]
La parte più consistente di lavori allo scafo riguardò l'estremità della tuga, dove erano stati allestiti i pozzi di lancio per quattro missili balistici statunitensi Polaris dotati di testata nucleare, che avevano lo scopo di fornire alla Marina Militare Italiana una capacità di deterrenza strategica.
Le strutture necessitarono dei dovuti adeguamenti per resistere sia allo shock meccanico che a quello termico. Infatti, mentre per i Polaris installati nei sottomarini il lancio avveniva "a freddo" cioè espellendo il missile dal silo mediante un getto di aria compressa prima dell'accensione del motore del primo stadio, sul "Garibaldi" i missili avrebbero dovuto essere lanciati "a caldo", utilizzando cioè una carica esplosiva, per cui occorreva uno spazio in cui fare sfogare gli effetti dell'esplosione. I pozzi di lancio lunghi circa 8 metri, avevano un diametro di 2 metri ed i portelloni che si aprivano ruotando verso l'asse di simmetria della nave.


La sistemazione per i missili Polaris
Il progetto delle sistemazioni dei quattro pozzi di lancio dei Polaris in una zona precedentemente occupata da depositi e cale di varia destinazione venne curato dall'allora capitano di vascello Glicerio Azzoni e riguardava sia le sistemazioni strutturali per il lancio, sia la collocazione di tutti gli impianti e delle apparecchiature necessarie all'utilizzazione dei missili, quali le strumentazioni per la navigazione e il complesso delle unità di calcolo. Tali sistemazioni trovarono posto in locali adiacenti a quelli dei pozzi, che avevano un'altezza di circa 8 metri e per buona parte erano compresi sotto la linea di galleggiamento, in una zona delimitata da paratie stagne, lunga complessivamente circa 14 metri e dotata di un certo grado di protezione laterale. La realizzazione di tali sistemazioni richiese circa 6 mesi.
A partire da ottobre 1961 furono fatte le prove di collaudo dei pozzi alle quali seguirono, tra dicembre 1961 e gennaio 1962 i lanci di simulacri inerti, per proseguire, fino ad agosto 1962, con lanci di collaudo di simulacri autopropulsi, sia a nave ferma che in navigazione. Una parte dei test venne effettuata nel corso del 1962 anche negli Stati Uniti, durante la prima crociera post-ricostruzione della nave.
L'esito positivo dei test aveva spinto gli Stati Uniti a progettare la NATO MLF (multy lateral force), una forza navale costituita da 25 mercantili da 18.000 tonnellate con una velocità di 20 e più nodi e un'autonomia di oltre 100 giorni modificati per trasportare 200 missili Polaris. Questo programma non venne poi sviluppato in quanto superato dagli SSBN, i sottomarini balistici nucleari, che stavano entrando in servizio proprio in quegli anni. Il primo lancio in immersione di un Polaris venne infatti effettuato dal sottomarino George Washington[27] il 20 luglio 1960. All'epoca però sull'uso dei sottomarini per il lancio di tali missili si addensavano molti dubbi, mentre il "Garibaldi" con le sue strutture rappresentava la soluzione tecnica del problema e le inedite soluzioni adottate sul Garibaldi per i pozzi di lancio dei missili Polaris suscitarono molta curiosità da parte della US Navy, interessata a riprendere l'idea.
Sebbene le prove avessero dato tutte esito positivo, i missili non vennero però mai forniti dagli Stati Uniti, poiché motivazioni di natura politica ne impedirono la prevista acquisizione, ed i pozzi alla fine vennero utilizzati diversamente. Successe infatti che in seguito alla crisi di Cuba dell'ottobre 1962 il Presidente degli Stati Uniti Kennedy concesse al Premier sovietico Krusciov il ritiro dei missili Polaris e Jupiter dall'Italia e dalla Turchia in cambio del ritiro dei missili sovietici da Cuba.
L'Italia decise allora in alternativa di sviluppare un suo programma nucleare e il progetto di missile balistico italiano denominato Alfa[28] venne sviluppato dalla Marina Militare a partire dal 1971 con alcuni lanci effettuati con successo nella prima metà degli anni settanta dal poligono di Salto di Quirra. Il programma ebbe termine il 2 maggio 1975 quando su pressione degli Stati Uniti l'Italia aderì al Trattato di non proliferazione nucleare.
Armamento dopo i lavori di trasformazione [modifica]
Radicalmente cambiato l'armamento, che con l'installazione, nella tuga, del sistema missilistico Terrier fece del Garibaldi il primo incrociatore lanciamissili ad essere entrato in servizio in una marina europea. Venne sbarcato tutto l'armamento precedente, sostituito con armamento di diverso calibro.
Lancio di missili

Lancio di simulacro inerte di missile Polaris

Lancio di un missile Terrier
Terrier [modifica]
I missili Terrier erano all'epoca quanto di meglio esistesse nella categoria dei missili antiaerei per piattaforme navali. Concepito come missile da difesa aerea di navi di medio-grande dislocamento, il Terrier derivava dal missile superficie-aria Talos, ma ebbe poi un'evoluzione autonoma. Il Terrier aveva una struttura aerodinamica ideale per un missile relativamente piccolo ed aveva alette di apertura ridotta per massimizzare la gittata e la velocità, riducendo la resistenza. La rampa in genere era una del tipo Mk 10, stabilizzata contro i movimenti del mare, ma anche tipi diversi come l'Mk 20 Aster adottata sul Vittorio Veneto e sui Belknap americani. L'Italia fu l'unica nazione verso la quale questi missili vennero esportati. Per la propulsione avevano un booster di accelerazione, e 4 grandi alette stabilizzatrici, e un razzo, anch'esso a propellente solido, nella parte posteriore del missile. La testata, dal peso di circa 100kg, era a frammentazione e sistemata più o meno a metà del missile.
Artiglieria [modifica]
L'armamento artiglieresco nella nuova configurazione era costituito da quattro cannoni da 135/45mm[29][30] in 2 torrette binate e 8 cannoni OTO Melara da 76/62mm tipo MMI,[31] in impianti singoli, quattro per ogni fiancata.


I calibri da 76mm ed i relativi radar di tiro
I calibri principali erano gli stessi che nel corso della parte finale del secondo conflitto mondiale avevano trovato posto sulle unità della classe Capitani Romani e sui Duilio ricostruiti, mentre il cannone da 76/62 di nuova progettazione, avrebbe trovato posto nel corso degli anni sessanta sulle principali unità della squadra, come le fregate classe Bergamini e classe Alpino, i Doria e il Vittorio Veneto e sarebbe stato rimpiazzato il decennio successivo dal 76/62 Compatto con l'entrata in servizio degli Audace.
Le torrette dei calibri principali trovarono posto nella sovrastruttura di prora andando a sostituire le due torrette da 152/55 precedenti, mentre i cannoni da 76/62 trovarono posto, quattro per ogni lato, ai due lati del complesso torrione-fumaiolo.
Il cannone da 135/45mm, che può essere considerato il miglior cannone navale italiano nella seconda guerra mondiale aveva un'elevazione di 45°, una gittata di 19,6 km e una cadenza di fuoco di 6 tiri al minuto, ed era capace di eseguire tiri assai precisi, ma era tuttavia privo di una soddisfacente capacità antiaerea, se non di sbarramento.
Il cannone da 76/62 tipo MMI "Allargato", era un'arma duale, con la canna raffreddata ad acqua e manovra elettrica e idraulica con sistema di emergenza manuale. La gittata, che con proiettili HE dal peso di 6,296 kg raggiungeva 18,4 km ad un'elevazione di 45°, all'elevazione massima di 85° scendeva a 4 km, mentre la velocità di brandeggio era di 70°/s e quella di elevazione di 40°/s e la torretta accoglieva un membro dell'equipaggio. Questo cannone era l'evoluzione del modello SMP 3 che era stato imbarcato sulle corvette Alcione. Una versione binata del modello SMP 3 con canne sovrapposte, era stata imbarcata negli anni cinquanta sulle fregate della classe Centauro, ma tale versione non ha dato i risultati sperati e non è stata imbarcata su nessun altra unità della Marina Militare.
Ammiraglia della flotta [modifica]
Il Garibaldi prestò servizio per dieci anni nella sua nuova configurazione, come unità sede comando della Squadra Navale, partecipando ad attività addestrative di vario tipo e di rappresentanza in Mediterraneo e oltreoceano. Il Garibaldi, cui venne assegnata la matricola 551, andò a ricoprire il ruolo di nave ammiraglia della Marina Militare rilevando in tale ruolo il gemello Duca degli Abruzzi. Il ruolo di portabandiera della flotta sarebbe stato ricoperto, ventiquattro anni dopo, con lo stesso nome e la stessa matricola, dalla portaerei leggera/incrociatore portaeromobili Giuseppe Garibaldi.
immagini dopo il rientro in servizio

Il Garibaldi in transito attraverso il canale navigabile di Taranto
Ricordo della consegna della bandiera di combattimento firmata del comandante
Il Garibaldi con il Doria e il Duilio

Il Garibaldi alla fonda a Venezia
La bandiera di combattimento venne consegnata a Napoli il 10 giugno 1964, donata dal gruppo ANMI di Roma, che, con un'autocolonna di quasi mille aderenti, si recò nella città partenopea per consegnare il vessillo al comandante della nave.[32]
Il Garibaldi venne assegnato al 2º Gruppo Navale d'Altura della IIª Divisione Navale dislocato alla base di Taranto.


Il "Garibaldi" nel 1979 ormai radiato in fase avanzata di smantellamento
Nel febbraio 1970, fu proprio a bordo del Garibaldi che in una conferenza stampa[33] l'allora Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio Gino Birindelli denunciò la crisi in cui versava la Marina Militare e lo stato di profondo malessere morale e materiale in cui si trovava il personale che vi operava. Le dichiarazioni di Birindelli scatenarono reazioni e prese di posizione a tutti i livelli e portarono prima alla pubblicazione di un documento noto come "Libro Bianco della Marina"[34] e di lì a qualche anno alla Legge Navale del 1975 che fu il presupposto di un sostanziale ammodernamento[35] della flotta della Marina Militare.
Il Garibaldi venne ritirato dal servizio nel 1971, cedendo il ruolo di ammiraglia della flotta all'incrociatore portaelicotteri Vittorio Veneto.[36] Messo in disarmo nel 1972 venne ufficialmente radiato[37] il 16 novembre 1976 e successivamente demolito dopo essere stato parzialmente smantellato a partire dalla sua messa in disarmo.
La sua ricostruzione, considerando che dopo gli ammodernamenti rimase in servizio solo per un decennio e alla luce del mancato utilizzo dei Polaris, si rivelò inutile e costosa e le risorse che vennero impiegate per il suo ammodernamento potevano essere utilizzate per la costruzione di un'altra unità più moderna. Proprio per il suo breve servizio seguito alla ricostruzione, la sua demolizione appare insensata e sarebbe stato più opportuna la sua utilizzazione come nave museo. Questa era un'unità con una grande storia, che oltre ad aver partecipato alla seconda guerra mondiale era stato il primo incrociatore lanciamissili europeo, la prima unità di superficie al mondo ad essere predisposta per il lancio di missili balistici e la prima grande unità italiana del dopoguerra. Un simile ragionamento andrebbe fatto anche per il quasi gemello "Montecuccoli" che nel dopoguerra fu la prima unità italiana ad effettuare il periplo del globo.
Le due bandiere di combattimento che l'unità ha ricevuto sono conservate in due cofanetti al Sacrario delle Bandiere del Vittoriano.
Nome [modifica]
La nave è stata intitolata al condottiero e patriota Giuseppe Garibaldi che è stato uno dei più grandi protagonisti del Risorgimento e che per le sue imprese in Europa e in Sud America era stato definito "Eroe dei due mondi". In precedenza altre due navi della Regia Marina, avevano portato il nome "Giuseppe Garibaldi". Le navi precedenti erano:
• Giuseppe Garibaldi - fregata di I rango ad elica che proveniva dalla Marina del Regno delle Due Sicilie. Costruita nel Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia dove venne varata nel 1860 con il nome di Borbona, dopo essere stata incorporata nella Regia Marina nel 1861, venne classificata corvetta nel 1878, e convertita nel 1893 in nave ospedale. Dopo essere stata ribattezzata Saati per lasciare libero il nome ad un nuovo incrociatore corazzato in progetto, Venne radiata nel 1894 e demolita nel 1899.
• Giuseppe Garibaldi - incrociatore corazzato classe Garibaldi costruito nel Cantiere Ansaldo di Sestri Ponente. Varato il 28 giugno 1899, entrò in servizio nel 1901 ricevendo la bandiera di combattimento a Genova il 23 febbraio 1902, insieme con un labaro sul quale era miniata la "Preghiera del Marinaio", composta dal poeta Antonio Fogazzaro che venne recitata per la prima volta sull'unità alla fonda nella rada di Gaeta.[38] Nel corso del primo conflitto mondiale venne affondato il 18 luglio 1915 dal sommergibile austriaco U.4, mentre era impegnato nel bombardamento della ferrovia Ragusa (Dubrovnik)-Cattaro. In precedenza aveva partecipato alla guerra italo-turca innalzando l'insegna dell'Ammiraglio Thaon di Revel, operando efficacemente nelle acque della Libia, dell'Egeo e del Levante, forzando il blocco dei Dardanelli e affondando il 24 febbraio 1912, al largo di Beirut, la cannoniera turca Avnillah, in un'azione congiunta con il gemello Francesco Ferruccio.
Attualmente a portare il nome Giuseppe Garibaldi nella Marina Militare è un incrociatore porta aeromobili costruito a Monfalcone di ed in servizio dal 1985 che, come il suo predecessore, ricopre il ruolo di nave ammiraglia della flotta.
Note [modifica]
1. ^ L'aviazione Navale Italiana. URL consultato il 24-10-2008. di Sebastiano Tringali
2. ^ Cannoni & Munizioni. URL consultato il 3-2-2008.
3. ^ Italian 152 mm/55 (6") Models 1934 and 1936. URL consultato il 19 febbraio 2008.
4. ^ Italy 100 mm/47 (3.9") Models 1924, 1927 and 1928
5. ^ Italian 90 mm/50 (3.5") Model 1939. URL consultato il 19 febbraio 2008.
6. ^ Italian 13.2 mm/75.7 (0.52") MG Model 1931 . URL consultato il 19 febbraio 2008.
7. ^ Italian 37 mm/54 (1.5") Models 1932, 1938 and 1939. URL consultato il 19 febbraio 2008.
8. ^ Italian 20 mm/65 Models 1935, 1939 and 1940. URL consultato il 19 febbraio 2008.
9. ^ Occupazione dell'Albania
10. ^ La Battaglia di Punta Stilo. URL consultato il 15-12-2007.
11. ^ La battaglia di Punta Stilo - Plancia di comando
12. ^ regiamarina.net: Operazione Hats. URL consultato il 15-12-2007.
13. ^ Gianni Rocca, op. cit., pp. 48-49
14. ^ La motivazione della Medaglia d'oro al valor Militare al comandante della torpediniera Fabrizi
15. ^ regiamarina.net: Operazione Gaudo e la notte di Matapan. URL consultato il 15-12-2007.
16. ^ regiamarinaitaliana.it: La disfatta di Matapan. URL consultato il 15-11-2007.
17. ^ Plancia di comando: La notte di Matapan. URL consultato il 17-03-2008.
18. ^ La strage dei convogli. URL consultato il 13-12-2007.
19. ^ I mesi dei disastri. URL consultato il 13-12-2007.
20. ^ La battaglia di mezzo giugno. URL consultato il 15-12-2007.
21. ^ La battaglia di mezzo giugno. URL consultato il 17-03-2008.
22. ^ E. Bagnasco M. Brescia - Cacciatorpediniere classi “Freccia/Folgore”, “Maestrale” e “Oriani” - opera citata pagg. 126/127
23. ^ Gianni Rocca - Fucilate gli ammiragli, op. cit., pag. 309
24. ^ Gianni Rocca - Fucilate gli ammiragli, op. cit., pag. 305
25. ^ British 20 mm/70 (0.79") Mark II
26. ^ La Marina Militare negli anni '50. URL consultato il 19-1-2008.
27. ^ USS George Washington (SSBN-598). URL consultato il 10-3-2008.
28. ^ Missile balistico Alfa
29. ^ Cannoni & Munizioni. URL consultato il 3 febbraio 2008.
30. ^ Italian 135 mm/45 (5.3") Models 1937 and 1938. URL consultato il 19 febbraio 2008.
31. ^ Italy 76 mm/62 (3") M.M.I.. URL consultato il 19 febbraio 2008.
32. ^ Navi Militari Italiane. URL consultato il 26-11-2008.
33. ^ La crisi della Marina Militare degli anni '70. URL consultato il 16-1-2008.
34. ^ Il "Libro Bianco" della Marina. URL consultato il 16-1-2008.
35. ^ L'applicazione della Legge Navale. URL consultato il 16-1-2008.
36. ^ Nel ruolo di nave ammiraglia della Marina Militare Italiana, il Vittorio Veneto ha sostituito l'incrociatore lanciamissili Giuseppe Garibaldi, disarmato nel 1971, per cedere poi, nel 1985, il ruolo di portabandiera della flotta all'incrociatore portaeromobili Giuseppe Garibaldi. La particolarità è che le due unità ammiraglie erano accomunate, oltre che dallo stesso nome, anche dalla stessa matricola, 551
37. ^ Database delle unità della Regia Marina della seconda guerra mondiale
38. ^ Il Regio incrociatore corazzato "Giuseppe Garibaldi". URL consultato il 26-1-2008.
Bibliografia [modifica]
• Arrigo. Petacco, Le battaglie navali del Mediterraneo nella seconda guerra mondiale'', Milano, A. Mondadori, 1995. ISBN 88-04-39820-5
• Michael J. Whitley, Cruisers of World War Two, Londra, Arms and armour Press, 1995. ISBN 1-86019-874-0
• Robert Gardiner; Stephen Chumbley, by Naval Institute Press (a cura di) All the World Fighting's Ships 1947-1995, Londra, Conway's Maritime Press Ltd., 1996. ISBN 1-55750-132-7
• Gianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della marina italiana nella seconda guerra mondiale, Milano, A. Mondadori, 1987. ISBN 978-88-04-43392-7
• James Joseph Colledge; Ben Warlow, Ships of the Royal Navy: the complete record of all fighting ships of the Royal Navy, Londra, Chatham, 2006. ISBN 978-1-86176-281-8
• Gino Galuppini, Guida alle navi d'Italia dal 1861 a oggi, Milano, A. Mondadori, 1982.
• Giuseppe Fioravanzo, L'organizzazione della Marina durante il conflitto. Tomo II. Evoluzione organica dal 10-6-1940 al 8-9-1943, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1975.
• Giuseppe Fioravanzo, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. IV: La Guerra nel Mediterraneo – Le azioni navali: dal 10 giugno 1940 al 31 marzo 1941, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1959.
• Giuseppe Fioravanzo, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. V: La Guerra nel Mediterraneo – Le azioni navali: dal 1° aprile 1941 all'8 settembre 1943, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1960.
• Aldo Cocchia; Filippo De Palma, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VI: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 10 giugno 1940 al 30 settembre 1941, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1958.
• Aldo Cocchia, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VII: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 1° ottobre 1941 al 30 settembre 1942, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1962.
• Giuseppe Fioravanzo, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VIII: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 1° ottobre 1942 alla caduta della Tunisia, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1964.
• Luis de la Sierra, La guerra navale nel Mediterraneo: 1940-1943, Milano, Mursia, 1998. ISBN 88-425-2377-1
• Erminio Bagnasco; M. Brescia, Cacciatorpediniere classi “Freccia/Folgore”, “Maestrale” e “Oriani”, Parma, Albertelli, 1997.
• (EN) Robert Gardiner; Stephen Chumbley; Przemysław Budzbon, Conway's All the World's Fighting Ships 1947-1995, Naval Institute Press, Annapolis ISBN 101557501327
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Firstly here is the translation of the information received from Pedro Ruiz about the cruiser Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi .

Again although this article came from Wiki - the version carried in the Italian edition contains a lot more information than that contained in the English one.

Apologies again for the patchy results received by using my translation programme. For those interested in this ship and class there is enough extra information contained to make it worthwhile trying to make sense out of it!

OK - here we go!!

Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi (cruiser)
From Wikipedia, the free encyclopedia.
RN Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi
MM Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi
Photos of the fifties
Overview

Type light cruiser
Condottieri class type Duca degli Abruzzi


OTO shipyard in La Spezia


Setting 1933
Launching 1936
Completion 1937

Owner Royal Navy until 1946,
Navy since 1946
Radiation 1961

General features
Displacement
Normal: 11,090 t
Full load: 11,761 t


Overall length of 187 m
171.8 m perpendicular
Width 18.9 m


Draught 6,8 m



Propulsion • 6 Yarrow boilers
• 2 turboriduttori Parsons on two axes
Power: 100,000 hp
Speed 34 knots
Range 4125 miles at 13 knots



Crew 640

Equipment


Rig construction:
• 10 guns 152/55mm
(2 +2 twin towers trinite)
100/47 mm guns • 8
• 8 machine guns 37/54mm
• 12 13.2 mm machine guns
• 6 torpedo tubes 533 mm
• 2 depth charge throwers
subsequent amendments:
13.2 mm machine guns replaced with 20mm machine guns (during World War II)
removal of torpedo tubes (1945)
added two 100mm guns in 1947
changes of the fifties:
• 10 guns 152/55
• 2 binary systems from 100/47
• 24 guns 40/56
(4 +4 plants quadruli binary systems)
Armour vertical: 100mm + 30mm
40mm horizontal
135mm artillery
140mm turret
4 IMAM aircraft Ro.43 catapultabile
Notes


between 1956 to 1961 acts as the flagship of the fleet
The light cruiser Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi was a unit of the Royal Navy and the Italian Navy, which was part of the type Duca degli Abruzzi, the latest evolution of the class leaders. The unit was called the explorer Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Duke of Abruzzi in 1933 and died the same year started its construction in OTO shipyard in La Spezia. Launched April 21, 1936 was completed in 1937.
Index
[Hide]
• 1 Product
• 2 military activities
• World War 3
• 4 Images
• 5 Notes
• 6 External links
Features [edit]
Naval units of class "Abruzzi", the latest evolution of the class leader, had a perfect balance between protection, speed, seaworthiness and weapons. Particular care was put into the study of armor. The protection consisted of three vertical partitions, the first of which 30mm nickel steel, the second 100mm hardened steel, which rested on a cushion of wood with damping function and a third bulkhead with 12mm shield can function. The protection consisted of a horizontal bulkhead thickness of 40mm in the bridge battery and a thickness ranging from 20 to 90 mm in the deck, while curved thick 100mm armor protected the wells of the main towers. The superstructure appeared close the two funnels and two catapults, one on each side, which allowed it to carry up to four maritime reconnaissance seaplanes float two-seater biplanes IMAM Ro.43 central capable of reaching 300 km / h and 1000 km of autonomy [1] which had its wings folded back to allow for admission on ships.

Ship's launch
The propulsion was steam turbines, two steam type Belluzzo / Parsons powered by 6 steam boilers water tube type Yarrow / Navy, fueled by oil and provided a maximum output of 100,000 bhp allowing the ship to reach speeds maximum of 35 knots, with a range that at an average speed of 13 knots was 4,125 miles, while the speed of 31 knots was 1900 miles.
The main armament [2] consisted of guns 152/55 A-1932 single cradle and loaded semi-automatic [three] installed in four towers, one twin and a lace bow and superstructure of a turret and lace a twin abaft the second funnel, for a total of ten guns.
The main armament consisted of eight anti-aircraft guns 100/47mm OTO [4] complexes in four shields, useful in anti-ship duties, but with increasing speed of aircraft and the new forms of attack showed peaks inadequate air defense and showed some use only in the barrage. After the war, two 100mm pieces were added in 1947.
The secondary armament consisted of 12 anti-aircraft gunner Hotchiss 13.2 mm [5] 37/54mm Breda heavy machine guns and 8 [6] mounted in 4 binary systems which are particularly useful against torpedo bombers against targets and generally low share.
During the war the guns were replaced with 13.2 mm machine guns 20/65mm, [7] which proved excellent weapons, easy to use and maintain, which has a large variety of ammunition (tracers, tracer, explosive, ultra-sensitive, disruptive) and were used on virtually all ships in the Navy.
The torpedo armament was 6 torpedo tubes in 2 triple complex, which in 1945 were removed and were placed on deck about half way between the two funnels. Completed anti-submarine weaponry 2 depth charge throwers.
Activities war [edit]
The first military operation which was in April 1939 the unit participated in the occupation of Albania. Occasion, the Navy deployed off the coast of Albania a squadron under Admiral Arturo Riccardi, composed by more than the Duke of Abruzzi, the light cruiser Bande Nere and Garibaldi, Cavour from two, four heavy cruisers Zara, 13 destroyers , 14 torpedo boats and several ferries which were employed in total about 11,300 men, 130 tanks and various materials. [8] Despite the massive deployment of forces, the action of the Italian ships, against the timid attempts at reaction from the Albanian side, merely just to shoot some prejudice to Durres and Saranda. Italian forces encountered very little resistance and soon the entire Albanian territory was under Italian control, to King Zog into exile.
The "Duca degli Abruzzi" is widely used during World War II, VIII framed in the context of the First Division Cruisers battlefleet base at Taranto as a ship Admiral Legnani taught. Early in the conflict. July 9, 1940 participated in the battle of Punta Stilo, therefore, between Aug. 29 and Sept. 5 after he took part in actions against Operation English Hats [9], with most units of the First Team along with other units matches Messina and Brindisi. The action saw the first use of the two newest class battleships Littorio, Vittorio Veneto and Littorio. The Italian fleet could count occasion four battleships, 10 cruisers and 31 destroyers, but the enemy was not even tracked down because of a violent storm that forced him to return the Italian ships, the destroyers could not stand the sea.
In March 1941 took part in the Battle of Cape Matapan. [10] [11] [12] for the Italian forces ended in disaster with the loss of three heavy cruisers and two destroyers Zara class class poets.
The "Duca degli Abruzzi" participated in the battle with the twin "Garibaldi" escorted by two destroyers XVI Squadron, Da Recco and Pessagno Class Navigation. Participation, however, was only nominal, as in the early phases of the "Pessagno" complained to a boiler failure of very limited speed. This failure forced the entire Eighth Division cruisers to leave the theater of operations by route of return.
In late September of that year, "Duca degli Abruzzi" took part in Operation Halberd enforcement action with which the British were trying to reach a Malta convoy of nine merchant ships escorted by aircraft carriers, three battleships of the Force H from Gibraltar, five cruisers and eighteen destroyers. The Italian team are unable to establish contact and although one of the battleships had been hit by a torpedo launched by an Italian torpedo bomber south of Sardinia, forcing Force H at Gibraltar and return to one of the merchant was scuttled after being hit by a catfish, the convoy reached its destination.
The next November 21 during an escort mission [13] of a convoy headed for Libya, "Duca degli Abruzzi" was hit by a torpedo undergoing minor damage after a night attack by a British torpedo, with the convoy escort that was done back in Taranto.
Then after the conquest by the Germans in Greece and Crete was stationed with the twin with Garibaldi and the Duke of Aosta to Navarino Greece for the protection of merchant shipping in the Eastern Mediterranean from possible attacks by surface vessels British could use the port of Haifa. He returned to Italy at the end of 1942 he underwent major maintenance work, during which he was also aboard a radar type Fu.Mo. 25 German manufacturing and the service was returning to base to force battleships.
Armistice of 8 September the vessel was in Genoa, from where she left with Garibaldi and the Duke of Aosta and the torpedo boat Libra join the naval group from La Spezia led by Admiral Bergamini, then surrender to the Allies Malta together with other Italian naval units from Taranto. The group, having met with the drive from La Spezia to achieve uniformity in the characteristics of the cruisers, the Duca d'Aosta VIII passed by the Seventh Division, formed by Attilio Regolo Montecuccoli and Eugene of Savoy, ship of teaching ' Admiral Oliva, replacing the Regulus Attilio which became part of Division VIII. During the transfer, the battleship Roma, flagship of Admiral Bergamini, tragically sank on the afternoon of September 9 Asinara off centered by a Fritz X bomb dropped from a Dornier 217 of the German Luftwaffe. To take command of the fleet to Malta, after the sinking of Rome, was Admiral Oliva, who carried one of the armistice terms, to raise the black brush of mourning on the yards and records designed blacks on the deck, [ 14] while Admiral Bergamini, who warned by telephone from De Courten imminent armistice, and related terms for the fleet, had gone on a rampage [15] and then formally accept reluctantly orders, had left the But by raising the mooring full dressing and thus fulfilling the clause.
During the co-belligerency the Duke of Abruzzi was deployed in the Atlantic participating in patrol operations.
Postwar [edit]
Along with twin Garibaldi and Cadorna to Montecuccoli other Condottieri class cruisers, the cruisers being allocated to the Navy awarded the peace treaty.
The Duke of Abruzzi was called the cruiser of the exiles, as their transport to the exile of the real Italy, on board because this unit first went into exile in Alexandria under the title of Count of the Pollenzo King Vittorio Emanuele III signed in Naples after the formal act of abdication in favor of his son, Umberto II and Queen Maria Jose then to Portugal [16].

The Duke of Abruzzi in the early fifties
Between 1951 and 1953, underwent a radical refurbishment works.
In the course of this work was reconstructed block of the superstructure proriera that gave a new aspect to the whole bridge / tower and a tree was installed tripod for naval search radar English parabolic type SK 42, superseded by more modern search radar AN/SPS-6.
Was also modified with twenty-four secondary armament guns 40/56 mm [17] in four plants and four plants quadruli binary which together with two binary systems formed by the new 100/47 mm anti-aircraft armament.
Were also landed two boilers with a consequent reduction of the maximum speed to 28 knots.
On October 26, 1954 the ship attended the return of Trieste to Italy, [16] together with the destroyers Grenadier, Gunner and Grecale, which was the first unit of the Navy to enter the port of Trieste with the large crowd that went to aboard naval units to express great joy to the crews to return to Italy [18].
At the parade on November 4, conducted in the presence of President Einaudi, the ships at the port increased with full dressing; to support the Duke of Abruzzi, who had remained in Trieste, those days of joy to share with the people town, came Montecuculi, torpedo boats Libra and Cassiopeia, the gunner, returned to town after having already attended the October 26 return to Italy, and Vespucci, carrying students of the Naval Academy in Livorno. [18 ]
From the second half of the fifties the "Duca degli Abruzzi" has long been the only full-time cruiser of the Navy, being the "Cadorna" had been decommissioned in 1951, the "Montecuccoli" was used primarily as training ship and the "Garibaldi was placed in reserve in 1953 to be launched later in 1957, the work of transformation.
In 1956 with the laying up of the Andrea Doria the "Duca degli Abruzzi" assumed the role of Headquarters of in-Chief of the Italian Fleet.
In 1961, the unit was laid up, ceding the role of the twin flagship Garibaldi returned to the side after having completed the conversion work.
The flag of unity is preserved in Rome is housed in the Shrine of the Flags of the Vittoriano.
Images [modified]
The Duke of Abruzzi in speed during a training exercise in 1938
salvo of artillery bowman
The Flag of war kept the Victorian
The chest that contains the flag.


Notes

1. ^ The Italian naval aviation. URL along with the 2008-10-24. Sebastiano Tringali
2. ^ Guns & ammo. URL along with the 3-2-2008.
3. ^ Italian 152 mm/55 (6 ") Models 1934 and 1936. URL consulted on February 19, 2008.
4. ^ Italy 100 mm/47 (3.9 ") Models 1924, 1927 and 1928 5. ^ Italian 13.2 mm/75.7 (0.15 MG Model 1931 "). URL consulted on February 19, 2008.
6. ^ Italian 37 mm/54 (1.5 ") Models 1932, 1938 and 1939. URL consulted on February 19, 2008.
7. ^ Italian 20 mm/65 Models 1935, 1939 and 1940. URL consulted on February 19, 2008.
8. ^ occupation of Albania
9. ^ regiamarina.net: Operation Hats. URL consulted on 15-12-2007.
10. ^ regiamarina.net: Operation early Doric and night of Matapan. URL consulted on 15-12-2007.
11. ^ regiamarinaitaliana. en: Napoléon Matapan. URL consulted on 15-11-2007.
12. ^ helm: the night of Matapan. URL consulted 17-03 to 2008.
13. ^ the months of disasters. URL consulted 13-12-2007.
14. ^ Gianni Rocca-Shooting the admirals, op. cited above, p. 309 15. ^ Gianni Rocca-Shooting the admirals, op. cited above, p. 305 16. ^ a b Duca degli Abruzzi 17. ^ Bofors 40 mm guns 18. ^ a b Trieste and the Italian Navy-website of the Italian Navy
__________________
Best wishes,
Terry/Exeter. UK



HMS BADSWORTH [HUNT CLASS DESTROYER]
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Finally the history of the Italian light cruiser Giuseppe Garibaldi.

The same comments I made in my post above applies here as well.


From Wikipedia, the free encyclopedia.
Giuseppe Garibaldi

The ship in 1938
Overview

Type light cruiser

Condottieri class type Duca degli Abruzzi



CRDA Builders

Shipyard San Marco - Trieste





Setting December 28, 1933

Launched April 21, 1936

Completion of 1st December 1937

Decommissioned 1938

Owner Royal Navy until 1946
Navy since 1946

Radiation 1953

Final fate converted between 1957 and 1961 in missile cruiser

General features
Displacement
9387 t

Gross tonnage
11,262 t

Overall length of 187 m
171.8 m perpendicular

Width 18.9 m




Draught 6.8 m






Propulsion steam
• 6 Yarrow boilers
• 2 turboriduttori Parsons
• 2 propellers
Power: 100 000 CV

Speed 35 knots

Range 4125 miles at 13 knots






Crew 640


Equipment
Radar sensors on board:
• a radar dish
(Installed after the war)


Rig construction:
• 10 guns 152/55mm
(2 + 2 towers twin towers triple)
• 8 guns 100/47mm
(4 twin turrets)
• 8 machine guns 37/54mm
• 12 gunner from 13.2 / 76mm
torpedoes:
• 6 533mm torpedo launchers
Underwater weapons:
• 2 depth charge throwers
subsequent amendments:
Replacement 13.2 mm machine guns
with 20mm machine guns (during WWII)
removal of torpedo tubes (1945)
Crossings after the postwar changes:
• 10 guns 152/55
• 10 guns 100/47
• 12 37/54 machine guns
• 4 20/65 machine guns
• 4 20/70 machine guns
Armour vertical: 100mm + 30mm
40mm horizontal
135mm artillery
140mm turret
Aircraft
• 4 IMAM Ro.43 catapultabile
• 1 helicopter AB.47G
(Experimental)
Notes
Motto obey



The Giuseppe Garibaldi was an Italian cruiser of the Royal Navy and later the Navy was part of the class Duca degli Abruzzi, the latest evolution of the Condottieri class light cruisers, which had a perfect balance between protection, speed, seaworthiness and weapons.
The light cruisers, according to the London Naval Treaty of 1930 were the cruisers with guns from 6.1 inches (155mm) or smaller, while those with guns up to 8 inches (203mm) heavy cruisers were defined. Today, the world, two light cruisers are preserved as museum ships: the USS Little Rock American Cleveland Class and HMS Belfast Town class, anchored respectively in Buffalo and London. Another British unit, almost a century, the cruiser HMS Caroline class C reserve of the Royal Navy was anchored in Belfast, where it acts as a floating platform addestrativa and 2011 should be deleted and towed to Portsmouth, for a museum ship . Last cruiser still in active service is the Peruvian Almirante Grau, a former unit Dutch De Zeven Provinciën class, which still holds the role of flagship Peruvian, and after having had several upgrades, the end of 2011 should be laid up after having served for well over half a century in two navies.
Index
[Hide]
• 1 Construction
• 2 Drive
• 3 Armament
• Activity 4 war
or 4.1 in 1940
or 4.2 in 1941
or 4.3 in 1942
or 4.4 from 1943 to 1945
• 5 Postwar
• 6 missile cruiser
or 6.1 Reconstruction
or 6.2 The question of the Polaris missile
Rig 6.3 or later transformation work
 6.3.1 Terrier
 6.3.2 Artillery
Flagship of the fleet, or 6.4
• 7 Name
• 8 Notes
• 9 Bibliography
• 10 External links

Construction [edit]
Its construction took place in San Marco shipyard in Trieste and began Dec. 28, 1933. The launch took place April 21, 1936 and delivery to the Navy on 1 December 1937.
The battle flag was delivered June 13, 1938 from Palermo and the National Federation of Volunteer Garibaldi.
Particular care was put into the study of armor. The protection consisted of three vertical partitions, the first of which is 30 mm nickel steel, the second 100 mm hardened steel, which rested on a cushion of wood with damping function and a third bulkhead 12 mm shield can function . The protection consisted of a horizontal bulkhead thickness 40 mm in the bridge battery and a variable thickness between 20 and 90 mm in the deck, while curves armor thickness of 100 mm protected the wells of the main towers. The superstructure appeared close the two funnels and two catapults, one on each side, which allowed it to carry up to four maritime reconnaissance seaplanes float two-seater biplanes IMAM Ro.43 central capable of reaching about 300 km / h with approximately 1 000 km autonomy [1] which had its wings folded back to allow for admission on ships.

The launch of the intersection Garibaldi
The board idroricognitore IMAM Ro.43
with the name of the ship visible on the plane
Propulsion [edit]
The propulsion was steam turbines, two steam type Belluzzo / Parsons powered by 6 steam boilers water tube type Yarrow / Navy. In these boilers, oil fired, water flowed through tubes heated externally by flue gas. This configuration exploiting the heat from the burners to the walls of the boiler and the exhaust gas. In the twentieth century, this type of boiler became the standard for all boilers larger, thanks to the use of special steel can withstand high temperatures and development of modern welding techniques. The engine gave a maximum power of 100 000 hp and allowed the ship to reach the maximum speed of 35 knots, with a range that at an average speed of 13 knots was 4,125 miles, while the speed of 31 knots was 1 900 miles.
Armament [edit]
The main armament [2] consisted of guns 152/55 A-1932 single cradle and loaded semi-automatic [3] installed in four towers, one twin and a lace bow and superstructure of lace and a turret a twin abaft the second funnel, for a total of ten guns.

Inside a tower of lace from 152/55 Garibaldi
The guns of 152/55 Garibaldi
The main armament consisted of eight anti-aircraft guns 100/47mm OTO [4] complexes in four shields, useful in anti-ship duties, but with increasing speed of aircraft and the new forms of attack showed peaks inadequate air defense and showed some use only in the barrage, so that remedy these defects was prepared complex single model 90/50mm A-1938 [5] stabilized mount which are used on Littorio and Duilio but not on Cavour.
The secondary anti-aircraft armament consisted of 12 guns from Hotchiss 13.2 / 76mm [6] 37/54mm Breda heavy machine guns and 8 [7] mounted in 4 binary systems which are particularly useful against torpedo planes and in general against the targets at low altitude.
During the war the guns were replaced with 13.2 mm machine guns 20/65mm [eight], which proved excellent weapons, easy use and maintenance, which has a large variety of ammunition (tracers, tracer-explosive, ultra-sensitive disruptive) and were used on virtually all ships in the Navy.
The torpedo armament was 6 torpedo tubes in 2 triple complex, which in 1945 were removed and were placed on deck about half way between the two funnels. Completed anti-submarine weaponry 2 depth charge throwers.
Activities war [edit]
The first military operation which was in April 1939 the unit participated in the occupation of Albania. Occasion, the Navy deployed off the coast of Albania a squadron under Admiral Arturo Riccardi, consisting of the addition by Garibaldi, the light cruisers Abruzzi and Bande Nere, the two Cavour, four heavy cruisers Zara, 13 destroyers, 14 torpedo boats and several ferries which were employed in total about 11,300 men, 130 tanks and various materials. [9] Despite the massive deployment of forces, the action of the Italian ships, against the timid reaction to attempts by Albanian, was limited only to shoot some prejudice in Durres and Saranda. Italian forces encountered very little resistance and soon the entire Albanian territory was under Italian control, to King Zog into exile.
Garibaldi then found widespread use during the Second World War, framed in the Cruiser Division VIII within the team base at Taranto.
1940 [modified]
On July 9, 1940 took part in the battle of Punta Stilo, [10] during which struck the cruiser HMS Neptune, Royal Navy, damage the catapult aboard the reconnaissance Swordfish British unit. Commanded Cruiser Division VIII was the Rear Admiral Antonio Legnani taught with the twin Duca degli Abruzzi, while the unit was part of British Leander-class and was placed in the Cruiser Division VII in the forces commanded by 'Admiral John Towey. At 15:20 the Division VIII light cruisers opened fire on the enemy by the considerable distance of 20,000 meters with 152 mm artillery, followed at 15:26 by ships commanded by the Fourth Division of Moriondo Marenco and formed by the cruisers Alberico da Barbian and Albert Giussano. At 15:31 the contact ceased for action by the warships. [11]


Two views of Garibaldi
Garibaldi between August 29 and September 5, 1940 took part in actions against Operation English Hats [12] with much of the unity of the team along with other units left from Messina and Brindisi. The action saw the first use of the two newest class battleships Littorio, Vittorio Veneto and Littorio. The Italian fleet could count occasion four battleships, 10 cruisers, 31 destroyers, but the enemy was not even tracked down because of a violent storm that forced him to return the Italian ships, the destroyers could not stand the sea.
The following 29 September Garibaldi participated in the attack on the British convoy to Malta 5 MB. British forces were attacked by Italian torpedo bombers, but again the attack of surface naval forces did not materialize and the British led to the mission as the unit of the Royal Navy failed to make contact.
Garibaldi was also present, moored in the Mar Piccolo of Taranto in the night 11-November 12, 1940, from which he emerged unscathed and during which were badly damaged battleships Cavour, Littorio and Duilio. in the same evening of 11 November, around 18, some British cruisers and destroyers detached from the main fleet was heading toward the Gulf of Taranto for the operation of Judgement and headed toward the Strait of Otranto to intercept traffic to the 'Albania. English squadron was formed by light cruisers Orion, Ajax, Sydney Escort Tribal Class destroyers Nubian and Mohawk. The British ships, after crossing the canal and entering in the Adriatic, intercepted a convoy to Vlora, consisting of the steamers Antonio Locatelli Premuda, Cape Vado and Catalani, escorted by Fabrizi old torpedo boat, under the command of Lieutenant John Barbini, Rambo III and auxiliary from crossing the command of Commander Captain Francesco De Angelis. The British having located the Italian convoy sank all the ships in spite of the heroic defense of the torpedo boat tender Fabrizi, severely damaged, while the cruiser Rambo III, after an initial exchange of artillery, vanished, leaving the ships to their fate, succeeded to break the contact saved in the port of Brindisi. [13th] in the clash 36 Italian sailors killed and 42 wounded came. Lieutenant Frank Barbini, although wounded managed to restore its unity in the port for his heroism earned the gold medal for military valor. [14] sent by the Royal Air Force aircraft failed to locate the enemy fleet and the few CANNOT sent reconnaissance mission were wiped out by enemy forces. The Navy sent motor torpedo boats from Vlora, cruisers Atttendolo and Eugene of Savoy with the destroyers of Division VII of XV Squadron from Brindisi, and the Duke of Abruzzi cruisers and destroyers of Garibaldi VII and VIII Squadron from Taranto, but the vessels Italian failed to make contact. On the day of 12 November 140 sailors were rescued by torpedo boats and Solferino Curtatone.
1941 [modified]
In 1941, under the command of Captain Stanislaus Caraciotti took part in the Battle of Cape Matapan. [15] [16] [17] during which the Italian forces commanded by Admiral Angelo Iachino lost three heavy cruisers and two destroyers Zara class Class Poets. Units lost were part of the Cruiser Division commanded by Cattaneo and were the cruisers and destroyers Zadar Rijeka and Pula Alfieri and Carducci of IX Squadron, which formed its basis.
Garibaldi took part in the battle with the twin "Duca degli Abruzzi" escorted by two destroyers XVI Squadron, Da Recco and Pessagno Class Navigation. Participation, however, was only nominal, as in the early phases of the "Pessagno" complained to a boiler failure of very limited speed. This failure forced all Cruiser Division VIII to leave the theater of operations by route of return.
The following May 8 participated in actions against Operation Tiger English, with the British, with a convoy from Gibraltar to Alexandria, he proposed to supply tanks, aircraft and fuel their army of the Nile based in Alexandria. The British naval avoid confrontation with the Italian fleet that went out to catch the train but could not make contact and so were able to bring to a successful mission to supply its troops in Egypt.
On 28 July, the "Garibaldi" survived two torpedoes launched by the British submarine Upholder [18] from which he was struck off the coast of Sicily near the island of Marettimo. The injuries sustained were not serious, although the 700 tons of water loaded. Garibaldi managed to reach Palermo and then be moved to Naples for repairs which required four months of work and the subsequent November 20 was found to participate in an escort mission. [19] had sailed from Naples, conducted in Benghazi, two convoys composed of a total of five ships and a tanker, with the guidance of Division III and VIII and 12 destroyers, while other two destroyers and two torpedo boats formed the basis direct. On 21 November, a British reconnaissance plane spotted the Italian band went on to direct some of its submarines and the submarine with a torpedo struck the Utmost Trieste, which severely damaged the day after he managed to reach Messina as well as the "Duca degli Abruzzi", which was been fired and had not suffered serious damage from a torpedo attack at night English. The convoy is made to return to Taranto.
Then on 1 December, the "Garibaldi" during an escort mission because of serious damage to machinery had to be towed to Taranto, while the Force K sank the ship Adriatic, the tanker Mantovani and the destroyer da Mosto that was part of the Commons .
1942 [modified]
In 1942, January 3 to 5 participated in Operation M43 which had the objective to simultaneously achieve three convoys to Libya, under the direct and indirect protection of most of the naval forces, in what was the last operational mission of Julius Caesar. In the same year earlier in March participated together all'Eugenio of Savoy Operation V5 security convoys to Tripoli and then took part in the battle of mid-June [20] The unit of Cruiser Division VIII, composed for the occasion by Garibaldi and the Duke of Aosta, ship flagship of de Courten, had left from Taranto with the First Team commanded by Angelo Iachino to take part in Operation Vigorous. On board the Garibaldi and Littorio were groups and intercept enemy aboard the heavy Gorizia German staff was present to maintain radio contact with the Luftwaffe. To precede the formation was the Italian destroyer Legionnaire, which was equipped with a radar model Fu.Mo 21/39 De.Te. German construction [21].
Following the August 2 the "Garibaldi", with "Duca degli Abruzzi", the "Duke of Aosta" and destroyers Alpine Bersagliere, armor and machine guns were stationed in Navarino in Greece for the protection of traffic in the Eastern Mediterranean from any attacks by surface vessels that could benefit from the British port of Haifa.
1943 - 1945 [edit]
After returning to Italy, January 31, 1943 in Messina was struck by flying bomb which caused the victims on board, and in August following Admiral Fioravanzo the previous March 14 had taken command of the Eighth Naval Division had task of bombing in Palermo, a few days in the hands of allied troops.


Garibaldi at sea war in August 1943
The mission began on the evening of August 6, 1943 when the admiral, with the division formed by the "Garibaldi" and the Duke of Aosta, left Genoa for La Maddalena. The next evening the Division left La Maddalena goal Allied ships at anchor before Palermo. The "Garibaldi", however, had difficulties with the machinery that could not develop more than 28 knots, and also none of the two cruisers had available radar. After the sighting, by the aerial reconnaissance of unknown vessels en route to the division, Fioravanzo, believing that would clash with an opposing naval force in conditions of inferiority for not running the risk of losing two cruisers, but especially the lives of 1,500 men of the crews, unable to cause significant damage to the opponent, gave up the completion of the mission returning to La Spezia to 18:52 on 8 August. 17:00, 9 August, two cruisers left La Spezia to Genoa, escorted by destroyers Gunner, Policeman and Gioberti, whose command was on his first sea trip in time of war, Captain Commander Charles Zamparo and during that navigation would be the last Royal Navy destroyer to be sunk in the conflict. Training, and proceeded to navigate with the gunner in the lead, the two cruisers in line ahead and carbines and Gioberti, respectively, left and straight to the crossroads, south of Punta Masco, between Monterosso and Levanto, suffered from a lurking submarine English Simoon that launched six torpedoes at the Italian units, two of which struck the stern Gioberti that broke in two, sank quickly. [22]
The policeman responded by launching depth charges which damaged the stern of the boat launch tubes English, then continued training to Genoa, where he arrived in the evening. Many of the survivors of Gioberti were rescued by a squadron of MAS and other emergency vehicles leaving from La Spezia just received the news of the loss of the unit.
Armistice on 8 September, the ship was in Genoa, from where she left with the Duke of Aosta and Duke of Abruzzi and Libra join the torpedo boat from La Spezia naval group led by Admiral Bergamini, then surrender to allies in Malta together with other Italian naval units from Taranto. The group, after meeting with drive from La Spezia to achieve uniformity in the characteristics of the cruisers, the Duke of Aosta VIII passed by the Seventh Division, Regulus formed by Attilio, Montecuccoli and Eugene of Savoy, ship of teaching ' Admiral Oliva, replacing the Regulus Attilio that became part of Division VIII. During the transfer, Rome battleship, flagship of Admiral Bergamini, tragically sank on the afternoon of September 9 Asinara off centered by a Fritz X bomb dropped from a Dornier 217 of the German Luftwaffe. To take command of the fleet in Malta directly after the sinking of Rome, was Admiral Oliva, who carried one of the armistice terms, to raise the black brush of mourning on the yards and records designed blacks on the deck, [ 23] while Admiral Bergamini, who warned by telephone from De Courten imminent armistice, and related terms for the fleet, had gone on a rampage [24] and then formally accept reluctantly orders, had left the But raising the mooring full dressing and thus fulfilling the clause.
During the conflict the "Garibaldi" took part in 15 missions, a total of 14,047 miles.
During the co-belligerency was deployed in the Mediterranean and central Atlantic, where he took part, along with "Duca degli Abruzzi" and "Duca d'Aosta, in activities of patrolling against German raiders.
Postwar [edit]


landing of an AB 47G in the Gulf of Gaeta
Along with twin Duca degli Abruzzi, to Cadorna and Montecuccoli formed the framework of the Italian Navy cruisers granted by the terms of the peace treaty with the Cadorna made almost immediately disarmed and transformed into Montecuculi training vessel for students of 'Naval Academy.


Landing of a gun during the reconstruction 152/55
Garibaldi was undergoing modernization works during which minor changes were made to the superstructure and installed a radar dish to place which was also turned down the tree. Were also added 2 other guns 100/47mm in 1947 and the secondary armament after the work was configured as follows: 10 guns 12 guns from 37/54mm 100/47mm 4 machine guns and four machine guns 20/65mm 20/70mm Oerlikon . [25] was also erected on board the helicopter platform on which a helicopter AB 47G summer of 1953 conducted a series of tests of landing and takeoff. [26] After successful testing led the Navy to adopt multi-purpose naval units equipped with anti-submarine helicopters and associated equipment with which the flight deck and hangar of fixed or telescopic.
The need for this type of unit with anti-submarine helicopters that extend the range, also stemmed from the perception of the threat more concrete represented by the Soviet underwater fleet, whose vessels had begun in those years to make their appearance in the Mediterranean operating from the base of Vlora Albanian.
Was thus initiated the development of a new class of naval units, of which Italy ahead of its time. From shortly after it gave birth to the class frigates Bergamini, the first units helicopter carrier in the world and Doria class cruisers, whose accommodation helicopter became a de facto standard for all subsequent developments.
Garibaldi was placed in reserve in 1953 and in 1954 had started the demolition. Later in 1957 the drive was initiated under reconstruction / transformation as missile cruiser. During this period the Cadorna already gone and the disarmament that was active mainly Montecuccoli training, the Duke of Abruzzi was the only cruiser to carry out team, also coming to serve as the flagship of the fleet.

Condottieri class light cruisers type Duca degli Abruzzi

Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi, Giuseppe Garibaldi •
Navy • Navy


________________________________________
Missile cruiser [edit]
Giuseppe Garibaldi

Missile cruiser G. Garibaldi
Overview

Type missile cruiser










Military Arsenal shipyard in La Spezia

Serial 551



Setting Reconstruction started in 1957



Completion 1961

Decommissioned 1962

Owner Navy

Radiation November 16, 1976

Final fate demolished
General features
Displacement
Normal: 9195 t
Full load: 11,350 t




Overall length of 187 m
171.8 m perpendicular

Width 18.9 m




Draught 6.7 m







Propulsion steam
• 6 Yarrow boilers
• 2 turboriduttori Parsons
• 2 propellers
• 4-Brown Boveri turbine generators Tosi
• 2 diesel-alternators Fiat-Brown Boveri
Power: 100,000 hp

Speed 30 knots

Range 4500 miles at 20 knots







Crew 665



Equipment
Radar sensors on board:
• a naval surveillance radar AN/SPS-6
• a navigation radar / surveillance area MM/SPQ-2
• 5-way of shooting, including 4 associated with 76/62mm guns and a cannon to 135/45mm
• a three-dimensional air surveillance radar AN/SPS-39 Frescan
• 1 air search radar away Argos 5000
• 2 illumination and guidance radar AN/SPG-55, subservient to the system Terrier




Artillery Armament:
• 4 guns 135/45mm
in 2 binary systems
• 8 individual guns from 76/62mm
Missiles:
4 • UGM-27 Polaris missile (preparation)
• 1 twin Terrier missile launchers

Armour
100 mm vertical
40 mm horizontal
135 mm artillery
tower 140 mm



Notes
Motto obey




Reconstruction [edit]
The reconstruction works were carried out at the Arsenal of La Spezia and completed in 1961 and the close of the unit reached a standard displacement of 9,802 tons and 11,350 fully loaded, with an average draft of 6.7 meters.
Reconstruction in part on the hull that retains the original size and completely the superstructure with the radical transformation of the complex structure of the dashboard and instrument panel / tower and the elimination of one of the chimneys.
The changes concern the reconstruction of the hull aft of the type that became a mirror and the closure of freeing ports to allow the installation of a ventilation / air conditioning and a system of NBC defense.


Terrier missiles with radar illumination and direction of the shot AN/SPG-55 and air search radar Argos 5000.
The transformation involves the construction of a castle about 90 meters long connected with a large aft deckhouse.
The propulsion system was essentially the original one, with six water tube boilers of the Yarrow type and the two groups turboriduttori type Parsons, remained unchanged as the layout of machinery spaces, being abolished was one of the two chimneys was necessary to change both the route of the pipeline from boilers, and other auxiliary systems and was also the only stretch necessirio funnel was to prevent exhaust gases interfere with the new electronic equipment that was equipped du unity.
To meet the increasing needs of energy derived from the adoption of new mechanical and electronic, was to install from scratch four Tosi-Brown Boveri turbine generators and two diesel-alternators Fiat-Brown Boveri.
The electronic key place mainly found in two large pylons quadripodi. The first of the two pylons at the top of the bridge-tower complex houses the three-dimensional air surveillance radar AN/SPS-39 Frescan, taken first over all the NATO missile units, the naval surveillance radar and AN/SPS-6 radar navigation / surveillance MM/SPQ-2 surface, while the second tower, located aft of the funnel, was placed the radar aerial Argos 5000 discovery of domestic manufacture that under favorable conditions allowed to identify targets up to a distance of 500 miles. The top of the deckhouse radar illumination and guidance Sperry-RCA AN/SPG-55 subservient to the launch pad twin Terrier Mk 9 Mod.1 system, electronic equipment unit and completed the shooting of five radar guns, to where the enslaved to 135/45 cannons on the top of the dashboard, and those subservient to 76/62 guns in two pairs on the sides of the bridge tower.
The question of Polaris missiles [edit]
The bulk of the hull work on the end of the deckhouse, where wells had been set up to launch four U.S. Polaris ballistic missiles with nuclear warheads, which were intended to provide the Italian Navy a strategic deterrence capability.
The structures need to withstand both the adjustments due to mechanical shock than to heat. Indeed, while the Polaris submarines installed in the launch "cold" that is expelling the missile from the silo by a jet of compressed air before turning on the engine of the first stage, the "Garibaldi" missiles have been launched "to hot ", ie using an explosive charge, so we need a space in which to vent the effects of the explosion. Wells launch about 8 feet long, had a diameter of 2 meters and the doors that were opened by turning the axis of symmetry of the vessel.


The arrangement for the Polaris missile
The design of accommodation of four wells launch of Polaris in an area previously occupied by warehouses and creeks of various target was treated by the then Captain Glycerius Azzoni and concerned both the structural arrangements for the launch, is the location of all plants and equipment necessary for the use of missiles, such as navigation equipment and all the computing unit. These accommodations are located in premises adjacent to those wells, which had about 8 feet and most were included under the waterline in an area bounded by watertight bulkheads, a total of about 14 meters long and equipped with a degree of lateral protection. The implementation of such arrangements took about six months.
From October 1961 were made the tests of the wells which followed between December 1961 and January 1962 launch of simulacra inert continue until August 1962 with launches test of simulacra self-propelled, which is a dead ship sailing. Part of the test was carried out during 1962 in the United States during the first post-reconstruction of the cruise ship.
The successful test had pushed the U.S. to design to NATO MLF (multy lateral force), a naval force made up of 25 merchant from 18,000 tons with a speed of 20 knots and a range of more than 100 days to change carry 200 Polaris missiles. This program was not developed since then overtaken by SSBN, nuclear ballistic submarines that were entering service in those years. The first submerged launch of a Polaris submarine was in fact made by George Washington [27] July 20, 1960. At that time, however, the use of submarines to launch these missiles were gathering doubts, while the "Garibaldi" with its structures represented the technical solution of the problem and novel solutions for the Garibaldi wells Polaris missile launch aroused great curiosity by the U.S. Navy, concerned to resume the idea.
Although the evidence had been given all successful, were not missiles but never from the United States because of political reasons it blocked the proposed acquisition, and wells were eventually used differently. It happened that after the Cuban missile crisis of October 1962 the U.S. President Kennedy, Soviet Premier Khrushchev granted the withdrawal of Polaris and Jupiter missiles from Italy and Turkey in exchange for the withdrawal of Soviet missiles from Cuba
Italy then decided instead to develop its nuclear program and ballistic missile Italian project called Alpha [28] was developed by the Navy since 1971 with some launches carried out successfully in the first half of the seventies by the polygon of Salto Quirra. The program ended May 2, 1975 when U.S. pressure on Italy joined the nuclear Non-Proliferation Treaty.
Crossings after the conversion work [edit]
Radically changed the rigging, that the installation in the deckhouse, the Terrier missile system made of Garibaldi's first missile cruiser to be entered into service in a European navy. All the equipment was landed earlier, replaced with weapons of different caliber.
Missile launch

Launch of inert simulacrum of Polaris missile

Launch a missile Terrier
Terrier [edit]
Terrier missiles at that time, the best there was in the category of anti-aircraft missiles for naval platforms. Designed as an air defense missile ships of medium to large displacement, the Terriers came from Talos surface to air missiles, but had then evolved independently. The Terriers had an aerodynamic ideal structure for a missile fins are relatively small and had narrow opening to maximize the range and speed by reducing drag. The ramp was a kind of type Mk 10 stabilized against movements of the sea, but also other types such as Mk 20 Aster adopted the Vittorio Veneto and Belknap Americans. Italy was the only nation to which these missiles were exported. Had a booster for the propulsion of acceleration, and 4 large stabilizing fins, and a rocket propellant also solid at the back of the missile. The warhead, weighing approximately 100 kg, was fragmented and arranged more or less half of the missile.
Artillery [edit]
The armament artiglieresco the new configuration consisted of four guns 135/45mm [29] [30] in 2 twin turrets and 8 guns from Oto Melara 76/62mm type MMI, [31] in individual plants, four on each side.


76mm gauges and radar for shooting
The main gauges that were the same during the final part of the Second World War had been placed on the unity of the class captains and Roman Duilio rebuilt, while the newly designed gun 76/62, would find place in the sixties main unit of the team, as Bergamini class frigate class and Alpine, the Doria and Vittorio Veneto and was replaced by the next decade 76/62 Compact with the entry into service of the Bold.
The towers of the main gauges were placed in the superstructure bow going to replace the two turrets above 152/55, 76/62 and guns were placed, four on each side, on both sides of the chimney-tower complex.
The 135/45mm gun, which can be considered the best Italian naval cannon in World War II had an elevation of 45 °, a range of 19.6 miles and a rate of fire of six shots per minute and was able to perform very precise shots, but was still without a satisfactory anti-aircraft capacity, if not the barrier.
The gun type 76/62 MMI "Broader Approach", was dual weapon, the barrel with water-cooled electric and hydraulic operation system with emergency manual. The range, which with HE projectile weighing 6.296 kg reached 18.4 km at a 45 ° elevation, the elevation of up to 85 ° down to 4 km, while the speed of tilt was 70 ° / s to elevation of 40 ° / s and the tower housed a crew member. This gun was the evolution of the SMP model 3 that had been embarked on corvettes Alcyone. A twin version of the SMP model with three overlapping reeds, was embarked on in the fifties Centaur class frigates, but that version has not delivered the desired results and has not embarked on any other unit in the Navy.
Admiral [edit]
Garibaldi served for ten years in its new configuration as a unit command headquarters of the Italian Fleet, participating in various training activities and representation in the Mediterranean and overseas. Garibaldi, which was assigned the number 551, went to serve as the flagship of the Navy noting in this role, the twin Duca degli Abruzzi. The role of flagship of the fleet would be covered, twenty-four years later, with the same name and the same number, the light carrier / cruiser aircraft carrier Giuseppe Garibaldi.
images after the return to service

Garibaldi in transit through the navigable channel of Taranto
Remembrance of the battle flag of surrender signed the master
The Garibaldi and Doria and Duilio

Garibaldi at anchor in Venice
The battle flag was delivered June 10, 1964 in Naples, donated by the group ANMI of Rome, who, with un'autocolonna of nearly one thousand members, he went to Naples to deliver the banner to the master [32].
Garibaldi was assigned to 2nd Marine Group of the II nd Division Offshore Marine stationed at the base of Taranto.


The "Garibaldi" now struck in 1979 at an advanced stage of decommissioning
In February 1970, it was aboard the Garibaldi at a news conference [33] the then Commander in Chief of the Italian Navy, Admiral Gino Birindelli denounced the crisis besetting the Navy and the state of deep malaise and moral material which was the staff who work here. Declarations of Birindelli triggered reactions and positions on all levels and led to the first publication of a document known as the "White Book of the Navy [34] in a few years the Naval Act of 1975 which was a precondition for a substantial modernization [35] the fleet of the Navy.
Garibaldi was retired from service in 1971, ceding the role of flagship of the fleet crossing the helicopter carrier Vittorio Veneto. [36] laid up in 1972 was officially expelled [37] November 16, 1976 and later demolished after being partially dismantled since being laid up.
Its reconstruction, whereas after the modernization remained in service for only a decade and in light of the failure to use Polaris proved useless and expensive and the resources that were used for its modernization could be used for the construction of another more modern units. For its quick service after being restored, its demolition is insane and would be more appropriate to use as a museum ship. This was a unit with a great history, as well as having participated in the Second World War was the first European missile cruiser, the first unit area in the world to be ready to launch ballistic missiles and the first major unit of the Italian war. Such reasoning should be done also for the almost twin "Montecuccoli" that the war was the first Italian unit to carry out the circumnavigation of the globe.
The two flags of combat that the unit received is stored in two caskets in the Victorian Shrine of Flags.
Name [edit]
The ship was named after the leader and patriot Giuseppe Garibaldi, who was one of the greatest protagonists of the Risorgimento and that its businesses in Europe and South America was called "Hero of Two Worlds." Previously two other ships the Navy had carried the name "Giuseppe Garibaldi". The earlier ships were:
• Giuseppe Garibaldi - The frigate rank propeller that came from the Navy of the Kingdom of the Two Sicilies. Built in the Royal Naval Shipyard of Castellammare di Stabia, where it was launched in 1860 under the name of Bourbon, after being incorporated into the Royal Navy in 1861, was classified corvette in 1878 and converted in 1893 into a hospital ship. After being renamed Saati to free up the name for a new armored cruiser in the project, was decommissioned in 1894 and demolished in 1899.
• Giuseppe Garibaldi - Garibaldi class armored cruiser built in Ansaldo Sestri Ponente shipyard. Launched June 28, 1899, entered service in 1901 received the flag of fighting in Genoa February 23, 1902, along with a banner on which was illuminated the "Sailor's Prayer" composed by the poet Fogazzaro which was recited for the first time drive at anchor in the bay of Gaeta. [38] During the First World War was sunk 18 July 1915 by Austrian submarine U.4, while engaged in the bombing of the railway Ragusa (Dubrovnik)-Kotor. Previously, he participated in the Italo-Turkish raising the flagship of Thaon Revel, working effectively waters of Libya, the Aegean and the East, forcing the Dardanelles and the blocking of February 24, 1912 sinking off the coast of Beirut The Turkish gunboat Avnillah in joint action with the twin Francesco Ferruccio.
Currently bear the name of Giuseppe Garibaldi in the Navy cruiser is a port of Monfalcone aircraft built and in service since 1985, as his predecessor, he serves as the flagship of the fleet.
Notes [edit]
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2. ^ Guns & Ammunition. Retrieved on 03/02/2008.
3. ^ Italian 152 mm/55 (6) Models 1934 and 1936. Retrieved on February 19, 2008.
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10th. ^ The Battle of Calabria. Retrieved on 15/12/2007.
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13. ^ John Rocca, op. cit., pp. 48-49
14. ^ The grounds of the Gold Medal for Military Valour to the commander of the torpedo boat Fabrizi
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21. ^ The battle of mid-June. Retrieved on 17/03/2008.
22. ^ E. Bagnasco M. Brescia - class destroyer "Arrow / Thunderbolt," "Mistral" and "Oriana" - cit pp. 126/127
23. ^ John Rocca - Guns and admirals, op. cit., p.. 309
24. ^ John Rocca - Guns and admirals, op. cit., p.. 305
25. ^ British 20 mm/70 (0.79 ") Mark II
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33rd. ^ The Crisis of Navy 70s. Retrieved on 16/01/2008.
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35. ^ The application of Naval Law. Retrieved on 16/01/2008.
The 36th. ^ The role of flagship of the Italian Navy, the Vittorio Veneto replaced the missile cruiser Giuseppe Garibaldi, disarmed in 1971, to yield then, in 1985, the role of flagship of the fleet aircraft carrier Giuseppe Garibaldi intersection. It is noticeable that the two flagship units were united not only by the same name, also from the same serial number, 551st
37. ^ Database of units of the Royal Navy of World War II
38. ^ The Royal armored cruiser Giuseppe Garibaldi. " Retrieved on 26/01/2008.
Bibliography [edit]
• Henry. Petacco, The Mediterranean naval battles in World War II'', Milan, A. Mondadori, 1995. ISBN 88-04-39820-5
• Michael J. Whitley, Cruisers of World War Two, London, Arms and Armour Press, 1995. ISBN 1-86019-874-0
• Robert Gardiner, Stephen Chumbley, by Naval Institute Press (eds) All the World's Fighting Ships 1947-1995, London, Conway's Maritime Press Ltd., 1996. ISBN 1-55750-132-7
• Gianni Rocca rifle admirals. The tragedy of the Italian navy in WWII, Milan, A. Mondadori, 1987. ISBN 978-88-04-43392-7
• James Joseph Colledge, Ben Warlow, Ships of the Royal Navy: the complete record of all fighting ships of the Royal Navy, London, Chatham, 2006. ISBN 978-1-86176-281-8
• Gino Galuppini, Guide to the ships of Italy from 1861 to today, Milan, A. Mondadori, 1982.
• Joseph Fioravanzo, The organization of the Navy during the conflict. Volume II. Organic evolution from 06/10/1940 to 08/09/1943, Rome, Office of Navy Town, 1975.
• Joseph Fioravanzo, The Italian Navy in World War II. Vol IV: The War in the Mediterranean - The naval actions: from June 10, 1940 March 31, 1941, Rome, Office of Navy Town, 1959.
• Joseph Fioravanzo, The Italian Navy in World War II. Vol V: The War in the Mediterranean - The naval actions: 1 April 1941 to 8 September 1943, Rome, Office of Navy Town, 1960.
• Aldo coconut Philip De Palma, the Italian Navy in World War II. Vol VI: The War in the Mediterranean - Defending Traffic coll'Africa North: From 10 June 1940 to 30 September 1941, Rome, Office of Navy Town, 1958.
• Aldo coconut, Italian Navy in World War II. Vol VII: The War in the Mediterranean - Defending Traffic coll'Africa North: 1 October 1941-30 September 1942, Rome, Office of Navy Town, 1962.
• Joseph Fioravanzo, The Italian Navy in World War II. Vol VIII: The War in the Mediterranean - Defending Traffic coll'Africa North: from 1 October 1942 to the fall of Tunisia, Rome, Office of Navy Town, 1964.
• Luis de la Sierra, the naval war in the Mediterranean 1940-1943, Milan, Murcia, 1998. ISBN 88-425-2377-1
• Erminio Bagnasco, M. Brescia Class Destroyer "Freccia / Folgore", "Mistral" and "Oriana", Parma, Albertelli, 1997.
• (EN) by Robert Gardiner, Stephen Chumbley, Przemysław Budzbon, Conway's All the World's Fighting Ships 1947-1995, Naval Institute Press, Annapolis ISBN 101557501327
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Dear friend Terry!:
My wholehearted congratulations for your excellent work for to give to know the history of these Italian cruisers of the Second World War in English language.Your work is amazing,your contribution to the wisdom is excellent.

Dear Terry I am going to follow seeking information in Italian language about the light cruisers for to complet this information in English language.

Dear Terry !Viva Inglaterra!.One great salute from Ciudad Real (Spain),your Spanish friend:

Pedro
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  #12  
Old 26-05-2010, 18:32
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Always a pleasure Pedro.
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Old 26-05-2010, 18:38
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Terry,hello again dear friend!:
I have the history in Italian language of the Italian light cruiser "Raimondo Moontecuccoli",in the Wikipedia (English version) there is a few information,but the Italian version is different,here there is more information.

Best regardars Terry.

Pedro


Incrociatore leggero "Raimondo Montecuccoli"
Raimondo Montecuccoli (incrociatore)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Raimondo Montecuccoli


Descrizione generale


Tipo incrociatore leggero

Classe Condottieri tipo Raimondo Montecuccoli




Costruttori Ansaldo

Cantiere Cantiere navale di Genova

Matricola 552


Impostazione 1 ottobre 1931

Varo 2 agosto 1934



Entrata in servizio 30 giugno 1935



Radiazione 31 maggio 1964

Destino finale Demolio nel 1972
Caratteristiche generali
Dislocamento
8.875 t (standard)
8.895 t (a pieno carico) t




Lunghezza 182,2 m

Larghezza 16,6 m

Altezza 10 (di puntale) m

Pescaggio 6 m






Propulsione 6 caldaie, 2 turbine, 2 eliche
120.000 CV

Velocità 37 nodi (68,5 km/h)

Autonomia 4.122 mn a 18 nodi (7.634 km a 33 km/h)
1.300 t di nafta






Equipaggio 27 ufficiali
551 sottufficiali e comuni


Equipaggiamento




Armamento cannoni:
• 8 pezzi da 152/53 mm OTO modello 1929 (4 installazioni binate)
• 6 pezzi da 100/47 m OTO modello 1927 (3 installazioni binate)
• 8 mitragliere da 37/54 mm (4 installazioni binate)
• 12 mitragliere da 20/70 mm singole
siluri:
• 4 tubi lanciasiluri da 533 mm in due complessi binati brandeggiabili
• 86 mine tipo P.200
Corazzatura
orizzontale: 30 mm
verticale: 60 mm
artiglierie: 70 mm
torrione: 100 mm
Mezzi aerei 3 aerei tipo IMAM Ro.43
catapulte brandeggiabili situate a centro nave
Note
Motto Con risolutezza, con rapidità



Il Raimondo Montecuccoli fu un incrociatore leggero della Regia Marina e poi della Marina Militare, appartenente alla classe Condottieri tipo Raimondo Montecuccoli. Venne così battezzata in onore del condottiero del XVII secolo Raimondo Montecuccoli. Il motto della nave era Con risolutezza - Con Rapidità.[1]
Indice
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• 1 Costruzione
o 1.1 Apparato motore
• 2 Attività
o 2.1 Periodo pre-bellico
o 2.2 Periodo bellico
 2.2.1 Il giorno di Santa Barbara
o 2.3 Armistizio
o 2.4 Nave scuola
• 3 Note
• 4 Bibliografia
• 5 Collegamenti esterni

Costruzione [modifica]
Impostato il 10 ottobre 1931 nei cantieri Ansaldo di Genova, varato il 2 agosto 1934, dopo avere effettuato le prove in mare nella primavera del 1935, venne consegnato alla Regia Marina il 30 giugno del 1935.[2]
Apparato motore [modifica]
L'apparato motore è costituito da due parti identiche, ciascuna formata da due generatori di vapore collegate ad un gruppo turbine, alloggiate in sei locali separati (due locali per le turbine, quattro per i generatori) posti uno dietro l'altro al centro della nave.
I generatori di vapore surriscaldato a 225°C, erano caldaie a tubi d'acqua del tipo Yarrow detto Marina Militare a cinque collettori in grado di produrre 90t/h di vapore.[2]
La camera di combustione di ciascun generatore era alimentata da 12 polverizzatori, a nafta riscaldata fino a 90-100 °C.[2] I fumi dei due generatori poppieri venivano evacuati dal fumaiolo di poppa mentre quelli prodieri utilizzavano il fumaiolo di prora. I generatori di vapore erano alimentati con acqua distillata, preriscaldata a 100 °C dai vapori di scarico delle turbine ausiliarie.
Il gruppo turbine era formato da una turbina ad alta pressione ed una turbina a bassa pressione, entrambe del tipo Belluzzo ad azione diretta invertibili per la marcia indietro, collegate da una scatola ingranaggi alla linea d'asse. Il gruppo prodiero azionava l'elica di dritta con rotazione destrorsa, mentre il gruppo poppiero azionava l'elica di sinistra, sinistrorsa. Al di sotto del gruppo turbine era installato il condensatore a bassa pressione, raffreddato con acqua di mare, in grado di far funzionare le turbine in circuito chiuso. Per compensare le perdite d’acqua distillata sono installati tre evaporatori capaci di produrre 154t di acqua distillata nelle 24 ore.[2]
Attività [modifica]
Periodo pre-bellico [modifica]
Allo scoppio della guerra civile spagnola partecipò a varie missioni a protezione del traffico marittimo.


Il Montecuccoli alla fonda a Venezia
Nel 1937 venne inviato in estremo oriente, a tutela degli interessi italiani nell'area, in occasione del conflitto sino-giapponese partendo da Napoli il 30 agosto e giungendo a Shangai il 15 settembre dopo aver toccato durante la navigazione Porto Said, Aden, Colombo e Singapore e visitando Sydney, dove giunse in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario della fondazione dello stato del Nuovo Galles del Sud. Nell'occasione il Montecuccoli visitò oltre Sydney i principali porti australiani, quali Hobart, Adelaide, Brisbane e Melbourne. Rientrato a Shangai continuò ad operare in quelle acque in difesa degli interessi italiani, toccando anche numerosi porti giapponesi, rientrando in Italia nel 1939.
Periodo bellico [modifica]


Il Montecuccoli in navigazione in formazione di fila con altre unità, la prima delle quali della classe Condottieri
Durante la seconda guerra mondiale incrociò la propria attività con quella del gemello Muzio Attendolo e degli incrociatori Duca d'Aosta prendendo parte alle battaglie di Punta Stilo del 9 luglio 1940. Insieme al Eugenio di Savoia e cinque cacciatorpediniere sparò contro postazioni greche alla isola di Corfù, il 18 dicembre 1940. Fece parte della scorta del convoglio M.42 che culminò nella prima battaglia della Sirte del 17 dicembre 1941. Prese parte alla battaglia di mezzo giugno (12 - 16 giugno 1942), dove riuscì a mettere fuori combattimento il cacciatorpediniere HMS Bedouin, affondato in seguito da un aerosilurante S.M.79, ed incendiare la grossa petroliera Kentucky, che si era fermata dopo essere colpita da aerei tedeschi. Due mesi dopo, fu partecipe della Battaglia di mezzo agosto svolta tra il 10 e il 15 agosto 1942.
Il giorno di Santa Barbara [modifica]
Mentre si trovava a Napoli il 4 dicembre 1942, giorno di Santa Barbara, vi fu un bombardamento da parte dei B-24 americani partiti dall'Egitto che arrivarono indisturbati sulla città in quanto scambiati per una formazione di Ju 52 tedeschi, sganciando le loro bombe da oltre 6 000 metri di altitudine, che colpirono il Montecuccoli, l' Eugenio di Savoia, che ebbe 17 morti e 46 feriti e danni alla parte posteriore dello scafo riparabili in 40 giorni ed il gemello Muzio Attendolo, che colpito al centro da una o due bombe venne danneggiato sotto la linea di galleggiamento inclinandosi per finire semiaffondato. Per il Muzio Attendolo la stima delle operazioni di recupero e dei lavori di riparazione era da dieci mesi ad un anno, ma lo scafo venne recuperato e demolito al termine del conflitto.
Il Montecuccoli venne colpito da una bomba a centro nave proprio dentro un fumaiolo che venne disintegrato lasciando al suo posto un cratere, ma la protezione della corazzatura riuscì a salvare la nave che oltre ad avere avuto 44 morti e 36 feriti ed ebbe bisogno di ben sette mesi di lavori.
Armistizio [modifica]
Dall'inizio del conflitto all'armistizio, il Montecuccoli effettuò 32 missioni di guerra percorrendo 31.590 miglia.
All'armistizio dell'8 settembre la nave si trovava a La Spezia, da dove, insieme alle altre due unità che in quel momento costituivano la VII Divisione, l'Eugenio di Savoia e l'Attilio Regolo, alle corazzate Roma, Vittorio Veneto e Italia della IX Divisione, i cacciatorpediniere Mitragliere, Fuciliere, Carabiniere e Velite della XII Squadriglia, i cacciatorpediniere Legionario, Oriani, Artigliere e Grecale della XIV Squadriglia ed una Squadriglia di torpediniere formata da Pegaso, Orsa, Orione, Ardimentoso e Impetuoso, salpò per congiungersi con il gruppo navale proveniente da Genova, formato dalle unità della VIII Divisione, costituita da Garibaldi, Duca degli Abruzzi e Duca d'Aosta e dalla torpediniera Libra, per poi consegnarsi agli alleati a Malta assieme alle altre unità navali italiane provenienti da Taranto. Il gruppo, dopo essersi riunito con le unità provenienti da Genova, per ottenere una omogeneità nelle caratteristiche degli incrociatori, il Duca d’Aosta passò dalla VIII alla VII Divisione, sostituendo l’Attilio Regolo che entrò a far parte della VIII Divisione. Durante il trasferimento, la corazzata Roma, nave ammiraglia dell'Ammiraglio Bergamini, affondò tragicamente nel pomeriggio del 9 settembre al largo dell'Asinara centrata da una bomba Fritz X sganciata da un Dornier Do 217 della tedesca Luftwaffe.
Durante la cobelligeranza ed al termine del conflitto, partecipò a numerose missioni di trasporto veloce e di rimpatrio di prigionieri.
Nave scuola [modifica]
Il Montecuccoli fu uno dei quattro incrociatori lasciati alla Marina italiana in seguito al Trattato di Pace insieme al Luigi Cadorna al Duca degli Abruzzi e al Garibaldi, tutte unità queste della classe Condottieri come il Montecuccoli.


Il Montecuccoli nel dopoguerra impiegato come nave scuola per l'Accademia Navale
Entrato a far parte della Marina Militare Italiana il Montecuccoli riprese l'attività di squadra a partire dal 1947 fino al 1949 quando venne destinato a svolgere il compito di nave scuola per gli allievi dell'Accademia Navale di Livorno, effettuando sin dall'estate del 1949 le campagne di istruzione estiva, sia nel Mediterraneo che oltre, toccando nel 1951 Santa Cruz de Tenerife e nel 1952 Londra.
Successivamente venne sottoposto alla Spezia a grandi lavori di trasformazione e riammodernamento che, dal giugno 1954, lo resero più idoneo al compito di nave-scuola e con l'ingresso dell'Italia nella NATO venne contraddistinto dalla matricola 552.
Le modifiche portarono all'eliminazione di due generatori di vapore, della torretta n°2 e relativo deposito munizioni, del complesso 100/47 centrale e delle 8 mitragliatrici da 20/70. Vennero installati i radar di scoperta di superficie, di scoperta aerea, di tiro e una nuova centrale di tiro. I serbatoi di nafta furono aumentati di 300m3 con il conseguente aumento di 615 miglia di autonomia.
Alternando l'attività di squadra alle campagne di istruzione, raggiunse porti come Copenaghen nel 1955, Montreal, Boston e Filadelfia nel 1958, Helsinki nel 1961. Tra le campagne di istruzione, la circumnavigazione del mondo, effettuata dall'1 settembre 1956 all'1 marzo 1957 che, inizialmente non prevista, fu resa necessaria nel ritorno dall'Australia, dove aveva svolto un ruolo di rappresentanza in concomitanza alle olimpiadi di Melbourne, a causa della crisi del Canale di Suez.
Il Montecuccoli, al comando dell'allora capitano di vascello Gino Birindelli, in quella circostanza toccò 34 porti di quattro continenti, percorrendo complessivamente 33.170 miglia.
Dopo aver compiuto la circumnavigazione del continente africano nel 1963, nel 1964 venne messo in disarmo, ammainando per l'ultima volta la bandiera, a Taranto la sera del 31 maggio 1964. Rimorchiato alla Spezia, nel 1972 venne demolito.
Nel suo compito di nave scuola venne sostituito a partire dal 1965 dal San Giorgio.
Una curiosità: Sul Montecuccoli è stato imbarcato Pasquale Africano[3] il personaggio televisivo che dal 1985 al 2004 impersonava la guardia giurata nella trasmissione Forum, scomparso il 30 agosto 2008, che era un Segnalatore del corso 62.[4]
Attualmente alcuni reperti del Montecuccoli sono all'ingresso della città di Perugia. Si tratta di un cannone binato da 152mm, dell'albero di plancia e delle ancore. Ai piedi dell'albero maestro una targa ricorda le 156 missioni, le 3678 ore di moto effettuate e le oltre 77800 miglia percorse "Con risolutezza, con rapidità".


particolare del cannone da 152mm


Il cannone da 152mm conservato all'ingresso della città di Perugia


Note [modifica]
1. ^ I motti delle navi italiane , Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1962 . pp.62
2. ^ a b c d Monografia ridotta nave R.Montecuccoli per aspiranti e allivi dello Stato Maggiore, Livorno, Poligrafico dell' Accademia Navale, 1959 .
3. ^ Fotografie di marinai. URL consultato il 2-9-2008.
4. ^ Fotografie di marinai. URL consultato il 2-9-2008.
Bibliografia [modifica]
• Monografia ridotta nave R.Montecuccoli per aspiranti e allivi dello Stato Maggiore, Livorno, Poligrafico dell' Accademia Navale, 1959 .
• M. J Whitley, Cruisers of World War Two: An International Encyclopedia , Londra, Arms and armour Press, 1995 . ISBN 9781854092250
• Carla Casazza, Montecuccoli 1937-38 Viaggio in estremo Oriente , Bologna, Coop Bacchilega, 2006 . ISBN 978-8888775-494
• Gli incrociatori leggeri Classe Montecuccoli. URL consultato il 6-12-2007.
• Gli incrociatori leggeri della Regia Marina. URL consultato il 6-12-2007.
• Regia Marina Italiana e Marina Militare Italiana attraverso la storia. URL consultato il 6-12-2007.
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  #14  
Old 26-05-2010, 19:52
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Very many thanks Pedro - absolutely fascinating accounts of some fine ships. Their histories are nearly as long as their names and I wonder if they were ever abreviated in signal traffic?
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  #15  
Old 26-05-2010, 20:49
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Light cruiser "Raymond Montecuccoli"
Raymond Montecuccoli (cruiser)
From Wikipedia, the free encyclopedia.
Raymond Montecuccoli

Overview

Type light cruiser
Condottieri class type Montecuccoli Raymond


Builders Ansaldo
Shipyard Shipyard in Genoa
Serial 552

Setting October 1, 1931
Launching August 2, 1934

Entered service June 30, 1935

Radiation May 31, 1964
Final fate Scrapped in 1972
General features
Displacement
8,875 tons (standard)
8,895 tons (full load) t


Length 182.2 m
Width 16.6 m
Height 10 (a tip) m
Draft 6 m



Propulsion 6 boilers, 2 turbines, two propellers
120,000 hp
Speed 37 knots (68.5 mph)
Range 4122 nm at 18 knots (7634 km to 33 km / h)
1,300 tonnes of naphtha



Crew 27 officers
551 petty officers and sailors

Equipment


Cannon armament:
• 8 pieces of 152/53 mm OTO Model 1929 (four twin installations)
• 6 pieces of 100/47 m OTO model 1927 (3 twin installations)
• 8 37/54 mm machine guns (4 twin installations)
• 12 mm machine guns 20/70 single
torpedoes:
• 4 533 mm torpedo tubes in two complex binary tilt
• 86 mines type D.200
Armour
Horizontal: 30 mm
vertical: 60 mm
guns: 70 mm
tower: 100 mm
Aircraft 3 aircraft type IMAM Ro.43
tilt catapults located amidships
Notes
Motto With resolve, quickly

The Raymond Montecuccoli was a light cruiser of the Royal Navy and then Navy, class Condottieri type Montecuccoli Raymond. It was named after the leader of the seventeenth century Montecuccoli Raymond. With the motto of the ship was resolute - quickly. [1]
Index
[Hide]
• 1 Construction
or 1.1 Engines
• Activity 2
or 2.1 pre-war
2.2 Period or war
 2.2.1 The day of Santa Barbara
or 2.3 Armistice
Ship or 2.4 school
• 3 Notes
• 4 Bibliography
• 5 External links
Construction [edit]
Set October 10, 1931 Ansaldo shipyards in Genoa, launched August 2, 1934, after carrying out sea trials in the spring of 1935, was delivered to the Navy 30 June 1935 [2].
Engines [edit]
The engine consists of two identical parts, each consisting of two steam generators connected to a group of turbines, housed in six separate rooms (two rooms for the turbine, four generators) placed one after another at the center of ship.
The steam generators overheated to 225 ° C, water tube boilers were of the type Yarrow said Navy five collectors can produce 90T / h of steam. [2]
The combustion chamber of each generator was fed to 12 nozzles, oil heated to 90-100 ° C. [2] The fumes of the two generators were removed from the funnel aft of the stern while the forward funnel used the bow. The steam generators were fed with distilled water, preheated to 100 ° C from the auxiliary steam turbine exhaust.
The group was formed by a turbine high-pressure turbine and a low pressure turbine, both Belluzzo type of direct action to reverse the march back, connected by a gearbox to the shaft. The group drove the bow of the starboard propeller with clockwise rotation, while the group drove the propeller aft of the left, left-handed. Below the group was installed turbines in low-pressure condenser, cooled by sea water, capable of running the turbines in closed loop. To compensate for the loss of distilled water are installed three evaporators capable of producing 154t of distilled water in 24 hours [2].
Activities [modified]
Pre-war [edit]
At the outbreak of the Spanish Civil War he participated in several missions to protect maritime traffic.

Montecuculi at anchor at Venice
In 1937 he was sent to the Far East, to protect Italian interests in the area, during the Sino-Japanese conflict starting from Naples on August 30 and arriving in Shanghai on September 15 after touching while browsing Port Said, Aden, Colombo and visiting Singapore and Sydney, where he arrived for the celebration of the 150th anniversary of the founding of the state of New South Wales occasion Montecuculi visited Sydney over the major Australian ports such as Hobart, Adelaide, Brisbane and Melbourne. Back in Shanghai continued to operate in these waters in defense of Italian interests, touching on numerous Japanese ports, returning to Italy in 1939.
Wartime [edit]

Montecuculi sailing in formation with other units in a row, the first of which the Condottieri class
During World War II crossed its activity with that of twin Muzio Attendolo Duca d'Aosta and cruisers taking part in the battles of Calabria on 9 July 1940. Together with Eugene of Savoy and five destroyers fired stations the Greek island of Corfu, 18 December 1940. He was part of the convoy escort M.42 which culminated in the first battle of Sirte of 17 December 1941. He took part in the battle of mid-June (12 to 16 June 1942), where he managed to knock out the destroyer HMS Bedouin, then sunk by a torpedo SM79, and set fire to the large tanker Kentucky, which had stopped after being hit by German planes. Two months later, he was involved in Operation Pedestal took place between 10 and 15 August 1942.
The day of Santa Barbara [edit]
While in Naples December 4, 1942, the day of Santa Barbara, there was a bombing by American B-24 left undisturbed from Egypt who arrived in the city since traded for a formation of Ju 52 German, dropping their bombs more than 6000 meters above sea level, which hit the Montecuccoli 's Eugene of Savoy, who had 17 dead and 46 injured and damage to the rear of the hull repaired in 40 days and the twin Muzio Attendolo, which struck at the heart of one or two bombs was damaged under the waterline leaning semiaffondato to finish. Muzio Attendolo for the estimation of recovery and repair work was ten months to a year, but the hull was salvaged and scrapped after the war.
Montecuculi was hit amidships by a bomb just inside a chimney that was disintegrated, leaving a crater in its place, but the protection of armor that could save the ship as well as having had 44 dead and 36 wounded and needed seven- months of work.
Armistice [edit]
Beginning of the war armistice, the war Montecuccoli accomplished 32 missions covering 31,590 miles.
Armistice of 8 September the vessel was in La Spezia, from where, together with two other units at that time constituted the seventh Division, the Eugene of Savoy and Attilio rules, Rome battleships, Vittorio Veneto Italy's Ninth Division, the destroyer machine guns, rifles, carbines and Velite the XII Squadron, the destroyer Legionnaire, Oriani, claws and Grecale the XIV torpedo boat squadron and a squadron composed of Pegasus, Great Bear, Orion, brave and impetuous, sailed to join with the naval group from Genoa, formed by units of the VIII Division, consisting of Garibaldi, Duke of the Abruzzi and the Duke of Aosta and the torpedo boat Libra, then surrender to the Allies in Malta together with other Italian naval units from Taranto. The group, after meeting with drive from Genoa, to achieve uniformity in the characteristics of the cruisers, the Duke of Aosta VIII passed by the Seventh Division, replacing the Regulus Attilio which became part of Division VIII. During the transfer, the battleship Roma, flagship of Admiral Bergamini, tragically sank on the afternoon of September 9 Asinara off centered by a Fritz X bomb dropped from a Dornier 217 of the German Luftwaffe.
During the co-belligerency and the end of the war, he participated in numerous missions fast shipping and the return of prisoners.
Training ship [edit]
Montecuculi was one of four Italian cruisers left the Navy after the Treaty of Peace together with the Duke of Abruzzi Luigi Cadorna and Garibaldi, all these units as the Condottieri class Montecuccoli.

Montecuculi the war used as a training ship for Naval Academy
He joined the Italian Navy Montecuculi shooting team activities from 1947 until 1949 when it was intended to perform the task of training ship for the students of the Naval Academy in Livorno, performing since the summer of 1949 Summer campaigns of education, both the Mediterranean and beyond, touching Santa Cruz de Tenerife in 1951 and London in 1952.
Later it was referred to La Spezia to great works of refurbishment and transformation that, by June 1954, made him more suited to the task of ship-to-school and with Italy's entry into NATO was characterized by serial 552.
The changes led to the elimination of two steam generators, Tower No. 2 and its ammunition depot, the complex 100/47 Central and 8 20/70 machine guns. Were installed surface search radar, air of discovery, shooting and a new central fire. The oil tanks were increased by 300m3 with a consequent increase of 615 mile range.
Alternating activities of the campaign team of education reached ports as Copenhagen in 1955, Montreal, Boston and Philadelphia in 1958, Helsinki in 1961. Among the campaigns of education, the circumnavigation of the world, made from 1 September 1956 1 March 1957, initially planned, was made necessary in the return from Australia, where he played the role of representation in connection with the Olympics in Melbourne because of the Suez Canal crisis.
Montecuculi, under the command of then Captain Gino Birindelli, in that circumstance touched 34 ports on four continents, covering a total of 33,170 miles.
After completing the circumnavigation of Africa in 1963, was laid up in 1964, lowered the flag for the last time at Taranto on the evening of May 31, 1964. Towed to La Spezia in 1972 was demolished.
In its task of training ship was replaced from 1965 by St. George.
A curiosity: The Montecuccoli was loaded Pasquale Africano [3], the television character who from 1985 to 2004 she played the security guard in the transmission forum, who died Aug. 30, 2008, which was a warning of course 62. [4]
At present some findings of Montecuculi are at the city of Perugia. It is a twin 152mm cannons, and anchors the bridge tree. At the foot of the mainmast, a plaque commemorates the 156 missions, 3,678 hours of motion made and more than 77,800 miles traveled "With resolve, quickly."

especially the 152mm guns

The 152mm guns kept at the city of Perugia

Notes [edit]
1. ^ The motto of the Italian ships, Rome, Office of Navy Town, 1962. pp.62
2. ^ Abcd Monograph reduced vessel R. Montecuccoli for aspiring and allivi of Staff, Livorno, Poligrafico 's Naval Academy, 1959.
3. ^ Photographs of sailors. Retrieved on 02/09/2008.
4. ^ Photographs of sailors. Retrieved on 02/09/2008.
Bibliography [edit]
• Monograph reduced vessel R. Montecuccoli for aspiring and allivi of Staff, Livorno, Poligrafico 's Naval Academy, 1959.
• M. J Whitley, Cruisers of World War Two: An International Encyclopedia, London, Arms and Armour Press, 1995. ISBN 9781854092250
• Carla Casazza, Montecuccoli 1937-38 trip to the Far East, Bologna, Coop Bacchilega, 2006. ISBN 978-8888775-494
• The light cruisers Class Montecuccoli. Retrieved on 12/06/2007.
• The light cruisers of the Royal Navy. Retrieved on 12/06/2007.
• Royal Italian Navy and Italian Navy through history. Retrieved on 12/06/2007
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  #16  
Old 26-05-2010, 20:55
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Hi Pedro here are a couple of pictures to go with the last couple of posts.

Firstly Guiseppi Garibaldi followed by Raimondo Montecuccoli.
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  #17  
Old 27-05-2010, 18:25
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Dear friend Terry,hello!:
Very much thanks for your excellent work!.

Hello Invincible,I am going to follow seeking information about the Italian cruisers,but the great merit is our friend Terry,he traslates to English language the history of the Italian cruisers.

The best friends get thanks to the culture,the science,the wisdom,the books.

Pedro
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  #18  
Old 27-05-2010, 18:46
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Terry hello!:
Here I put other history of the Italian light cruiser "Da Giussano" in Italian language.Please Terry traslate to English this article.Much thanks for the pictures of the Italian cruisers.

Best regards

Pedro



Classe Alberto da Giussano (incrociatore)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Classe Alberto di Giussano


Descrizione generale































Caratteristiche generali
Dislocamento
6.570 t (standard); 6.954 t (pieno carico) t




Lunghezza 169,3 m

Larghezza 15,5 m




Pescaggio 5,3 m






Propulsione 6 caldaie, 2 turbine, 2 eliche
95.000 CV

Velocità 37 nodi (68 km)
(durante le prove raggiunse i 42 nodi, 77,7 km/h)

Autonomia 3.800 mn a 18 nodi (7.037 km a 33 km/h)





Equipaggio 507


Equipaggiamento




Armamento artiglieria:
• 8 pezzi da 152/53 mm modello Ansaldo 1926 (4 installazioni binate)
• 6 pezzi da 100/47 mm modello OTO 1926 (3 installazioni binate)
• 8 mitragliere da 37/54 mm (4 installazioni binate)
• 8 mitragliere da 13,2/75,7 MG modello 1931 (4 installazioni binate)
siluri:
• 4 tubi lanciasiluri da 533 mm
Corazzatura Orizzontale: 20 mm; Verticale: 24 mm; Artiglierie: 23 mm; Torrione: 40 mm.
Mezzi aerei 2 aerei IMAM Ro.43
catapulte fisse a prua







La Alberto di Giussano (generalmente abbreviata in di Giussano) fu una classe di incrociatori leggeri della Regia Marina Italia. Furono costruiti prima della seconda guerra mondiale per ottenere il predominio nel Mar Mediterraneo e furono battezzati in onore di condottieri del periodo medievale e rinascimentale italiani. Costituisce la prima delle cinque classi di incrociatori della serie Condottieri
Tra le due guerre mondiali le potenze mondiali iniziarono una corsa agli armamenti per ottenere la supremazia sui mari. Nel 1926 la Francia iniziò a produrre la classe Le Fantasque di cacciatorpediniere, che erano superiori in dislocamento e potenza di fuoco ai cacciatorpediniere dell'epoca. Per contrastare la minaccia francese la Regia Mariana decise di produrre una nuova classe di incrociatori di dimensioni intermedie tra la nuova classe di cacciatorpediniere francesi e gli incrociatori dell'epoca. In effetti furono rozzamente equivalenti alla classe Leander britannica.
La navi della classe di Giussano furono progettate dal generale Giuseppe Vian ed entrarono tutte in servizio nel 1928. Furono navi veloci (grazie ad un impianto motore di potenza simile a quello degli incrociatori pesanti della classe Zara) con una buona potenza di fuoco, ma a causa dell'enfasi data alla velocità erano protetti da una corazzatura minima ed insufficiente contro i cannoni di cui erano dotati mentre la protezione subacquea era completamente mancante. In conseguenza di ciò tutte e quattro le navi di questa classe furono affondate da nemici armati di siluri.
Furono costruite quattro navi di questa classe, che entrarono tutte in servizio nel 1928:
• Alberto di Giussano (affondato alla Battaglia di Capo Bon (1941)
• Alberico da Barbiano (affondato alla Battaglia di Capo Bon (1941)
• Bartolomeo Colleoni (affondato alla Battaglia di Capo Spada (1940)
• Giovanni delle Bande Nere (affondato al largo delle Stromboli)

L'Alberto da Giussano fu un incrociatore leggero, primo della sua classe della Regia Marina, battezzato in onore di Alberto da Giussano, il cavaliere che secondo la leggenda guidò la difesa del carroccio alla Battaglia di Legnano
Venne impostata nel 1928 e varata il 27 aprile 1930. Negli trenta partecipò alle normali attività in tempo di pace della flotta come unità del 2° Squadrone, inclusi servizi connessi alla guerra civile spagnola. Il 10 giugno 1940 insieme al 1° Squadrone fece parte della 4a Divisione Incrociatori e partecipò in luglio alla battaglia di Punta Stilo. Eseguì una sortita per deporre mine al largo di Pantelleria in agosto e per il resto dell'anno agì come copertura a distanza per convogli truppe e rifornimenti diretti in nord Africa.
Il 12 dicembre 1941 lasciò il porto insieme alla nave gemella Alberico da Barbiano per trasportare rifornimenti urgenti di carburante per aerei a Tripoli. Venne intercettata al largo di Capo Bon da quattro cacciatorpediniere nemici; reagì sparando tre salve, ma fu poi colpito da almeno due siluri; alcune tubazioni scoppiarono, ustionando i macchinisti e bloccando l'elica sinistra. La nave, immobilizzata ed in fiamme, dovette essere abbandonata e affondò, spezzandosi in due, alle 4.20 del 13 dicembre. Morirono 283 uomini dei 720 che componevano l'equipaggio [1].


L'incrociatore Alberto da Giussano nel 1935 in partenza per l'Africa orientale
Fonti [modifica]
Giorgio Giorgerini, La guerra italiana sul mare. La marina fra vittoria e sconfitta 1940-1943
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  #19  
Old 27-05-2010, 22:13
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Hi Pedro - with pleasure my friend!


Class giussano (cruiser)
From Wikipedia, the free encyclopedia.
Alberto di Giussano Class

General description and characteristics:

Displacement 9,369 t (standard); 6954 t (full load) t

Length 169,3 m
Width 15.5 m


Draught 5.3 m



Propulsion 6 boilers, 2 turbines, 2 propellers
95,000 CV
Speed 37 knots (68 km)
(during rehearsals reached 42 knots, 77.7 km/h)
Autonomy 3800 mn at 18 knots (7037 km 33 km/h)


Crew 507

Equipment


Artillery Armament: • 8 pieces from 152/53 mm model Ansaldo 1926 (4 installations embellished) • 6 pieces from 100/47 mm model OTO 1926 (3 installations embellished) • 8 gunner from 37/54 mm (4 installations embellished) • 8 gunner from 13.2/75.7 MG model 1931 (4 coupled) torpedoes installations:
• 4 tubes 533 mm torpedo tubes from horizontal: 20 mm Armour; vertical: 24 mm; Artillery: 23 mm; Dungeon: 40 mm.
Aircraft 2 aircraft IMAM Ro. 43
fixed bow catapults



The Alberto di giussano (usually abbreviated as of Giussano) was a class of light cruisers of the Regia Marina Italy. They were built before the second world war to gain dominance in the Mediterranean Sea and were baptized in honor of condottieri of the medieval period and Renaissance Italy. It is the first of five classes of cruisers Condottieri series
Between the two world wars the world powers began an arms race for supremacy on the seas. In 1926 the France began producing the fantasque class of destroyers, which were superior in a displacement and firepower to destroyers at the time. To counter the threat French directed Mariana decided to produce a new class of cruisers intermediate in size between the new class of destroyers French and cruisers of its era. In fact were roughly equivalent to the British Leander class.
The ships of the class of Surbiton were designed by General Joseph Vian and entered all in service in 1928. They were fast ships (thanks to an installation engine power similar to that of heavy cruisers Zara class) with a good firepower, but because of the emphasis placed on speed were protected by a minimum and insufficient armour against cannons which were equipped with underwater while protection was completely missing. In consequence, all four ships of this class were sunk by enemies armed with torpedoes.
Were built, four ships of this class, all in service in 1928:
• Alberto di giussano (sunk at the battle of Cape Bon (1941) • Alberico da barbiano (sunk at the battle of Cape Bon (1941) • Bartolomeo Colleoni (sunk at the battle of Cape Spada (1940) • Giovanni delle Bande NERE (sunk off the Stromboli) The giussano was a light cruiser, first in its class Navy named in honor of giussano, the Knight who according to legend, he led the defense of Alaric I at the battle of Legnano
It was set in 1928 and launched on 27 April 1930. Over thirty attended normal activities in peacetime fleet as a unit of the 2nd Squadron, including services related to the Spanish civil war. On 10 June 1940 with 1 Squadron was part of the 4th Division Cruisers and participated in July at the battle of Punta Stilo. He painted a sortie to lay mines off of Pantelleria in August and for the rest of the year she acted as cover distance for convoys direct supplies and troops in North Africa.
On 12 December 1941 left the port along with sister ship Alberico da barbiano to deliver urgent supplies of aviation fuel in Tripoli. He was caught off the coast of Cape Bon from four destroyers enemies; responded by firing three Hi, but was hit by at least two torpedoes; some pipes burst, ustionando Machinists and blocking the left propeller. The ship, immobilized and in flames, had to be abandoned and sank, two spezzandosi, 4.20 on 13 December. Died 283 men of 720 that compose the crew [1].

The Cruiser giussano in 1935 departing for East Africa
Sources
Giorgio Giorgerini, The Italian war of the sea. The Navy between victory and defeat 1940-1943
Attached Images
File Type: jpg RN ALBERTO DA GIUSSANO-1931-1941-35MW...,.jpg (715.8 KB, 58 views)
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HMS BADSWORTH [HUNT CLASS DESTROYER]
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  #20  
Old 01-06-2010, 10:50
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Very dear friend Terry,hello!:
Very much thanks for your excellent work!.

Pedro
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  #21  
Old 01-06-2010, 11:29
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Dear Terry,hello!:
Here I put the history in Italian language about the Italian light cruiser "Filiberto duca de Aosta".Please can you traslate this history?.

Very much thanks,yours:

Pedro


Emanuele Filiberto Duca d'Aosta (incrociatore)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Disambiguazione – Se stai cercando la nave da battaglia della Regia Marina, vedi Emanuele Filiberto (nave da battaglia).
Emanuele Filiberto Duca d'Aosta


Incrociatore Duca d'Aosta
Descrizione generale

Tipo incrociatore leggero

Classe Condottieri tipo Duca d'Aosta




Costruttori OTO

Cantiere OTO Livorno





Impostazione 29 ottobre 1932

Varo 22 aprile 1934

Completamento 17 marzo 1935

Entrata in servizio : 13 luglio 1935
: 4 marzo 1949

Proprietario Regia Marina
ВМФ СССР

Radiazione : 1949
: 20 febbraio 1959

Destino finale ceduto all' URSS il 2 marzo 1949 e smantellata nel 1961

Caratteristiche generali
Dislocamento
10.057 t

Stazza lorda
10.540 t

Lunghezza 186,9 m

Larghezza 17,5 m




Pescaggio 6,5 m






Propulsione vapore:
• 6 caldaie Yarrow/Regia Marina
• 2 gruppi turboriduttori Belluzzo/Parsons
• 2 eliche
Potenza: 110.000CV

Velocità 36,5 nodi (67,6 km/h)

Autonomia 3.900 miglia a 14 nodi
1.680t di nafta






Equipaggio 27 ufficiali
551 sottufficiali e comuni


Equipaggiamento




Armamento artiglieria:
• 8 cannoni da 152/53mm OTO mod. 1929
(4 installazioni binate)
• 6 cannoni da 100/47m OTO mod. 1927
(3 installazioni binate)
• 8 mitragliere da 37/54mm
(4 installazioni binate)
• 12 mitragliere da 13,2 mm mod. 1931
(6 installazioni binate)
• 2 lanciabombe di profondità
armamento antisommergibile:
• 6 lanciasiluri da 533mm
(2 complessi tripli)
Corazzatura cintura: 100mm
orizzontale 30/35mm
verticale: 70mm
artiglierie: 90mm
torre comando: 100mm
Mezzi aerei 2 aerei IMAM Ro.43
catapulte brandeggiabili situate a centro nave
Note
Motto Victoria nobis vita



L'Emanuele Filiberto Duca d'Aosta è stato un incrociatore leggero della Regia Marina, appartenente alla classe Condottieri tipo Duca d'Aosta.
Indice
[nascondi]
• 1 Caratteristiche
• 2 Nome
• 3 Servizio
o 3.1 Attività bellica
o 3.2 La cessione
• 4 Note
• 5 Bibliografia
• 6 Collegamenti esterni

Caratteristiche [modifica]
La propulsione era a vapore con due gruppi turboriduttori tipo Belluzzo/Parsons alimentate dal vapore di sei caldaie a tubi d'acqua del tipo Yarrow/Regia Marina, con bruciatori a nafta, con surriscaldatori, in cui l'acqua fluiva attraverso tubi riscaldati esternamente dai gas di combustione, sfruttando così il calore sprigionato dai bruciatori, dalle pareti della caldaia e dei gas di scarico. Nel XX secolo questo tipo di caldaia diventò il modello standard per tutte le caldaie di grosse dimensioni, grazie anche all'impiego di acciai speciali in grado di sopportare temperature elevate e allo sviluppo di moderne tecniche di saldatura. L'apparato motore forniva una potenza massima di 100 000 CV e consentiva alla nave di raggiungere la velocità massima di quasi 37 nodi, con un'autonomia che ad una velocità media 14 nodi era di 3900 miglia.


Il profilo della nave
L'armamento principale[1] era costituito da otto cannoni da 152/53 A-1932 a culla singola e a caricamento semi-automatico[2] installati in quattro torri binate sopraelevate, due a prora e due a poppavia del secondo fumaiolo.
L'armamento antiaereo principale era costituito da sei cannoni OTO da 100/47mm mod. 1927[3] in tre complessi binati, utili anche in compiti antinave, ma che con l'aumento della velocità dei velivoli e con le nuove forme di attacco in picchiata si mostrarono insufficienti alla difesa aerea e rivelavano una certa utilità solo nel tiro di sbarramento: per ovviare a tali inconvenienti venne approntato dalla Regia Marina il modello 90/50mm A-1938[4] in un complesso singolo con affusto stabilizzato, che trovò impiego sulle Duilio ricostruite e sulle moderne Littorio ma non sulle Cavour ricostruite.
L'armamento antiaereo secondario era costituito da 12 mitragliere Hotchiss da 13,2/76mm[5] in sei impianti binati e otto mitragliere pesanti Breda 37/54mm[6] montate in 4 impianti binati che si rivelarono particolarmente utili contro gli aerosiluranti e in generale contro i bersagli a bassa quota.
L'armamento silurante era di sei tubi lanciasiluri in 2 complessi tripli brandeggiabili che trovavano posto in coperta circa a metà distanza fra i due fumaioli; l'armamento antisommergibile era completato da due lanciabombe di profondità.
L'unità imbarcava due idrovolanti da ricognizione marittima IMAM Ro.43 biplani biposto capaci di raggiungere circa 300 km/h e con circa 1 000 km di autonomia,[7] che venivano lanciati da due catapulte, disposte a centro nave.
Nome [modifica]
La nave fu battezzata con questo nome in onore di Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta, generale del Regio Esercito, figlio del Re di Spagna Amedeo I e fratello del duca degli Abruzzi Luigi Amedeo di Savoia.
Nel corso della prima guerra mondiale Emanuele Filiberto guidò la terza armata senza mai subire sconfitte guadagnandosi l'appellativo di Duca Invitto e al cui comando conquistò Gorizia nella sesta battaglia dell'Isonzo. Nel 1926 fu nominato Maresciallo d'Italia. Morì nel 1931 e per sua volontà venne sepolto tra i soldati nel Sacrario Militare di Redipuglia.
Il motto della nave era Victoria nobis vita (per noi vittoria è vita)[8] che era il motto del Duca Invitto, e nella Marina Militare sarebbe stato ereditato dall'incrociatore portaelicotteri Vittorio Veneto; nella nave erano presenti altre scritte, tra cui "ça costa lon ça costa! Viva l'Aosta!" (Costi quel che costi, Viva l'Aosta), motto del battaglione Alpini Aosta.[9]
In precedenza nella Regia Marina a portare il nome Emanuele Filiberto era stata un nave da battaglia intitolata però ad Emanuele Filiberto di Savoia detto Testa di Ferro X Duca di Savoia e antenato di Emanuele Filiberto; la nave, in servizio dal giugno 1901 al febbraio 1920, ricevette la bandiera da combattimento a La Spezia il 10 aprile 1902 proprio dalle mani del Duca d'Aosta.[10]
Servizio [modifica]
La nave venne impostata sugli scali il 29 ottobre 1932 nei cantieri OTO di Livorno, varata nel 1934 ed entrò in servizio nel 1935. Nel 1938 iniziò con la gemella Eugenio di Savoia una circumnavigazione del globo che venne interrota dalla minaccia dello scoppio della seconda guerra mondiale mentre le due navi si trovavano in Sud America. La partenza prevista per il 1º settembre 1938 avvenne il 5 novembre dello stesso anno da Napoli, mentre il ritorno, che era previsto per il 25 luglio 1939, alla fine di gennaio del 1939 venne anticipato con il richiamo delle navi che il 3 marzo 1939 rientrarono alla Spezia.
Immagini della nave in navigazione

Il Duca d'Aosta in navigazione prima del conflitto
La nave in livrea mimetica durante il conflitto
Attività bellica [modifica]
Nel corso della seconda guerra mondiale svolse principalmente compiti di scorta a convogli e di deposizione di campi minati.
Allo scoppio del secondo conflitto mondiale l'unità era aggregata alla VII Divisione Incrociatori nell'ambito della II Squadra. La Divisione era completata dal Montecuccoli, dall'Attendolo e dal gemello Eugenio di Savoia, nave insegna dell'ammiraglio Sansonetti.
Il 9 luglio 1940 prese parte alla battaglia di Punta Stilo, primo scontro durante il conflitto tra la Regia Marina e la Royal Navy.
Il 17 dicembre 1941, prese parte alla scorta al convoglio M 42, costituito dalle motonavi Monginevro, Napoli e Vettor Pisani e dalla nave da carico tedesca Ankara; la missione di scorta culminò nella prima battaglia della Sirte.[11][12] La nave era tra le unità che costituivano la forza di copertura ravvicinata, insieme ai cacciatorpediniere Camicia Nera, Ascari e Aviere, alla nave da battaglia Caio Duilio e alle unità della VII Divisione Incrociatori al completo, svolgendo il ruolo di nave insegna dell'ammiraglio De Courten.
Nel giugno 1942 prese parte alla battaglia di mezzo giugno[13] aggregato alla VIII Divisione Incrociatori, nell'ocasione formata da Duca d'Aosta e Garibaldi. Le unità della VIII Divisione, al cui comando c'era l'Ammiraglio De Courten, con insegna sul Duca d'Aosta, erano partite da Taranto con la I Squadra e bordo del Garibaldi e della corazzata Littorio erano presenti gruppi di intercettazione delle comunicazioni avversarie, mentre a bordo dell'incrociatore pesante Gorizia era presente personale tedesco per mantenere i contatti radio con la Luftwaffe. La formazione italiana era preceduta dal cacciatorpediniere Legionario, che era stato dotato di un radar Modello Fu.Mo 21/39 De.Te. di costruzione tedesca), divenendo cosi la prima unità italiana ad essere dotata di tale strumento.[14]
Il successivo 2 agosto, dopo la conquista da parte dei tedeschi della Grecia e di Creta il "Duca d'Aosta", con gli incrociatori Garibaldi e Duca drgli Abruzzi ed i cacciatorpediniere Alpino, Bersagliere, Corazziere e Mitragliere venne dislocato a Navarino in Grecia per la protezione del traffico nel Mediterraneo Orientale da eventuali attacchi da parte di unità di superficie britanniche che potevano usufruire del porto di Haifa.
Nell'agosto 1943 l'ammiraglio Fioravanzo che il precedente 14 marzo aveva assunto il comando della VIII Divisione ebbe il compito di bombardare Palermo, da qualche giorno in mano alle truppe alleate.
La missione iniziò la sera del 6 agosto 1943 quando l'ammiraglio, con la divisione formata da "Garibaldi" e dal "Duca d'Aosta", lasciò Genova per La Maddalena. La sera del giorno successivo la Divisione lasciò La Maddalena con obiettivo le navi alleate alla fonda dinanzi a Palermo. Il "Garibaldi" aveva però difficoltà con l'apparato motore per cui non poteva sviluppare più di 28 nodi di velocità ed inoltre nessuno dei due incrociatori aveva a disposizione il radar. Dopo l'avvistamento, da parte della ricognizione aerea, di navi sconosciute in rotta verso la Divisione, Fioravanzo, ritenendo che avrebbe dovuto scontrarsi con una forza navale avversaria in condizioni di netta inferiorità per non correre il rischio di perdere i due incrociatori, ma soprattutto la vita dei 1.500 uomini degli equipaggi, senza poter arrecare danni significativi all'avversario, rinunciò al compimento della missione rientrando a La Spezia alle 18.52 dell'8 agosto. Alle 17.00 del 9 agosto i due incrociatori lasciarono La Spezia diretti a Genova, scortati dai cacciatorpediniere Mitragliere, Carabiniere e Gioberti, al cui comando era, alla sua prima uscita in mare in tempo di guerra, il Capitano di Fregata Carlo Zampari e che nel corso di quella navigazione sarebbe stato l'ultimo cacciatorpediniere della Regia Marina ad essere affondato nel conflitto. La formazione, mentre procedeva nella navigazione con il Mitragliere in testa, i due incrociatori in linea di fila e Carabiniere e Gioberti , rispettivamente, a sinistra e a dritta degli incrociatori, a sud di Punta Mesco, tra Monterosso e Levanto, subì un agguato dal sommergibile inglese Simoon che lanciò sei siluri contro le unità italiane, due dei quali colpirono a poppa il Gioberti che, spezzato in due, affondò in breve tempo.[15]
Il Carabiniere rispose lanciando bombe di profondità che danneggiarono i tubi di lancio poppieri del battello inglese, dopodiché la formazione proseguì verso Genova, dove giunse in serata. Molti dei naufraghi del Gioberti furono recuperati da una squadriglia di MAS e da altri mezzi di soccorso usciti da La Spezia appena ricevuta la notizia della perdita dell'unità.
All'armistizio dell'8 settembre la nave si trovava a Genova, da dove partì insieme a Garibaldi e Duca degli Abruzzi e alla torpediniera Libra per ricongiungersi al gruppo navale proveniente da La Spezia guidato dall'Ammiraglio Bergamini, per poi consegnarsi agli alleati a Malta assieme alle altre unità navali italiane provenienti da Taranto. Il gruppo, dopo essersi riunito con le unità provenienti da La Spezia, per ottenere una omogeneità nelle caratteristiche degli incrociatori, il Duca d'Aosta passò dalla VIII alla VII Divisione, formata da Attilio Regolo, Montecuccoli ed Eugenio di Savoia, nave insegna dell'ammiraglio Oliva, sostituendo l’Attilio Regolo che entrò a far parte della VIII Divisione. Durante il trasferimento, la corazzata Roma, nave ammiraglia dell'Ammiraglio Bergamini, affondò tragicamente nel pomeriggio del 9 settembre al largo dell'Asinara centrata da una bomba Fritz X sganciata da un Dornier Do 217 della tedesca Luftwaffe. A prendere il comando della flotta diretta a Malta, dopo l'affondamento dalla Roma, fu l'ammiraglio Oliva, che adempì ad una delle clausole armistiziali, quello di innalzare il pennello nero del lutto sui pennoni ed i dischi neri disegnati sulle tolde,[16] mentre l'ammiraglio Bergamini, che avvertito telefonicamente da De Courten dell'armistizio ormai imminente, e delle relative clausole che riguardavano la flotta, era andato su tutte le furie[17] per poi formalmente accettare con riluttanza gli ordini, aveva lasciato gli ormeggi innalzando però il gran pavese e non adempiendo così a tale clausola.
Durante il conflitto effettuò 24 missioni di guerra per un totale di 31330 miglia.
Durante la cobelligeranza la nave, dopo avere effettuato ad ottobre 1943 piccoli lavori di manutenzione all'Arsenale di Taranto venne inviata in missioni di pattugliamento nell'Atlantico centrale, insieme al Garibaldi e al Duca degli Abruzzi, impiegata in azioni di pattugliamento contro le navi corsare tedesche dalla base di Freetown, svolgendo sette missioni di pattugliamento tra novembre 1943 e febbraio 1944. Dopo ritorno in Italia nell'aprile 1944, venne impiegata solamente in missioni di trasporto. Dal settembre 1943 al maggio 1945 effettuò 55 missioni per un totale di 61542 miglia.
La cessione [modifica]
Al termine del conflitto, in ottemperanza alle clausole del trattato di pace, il Duca d'Aosta venne ceduto all'Unione Sovietica come riparazione per i danni di guerra. Oltre al Duca d'Aosta i sovietici ottennero la nave da battaglia Giulio Cesare, la nave scuola Cristoforo Colombo, i cacciatorpediniere Artigliere e Fuciliere, le torpediniere Classe Ciclone Animoso, Ardimentoso e Fortunale , e i sommergibili Nichelio e Marea, oltre al cacciatorpediniere Riboty, che non venne ritirato a causa della sua obsolescenza ed altro naviglio, quali MAS e motosiluranti, vedette, navi cisterna, motozattere da sbarco, una nave da trasporto e dodici rimorchiatori. Oltre al Riboty, una piccola parte della quota di naviglio destinata ai sovietici non venne ritirata a causa del pessimo stato di manutenzione e per questa parte di naviglio i sovietici concordarono una compensazione economica.[18]
Immagini della nave immediatamente prima e dopo la consegna e della bandiera di guerra

La nave nel 1948 a La Spezia durante i lavori di ripristino prima della consegna
La nave in attesa della cessione all'Unione Sovietica
La nave nel 1950 all'ancora nel Mar Nero

La bandiera di guerra conservata al sacrario delle bandiere del Vittoriano
Il trattato prevedeva che le navi destinate alla cessione, fossero cedute in condizione di operare e pertanto prima della cessione l'unità venne sottoposta ad alcuni lavori di ripristino, effettuati presso l'Arsenale di La Spezia.
La consegna delle navi ai sovietici sarebbe dovuto avvenire in tre fasi a partire da dicembre 1948 per concludersi nel giugno successivo. Le unità principali erano quelle del primo e del secondo gruppo. Del primo gruppo facevano parte il Cesare, l'Artigliere e ai due sommergibili, mentre il del secondo gruppo facevano parte il Duca d'Aosta il Colombo e le torpediniere. Per tutte le navi la consegna sarebbe avvenuta nel porto di Odessa, ad eccezione della corazzata e dei due sommergibili la cui consegna era prevista nel porto albanese di Valona, in quanto la Convenzione di Montreux non consentiva il passaggio attraverso i Dardanelli di navi da battaglia e sommergibili appartenenti a stati privi di sbocchi sul Mar Nero.[18] Il trasferimento sarebbe dovuto avvenire con equipaggi civili italiani sotto il controllo di rappresentanti sovietici e con le navi battenti bandiera della Marina Mercantile, con le autorità governative italiane responsabili delle navi sino all'arrivo nei porti dove era prevista la consegna. Per prevenire possibili sabotaggi, le navi dei primi due gruppi sarebbero state condotte ai porti di destinazioni senza munizioni a bordo, che sarebbero state trasportate successivamente a destinazione con normali navi da carico, ad eccezione della corazzata, consegnata con 900 tonnellate di munizioni, che comprendevano anche 1100 colpi dei cannoni principali e l'intera dotazione di 32 siluri da 533mm dei due battelli.[18]
Al comando dell'unità venne designato il Capitano di 1º rango Semën Michailovič Lobov (cirillico: Семён Михайлович Лобов) che nel corso del secondo conflitto mondiale era stato prima comandante di cacciatorpediniere e poi di squadriglia in Estremo Oriente e successivamente, dopo aver lasciato il comando dell'incrociatore italiano, avrebbe comandato l'incrociatore Vorošilov e dal 1951 la nave da battaglia Sevastopol', per poi raggiungere nel 1970 il grado di ammiraglio di flotta, il secondo più alto grado della Marina Sovietica.[18]
L'Unione Sovietica, dopo la resa e l'uscita dall'Asse dell'Italia, già nel corso della Conferenza di Mosca, nell'incontro tra i ministri degli esteri delle tre principali potenze alleate, Eden, Hull e Molotov, aveva richiesto una consistente quota di naviglio militare e mercantile italiano in conto riparazione danni di guerra, ed aveva ribadito tale richiesta nell'incontro tra Stalin, Roosevelt e Churchill alla Conferenza di Teheran trovando l'appoggio del presidente americano; ma essendo in quel momento l'Italia cobelligerante con gli Alleati, non venne ritenuta opportuna la spartizione della flotta italiana, per cui i sovietici ricevettero in cambio, a titolo di prestito, da americani e britannici, in attesa che con la fine del conflitto fosse stata decisa la sorte della flotta italiana,[19] alcune unità, che prestarono tutte servizio nella Flotta del Nord e vennero restituite al termine del conflitto, tranne un cacciatorpediniere perso per cause belliche.[18][20] Tra le navi che i sovietici ricevettero a titolo di prestito c'erano alcuni cacciatorpediniere della Classe Town, tre battelli Classe U, la vecchia corazzata britannica HMS Royal Sovereign, ribattezzata Archangel'sk durante il periodo trascorso sotto la bandiera sovietica e l'incrociatore leggero americano Milwaukee, della classe Omaha ribattezzato Murmansk dai sovietici e restituito agli Stati Uniti il 16 marzo 1949 dopo la consegna del "Duca d'Aosta".
Inizialmente, prima del trattato di pace era stato stabilito che l'incrociatore italiano avrebbe dovuto chiamarsi Stalingrad in ricordo della battaglia di Stalingrado, ma l'idea venne abbandonata per dare il nome Stalingrad ad un futuro incrociatore da battaglia del Progetto 82 la cui realizzazione, andata molto a rilento, venne poi interrotta nella seconda metà degli anni cinquanta.
La nave, con la sigla Z 15,[21] fu consegnata alla Marina Sovietica, nel porto di Odessa, il 2 marzo 1949.
La bandiera di guerra dell'unità è conservata a Roma al Sacrario delle Bandiere del Vittoriano.
La nave, scartata l'ipotesi di essere ribattezzata Stalingrad, in attesa della consegna era stata prima ribattezzata Admiral Ušakov e poi Odessa, dopo essere entrata a far parte della Marina Sovietica ebbe il nome definitivo Kerč' (in russo: Керчь) ed inquadrata nella flotta del Mar Nero.[18] In nome della nave è dedicato alla città eroina di Kerč', un porto nella parte est della *****ola di Crimea.
Il 7 febbraio 1956 la nave venne ritirata dal servizio attivo e impiegata come nave scuola fino all'11 maggio 1958, quando venne classificata unità sperimentale con la denominazione OS 32.[18][22]
Il 20 febbraio 1959 la nave venne radiata ed avviata alla demolizione,[18] avvenuta nel 1961.
Note [modifica]
1. ^ Cannoni & Munizioni. URL consultato il 3-2-2008.
2. ^ Italy 152 mm/53 (6") Models 1926 and 1929. URL consultato il 19 febbraio 2008.
3. ^ Italy 100 mm/47 (3.9") Models 1924, 1927 and 1928
4. ^ Italian 90 mm/50 (3.5") Model 1939. URL consultato il 19 febbraio 2008.
5. ^ Italian 13.2 mm/75.7 (0.52") MG Model 1931 . URL consultato il 19 febbraio 2008.
6. ^ Italian 37 mm/54 (1.5") Models 1932, 1938 and 1939. URL consultato il 19 febbraio 2008.
7. ^ L'aviazione Navale Italiana. URL consultato il 24-10-2008. di Sebastiano Tringali
8. ^ I motti delle navi italiane , Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1962 . pp.40
9. ^ http://www.smalp.it/aosta.htm Il Battaglione Alpini "Aosta"
10. ^ La Regia corazzata Emanuele Filiberto. URL consultato il 25-09-2009.
11. ^ La I battaglia della Sirte. URL consultato il 19-03-2008.
12. ^ La prima battaglia della Sirte. URL consultato il 19-03-2008.
13. ^ La battaglia di mezzo giugno. URL consultato il 15-12-2007.
14. ^ La battaglia di mezzo giugno. URL consultato il 17-03-2008.
15. ^ E. Bagnasco M. Brescia - Cacciatorpediniere classi “Freccia/Folgore”, “Maestrale” e “Oriani” - opera citata pagg. 126/127
16. ^ Gianni Rocca - Fucilate gli ammiragli, op. cit., pag. 309
17. ^ Gianni Rocca - Fucilate gli ammiragli, op. cit., pag. 305
18. ^ a b c d e f g h Berežnoj, Sergej, traduzione e annotazioni: Erminio Bagnasco (agosto 1995). Navi italiane all'URSS. Storia Militare (23): 24–33. ISSN: 1122-5289.
19. ^ Bertoldi Silvio. «" e ora consegnate la flotta a Stalin "». Corriere della sera, 19-maggio-1994, pag. 29. URL consultato in data 4-5-2009.
20. ^ La rivista Storia Militare n° 23 dell'agosto 1995, nell'articolo "Navi italiane all'URSS" (fonte citata), riporta che delle unità che i sovietici ricevettero in prestito andarono persi un cacciatorpediniere ed un sommergibile, ma in realtà tutti i sommergibili, i cui nomi originali erano erano Unbroken, Unison e Ursula, vennero restituiti agli inglesi, mentre ad andare perduto fu il solo cacciatorpediniere Dejatel'nyj, ex Churchill, affondato da un U-Boot tedesco il 16 gennaio 1945 mentre scortava un convoglio tra la *****ola di Kola e il Mar Bianco
21. ^ Le navi che l'Italia dovette consegnare in base al trattato di pace nell'imminenza della consegna vennero contraddistinte da una sigla alfanumerica. Le navi destinate all'Unione Sovietica erano contraddistinte da due cifre decimali precedute dalla lettera 'Z': Cesare Z 11, Artigliere Z 12, Marea Z 13, Nichelio Z 14, Duca d'Aosta Z15, Animoso Z 16, Fortunale Z 17, Colombo Z 18, Ardimentoso Z 19, Fuciliere Z 20; le navi consegnate alla Francia erano contraddistinte dalla lettera iniziale del nome seguita da un numero: Eritrea E1, Oriani O3, Regolo R4, Scipione Africano S7; per le navi consegnate a Jugoslavia e Grecia, la sigla numerica era preceduta rispettivamente dalle lettere 'Y' e 'G': l'Eugenio di Savoia nell'imminenza della consegna alla Grecia ebbe la sigla G2. Stati Uniti e Gran Bretagna rinunciarono integralmente all'aliquota di naviglio loro assegnata, ma ne pretesero la demolizione - Bagnasco, Erminio (1988). La Marina Italiana. Quarant'anni in 250 immagini (1946-1987). supplemento "Rivista Marittima". ISSN: 0035-6984.
22. ^ OS= Opytnoye Sudo
Bibliografia [modifica]
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• Michael J. Whitley, Cruisers of World War Two, Londra, Arms and armour Press, 1995. ISBN 1-86019-874-0
• Robert Gardiner; Stephen Chumbley, by Naval Institute Press (a cura di) All the World Fighting's Ships 1947-1995, Londra, Conway's Maritime Press Ltd., 1996. ISBN 1-55750-132-7
• James Joseph Colledge; Ben Warlow, Ships of the Royal Navy: the complete record of all fighting ships of the Royal Navy, Londra, Chatham, 2006. ISBN 978-1-86176-281-8
• Gianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della marina italiana nella seconda guerra mondiale, Milano, A. Mondadori, 1987. ISBN 978-88-04-43392-7
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• Giuseppe Fioravanzo, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. IV: La Guerra nel Mediterraneo – Le azioni navali: dal 10 giugno 1940 al 31 marzo 1941, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1959.
• Giuseppe Fioravanzo, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. V: La Guerra nel Mediterraneo – Le azioni navali: dal 1° aprile 1941 all'8 settembre 1943, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1960.
• Giuseppe Fioravanzo, La Marina Militare nel suo primo secolo di vita 1861-1961, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1961.
• Giuseppe Fioravanzo, La Marina dall'8 settembre alla fine del conflitto, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1971.
• Raffaele De Courten, Le Memorie dell'Ammiraglio de Courten (1943-1946), Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1993.
• Robert Gardiner; Roger Chesneau, All the World Fighting's Ships 1922-1946, Annapolis, MD, Naval Institute Press, 1980. ISBN 978-0-85177-146-5
• Bergamini, Pier Paolo (gennaio 2002). Le forze navali da battaglia e l'armistizio. supplemento "Rivista Marittima" (1). ISSN: 0035-6984.
• Aldo Cocchia; Filippo De Palma, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VI: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 10 giugno 1940 al 30 settembre 1941, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1958.
• Aldo Cocchia, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VII: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 1° ottobre 1941 al 30 settembre 1942, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1962.
• Giuseppe Fioravanzo, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VIII: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 1° ottobre 1942 alla caduta della Tunisia, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1964.
• Luis de la Sierra, La guerra navale nel Mediterraneo: 1940-1943, Milano, Mursia, 1998. ISBN 88-425-2377-1
• Erminio Bagnasco; M. Brescia, Cacciatorpediniere classi “Freccia/Folgore”, “Maestrale” e “Oriani”, Parma, Albertelli, 1997.
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Pedro - I am very sorry but try as I may my translator will not work with this piece all I get is "unable to translate this page".
In fact I have two different translators and neither of them work with this piece!

I will keep trying but it does not look too good at the moment my friend.
__________________
Best wishes,
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Pedro I will try and do this splitting it into smaller bits and see if this works!


YES!! it seems to work so here is the best I can do!






Emanuele Filiberto Duca D'Aosta (cruiser)
From Wikipedia, the free encyclopedia.
For the Regia Marina, see Emanuele Filiberto (battleship).
Emanuele Filiberto Duca D'Aosta

Cruiser Duca D'Aosta
General description
• type light cruiser
Condottieri Class type Duca D'Aosta


Constructors OTO
Shipyard OTO Livorno


Setting 29 October 1932
Launch 22 April 1934
Completing 17 March 1935
Appointment: July 13, 1935
: 4 March 1949
Owner Regia Marina
ВМФ СССР
Radiation: 1949
: 20 February 1959
Final fate succumbed to the USSR on 2 March 1949 and scrapped in 1961
General characteristics
Displacement 10057 t
Gross 10540 t
Length 186,9 m
Width 17.5 m


Draught 6.5 m



Steam Propulsion: • 6 Yarrow boilers/Navy • 2 groups turboriduttori Belluzzo/Parsons • 2 propellers
Power: 110.000CV Speed 36.5 nodes (67.6 km/h)
Autonomy 3,900 miles 14 knots
1.680t naphtha



Crew 27 officers
551 lieutenants and municipalities

Equipment


Artillery Armament: • 8 cannons from 152/53 mm OTO mod. 1929
(4) • 6 installations coupled cannons 100/47 m OTO mod. 1927
(3) installations embellished) • 8 gunner from 37/54 mm
(4) • 12 installations coupled gunner from 13.2 mm mod. 1931
(6) • 2 installations coupled grenade launchers depth armament antisubmarine warfare:
• 6 torpedo tubes from 533mm
(2) complex triples)
Armour belt: 100 mm
horizontal 30/35 mm
vertical: 70 mm
artillery: 90 mm
torre command: 100 mm
Aircraft 2 aircraft IMAM Ro. 43
catapults brandeggiabili situated amidships
Note
Victoria nobis life Motto

The Emanuele Filiberto Duca D'Aosta was a Navy light cruiser class Condottieri type Duca D'Aosta.
Index
[Hide]
• 1 Features • 2 Name • 3 service or 3.1 wartime Activities or 3.2 transfer • 4 Note • 5 Bibliography • 6 Links external Characteristics [edit]
Steam propulsion was by two groups turboriduttori type Belluzzo/Parsons steam-powered six water tube boilers of type Yarrow/Navy with burners, with thermoregulators-electric and electronic, in which the water flowed through tubes heated externally from the combustion gases take heat emitted by the burners, the walls of boiler and exhaust. In the 20th century, this type of boiler became the standard pattern for all large boilers, thanks also to the use of special steels able to withstand high temperatures and the development of modern welding techniques. The engine providing a power not exceeding 100 000 CV and allowed the ship to reach the maximum speed of almost 37 knots, with autonomy that at an average speed of 14 knots was 3,900 miles.

The ship's profile
The main armament [1] consisted of eight guns from 152/53 to single-1932 to cradle and loaded semi-automatic [2] installed in four towers, two coupled elevated prow and two aft of the second smokestack.
The main anti-aircraft armament consisted of six guns OTO 100/47 mm UVP 6 ... mod. 1927 [3] in three complex binary, helpful tasks anti-ship, but that with the increased speed of the aircraft and with new forms of attack dive you showed insufficient air defence and revealed a certain utility only shot barrage: to remedy such incidents was prepared by the Regia Marina the model 90/50 mm To-1938 [4] in a complex single water-cooled that was on Duilio rebuilt and on modern Littorio but not on Cavour rebuilt.
The anti-aircraft armament consisted of 12 secondary gunner Hotchiss by 13.2/76 mm [5] in six-track facilities and eight heavy gunner/54 mm Breda 37 [6] mounted 4 binary installations that proved particularly useful against torpedo planes and in General against targets at low altitude.
The armament was six tubes torpedo biplane torpedo tubes in 2 complex triple brandeggiabili who found place in covered about half the distance between the two funnels; armament antisubmarine warfare was completed by two grenade launchers of depth.
The unit he embarked two maritime reconnaissance floatplane IMAM Ro. 43 two-seater biplanes capable of reaching approximately 300 km/h and with about 1 000 km of autonomy, [7] which were launched by two catapults, arranged amidships.
Name [edit]
The ship was christened with this name in honour of Emanuele Filiberto Duca D'Aosta, General of the Royal Army, son of the King of Spain Amedeo I and brother of the Duke of Abruzzi Luigi Amedeo di Savoia.
During the first world war Emanuele Filiberto drove the third army without ever suffer defeats earning the title of Duke Invitto and whose command he conquered Gorizia in the sixth battle of the Isonzo. In 1926 he was appointed Marshal of Italy. He died in 1931 and for his will was buried among soldiers in military redipuglia.
The motto of the ship was Victoria nobis life (for us victory is life) [8] which was the motto of the Duke Invitto, and in the Navy would have been inherited from Cruiser helicopter carrier Vittorio Veneto; in the ship were present other written, including "ça costa lon ça costa! Viva the Aosta! " (Cost, long live the Aosta), motto of the battalion of Alpine Aosta. [9]
Earlier in the Navy to bear the name Emanuele Filiberto was a battleship entitled however to Emanuele Filiberto Testa di Ferro says X, Duke of Savoy and ancestor of Emanuele Filiberto; the ship, in service since June 1901 in February 1920, he received the flag from combat in La Spezia on 10 April 1902 precisely from the hands of the Duke of Aosta. [10]
Service [edit]
The ship was set to airports on 29 October 1932 in yards OTO Livorno, launched in 1934 and entered service in 1935. In 1938 he began with the sister Eugene of Savoy a circumnavigation of the globe that was interrupted by the threat of the outbreak of World War II while the two ships were in South America. The departure scheduled for 1 September 1938 came on 5 November the same year from Naples, while the return, which was planned for the 25 July 1939, at the end of January 1939 was anticipated with the lure of vessels on 3 March 1939 returned to La Spezia.
Images of the ship at sea

The Duke of Aosta in navigation before the conflict the ship wearing camouflage during the conflict
Wartime Activities [edit]
During World War II he played primarily tasks Commons to convoys and laying of minefields.
At the outbreak of the second world war the unit was aggregated 7th Division Cruisers under II team. The Division was completed by Montecuccoli, from Attendolo and twin Eugene of Savoy, ship of Admiral Sansonetti teaches.
On 9 July 1940 he took part in the battle of Punta Stilo, first confrontation during the conflict between the Navy and the Royal Navy.
On December 17, 1941, he took part in the Commons to the trainset M 42, formed by motorboat Monginevro, Naples and vettor Pisani and from German Ankara cargo ship; the mission Commons culminated in the first battle of Sirte. [11] [12] the ship was among the units that made up the strength to cover very close, together with the destroyers black shirt, Ascari and Aviere, the battleship Caio Duilio and units of the 7TH Division Cruisers, playing the role of ship of Admiral De Courten teaches.
In June 1942 took part in the battle of the Middle June [13] the Division VIII Cruisers, in chance formed by Duca D'Aosta and Garibaldi. The units of the 8TH Division, at whose command there was Admiral De Courten, with teaches on Duca D'Aosta, were consignments from Taranto, with The team and Board of Garibaldi and battleship Littorio were present groups of interception of communications opponents, while aboard the heavy cruiser Gorizia was present German personnel to maintain contact radio with the Luftwaffe. Italian was preceded by the destroyers Legionnaires, who had been equipped with a radar Model Was .Mo 21/39 De. Te. German construction), becoming the first Italian unit to be equipped with such an instrument. [14]
The next 2 August, after the conquest by the Germans in Greece and Crete "Duca D'Aosta", with the cruisers Garibaldi and Duke drgli Abruzzi and Alpine destroyer, Bersagliere, Corazziere and Gunner was stationed at Navarino in Greece for the protection of the traffic in the Eastern Mediterranean from possible attacks by British surface unit that could take advantage of the port of Haifa.
In August 1943, Admiral Fioravanzo that the previous 14 March had assumed command of the 8TH Division drew bomb Palermo, from a few days in the hands of Allied troops.
The mission began on the evening of 6 August 1943 when the Admiral, with the Division formed from "Garibaldi" and from "Duca D'Aosta", he left Genoa to La Maddalena. On the evening of the day following the Division left the Magdalene with objective Allied vessels at anchor before in Palermo. The "Garibaldi" had difficulty with the engines which couldn't develop more than 28 knots and also neither cruisers had the radar. After sighting the aerial, unknown ships en route to the Division, Fioravanzo, believing that he would have had to struggle with a naval force opposing NET inferiority in danger of losing the two cruisers, but especially the lives of 1,500 troops manning, without being able to cause significant damage to the opponent, gave up the completion of the mission and belong to La Spezia at 18: 52, 8 August. At 5 p.m. on 9 August the two cruisers left La Spezia to Genoa, escorted by the destroyers Gunner, Carabiniere and Gioberti, at whose command was, at its first sea trip in time of war, Captain of the frigate Carlo Zampari and that the navigation would have been the last destroyer to be sunk in the conflict. Training, while progressed navigation with the Gunner in the lead, the two cruisers online in a row and Carabiniere and Gioberti, respectively, to the left and straight cruisers, South of Punta mesco, between Monterosso and Levanto, underwent an ambush by submarine English Simoon that launched six torpedoes against Italian units, two of which hit aft the Gioberti, broken into two, sank shortly. [15]
Il Carabiniere responded by launching depth bombs that damaged the launchers stern of the vessel English, after which the training continued to Genoa, where he arrived in the evening. Many of the survivors Gioberti were recovered by a squadron of MAS and other emergency exit from La Spezia on receiving the news of the loss of the drive.
In Italy the ship was in Genoa, from where he departed along with Garibaldi and Duca degli Abruzzi and torpedo boat Libra to rejoin the naval group from La Spezia led by Admiral Bergamini, then surrender to the allies in Malta with the other major from Taranto. The group, after having met with units from La Spezia, to get a featured cruisers, the Duca D'Aosta passed from 8TH to 7TH Division, formed by Attilio Regulus, Montecuccoli and Eugenio di Savoia, ship of Admiral Olive teaches, replacing the Attilio Regulus who joined the 8TH Division. During the transfer, the battleship Roma, flagship of Admiral Bergamini, sank tragically in the afternoon of 9 September off dell'Asinara centered by a bomb dropped by Fritz X a Dornier Do 217 of the German Luftwaffe. To take command of the fleet to Malta, after the sinking from Rome, was Admiral Olive, which fulfilled one of the clauses armistiziali, to raise the black brush of mourning flagpoles and black discs designed on tolde, [16] while the Admiral Bergamini, who warned by telephone from de Courten Armistice imminent and related clauses which were in the fleet, had gone out [17] then formally accept reluctantly orders, had left the moorings raising though animations and not complying to this clause.
During the conflict had carried out 24 missions of war for a total of 31330 miles.
During the cobelligeranza the ship after October 1943 maintenance at arsenal of Taranto was sent in patrol missions in the Central Atlantic, together with the Garibaldi and Duca degli Abruzzi, used in patrolling actions against German Raiders from the base of Freetown, playing seven patrol missions between November 1943 and February 1944. After returning to Italy in April 1944, she was employed only in transport missions. From September 1943 until May 1945 made 55 missions for a total of 61542 miles.
The transfer [edit]
After the war, in compliance with the clauses of the peace treaty, the Duke of Aosta was ceded to the Soviet Union as compensation for the damages of war. Besides the Duca D'Aosta the Soviets gained the battleship Giulio Cesare, the training ship Cristoforo Colombo, the destroyer USS Woodworth and Rifleman, fast torpedo boats fashion into Cyclone Class, courageous journey and Fear, and submersibles Nickel and Tide, in addition to the destroyer Riboty, was withdrawn because of its obsolescence and other ships, such as MAS and motosiluranti, lookouts, tankers, motozattere landing, a transport vessel and twelve tugboats. In addition to Riboty, a small part of the share of the naviglio destined for the Soviets was withdrawn because of the bad state of repair and for this part of the Soviets agreed economic compensation. [18]
Images of the ship immediately before and after delivery and war flag.


The ship in 1948 in La Spezia during restoration before delivering the ship awaiting transfer to the Soviet Union the ship in 1950 at anchor in the Black Sea
The flag of war kept in the shrine of Victorian
The Treaty stipulated that the vessels used for sale, were disposed of in a position to operate and therefore before the transfer unit was subjected to some works, carried out at the arsenal of La Spezia.
The delivery of the ships Soviets was supposed to take place in three phases starting in December 1948 concluded in June following. Major units were those of the first and the second group. The first group included Cesare, the Gunner and the two submarines, while the second group included Duca D'Aosta the Colombo and fast torpedo boats. For all vessels delivery occurred in the port of Odessa, with the exception of the battleship and the two submarines which delivery was scheduled in the Albanian port of Vlora, because the Montreux Convention did not justify the passage through the Dardanelles to warships and submarines belonging to without outlets on the Black Sea. [18] the transfer should take place with civilian crews under the control of Soviet representatives and with vessels flying the flag of merchant, with Italian Government authorities responsible for vessels until the arrival in ports where was planned. To prevent possible sabotage, ships of the first two groups were conducted to ports of destinations without ammunition on board, which would have been transported later at your destination with normal cargo ships, with the exception of battleship, delivered with 900 tons of ammunition, which included 1100 main cannon shots and the entire budget of 32 torpedoes from 533mm of two vessels. [18]
In command of the units was appointed captain of the 1st rank Semyon Michailovič Lobov (Cyrillic: Семён Михайлович Лобов) that during the second world war was the first Commander of destroyer Squadron and then in the far East and later, after leaving the Italian Cruiser command, he commanded the Cruiser Voroshilov since 1951 the battleship Sevastopol, to reach in 1970 the rank of Admiral of the fleet, the second highest Soviet Navy. [18]
The Soviet Union, after the surrender and exit from the axis of Italy, already during the Conference in Moscow, in the meeting between the Foreign Ministers of the three main allied powers, Eden, hull and Molotov, had requested a substantial share of the Italian naval vessels and merchant account repair damage of war, and had reiterated this request in the encounter between Stalin, Roosevelt and Churchill at the Conference in Tehran by finding the support of American President; but being at that time the Italia cobelligerante with allies, it was considered desirable devided Italian fleet, for which the Soviets received, as a loan, by American and British, pending with the end of the conflict had been decided the fate of the Italian fleet, [19] who did all service in the northern Fleet and were returned after the war, except a destroyer lost causes warfare. [18] [20] each vessel the Soviets received loan there were some destroyer Class Town, three boats U Class, the old British battleship HMS Royal Sovereign, renamed Arkhangelsk during the period spent under the Soviet flag and the light cruiser class American Milwaukee, Omaha renamed Murmansk by the Soviets and returned to the United States on 16 March 1949 after delivery of the "Duca D'Aosta".
Initially, before the Treaty of peace had been established that the Italian Cruiser might Stalingrad in memory of the battle of Stalingrad, but the idea was abandoned to give the name Stalingrad to a future battlecruiser project 82 whose realization, went very slowly, was stopped in the second half of the 1950s.
The ship, with the abbreviation Z 15, [21] was delivered to the Soviet Navy in the port of Odessa, on 2 March 1949.
The flag of war unit is preserved in Rome at the Shrine of Victorian.
The ship, discarded the hypothesis to be renamed Stalingrad, pending the delivery was first renamed Admiral Ushakov and then Odessa, after the Soviet Navy had the name final Kerch ' (Russian: Керчь) and framed in Black Sea fleet. [18] in the name of the ship is dedicated to the city heroine of Kerch ', a port East ***** ola of Crimea.
On 7 February 1956, the ship was withdrawn from active service and used as a training ship until 11 May 1958, when experimental unit was classified under the name OS 32. [18] [22]
On 20 February 1959, the ship was radiata and started scrapping, [18] in 1961.

Notes [edit].

1. ^ Guns & ammo. URL along with the 3-2-2008.
2. ^ Italy 152 mm (6/53) Models 1926 and 1929. URL consulted on February 19, 2008.
3. ^ Italy 100 mm/47 (3.9 ") Models 1924, 1927 and 1928 4. ^ Italian 90 mm/50 (3.5 ") Model 1939. URL consulted on February 19, 2008.
5. ^ Italian 13.2 mm/75.7 (0.15 MG Model 1931 "). URL consulted on February 19, 2008.
6. ^ Italian 37 mm/54 (1.5 ") Models 1932, 1938 and 1939. URL consulted on February 19, 2008.
7. ^ The Italian naval aviation. URL along with the 2008-10-24. Sebastiano Tringali 8. ^ Mottos Italian ships, Rome, Historical Office of RN, 1962. pp. 40 9. ^ http://www.smalp.it/aosta.htm The Alpine Battalion Aosta 10. ^ Directed battleship Emanuele Filiberto. URL consulted on 25-09-09.
11. ^ I battle of Sirte. URL consulted on 19-03 to 2008.
12. ^ the first battle of Sirte. URL consulted on 19-03 to 2008.
13. ^ The battle of the middle of June. URL consulted on 15-12-2007.
14. ^ The battle of the middle of June. URL consulted 17-03 to 2008.
15. ^ e. Bagnasco m. Brescia-Destroyer classes "Arrow/Folgore", "Maestrale" and "Oriani"-work cited pages. 126 16. ^ Gianni Rocca-Shooting the admirals, op. cited above, p. 309 17. ^ Gianni Rocca-Shooting the admirals, op. cited above, p. 305 18. ^ a b c d e f g h Berežnoj, Sergei, translation and annotation: Erminio Bagnasco (August 1995). Italian Ships to the USSR. Military history (23): 24-33. ISSN: 1122-'s 5,289.
19. ^ Bertoldi Silvio. «"and now delivered the fleet to Stalin" '. Corriere della Sera, 19-May-1994, p. 29. URL consulted on 4-5-2009.
20. ^ The Military History magazine No. 23 August 1995, in the article "Italian Ships to the USSR" (source cited), reports that drive the Soviets received loan were lost a destroyer and a submarine, but in reality all submarines, whose names were were Unbroken, Unison and Ursula, were returned to the British, while to go lost was the only destroyer Dejatel centralny, former Churchill, sunk by a German u-boat on 16 January 1945 while he escorted a convoy between ***** ola Kola and the White Sea 21. ^ Ships that Italy had to deliver in accordance with the Treaty of peace in the run-up to delivery were identified by an acronym alphanumeric. The vessels used by the Soviet Union were identified by two decimal preceded by the letter ' z ': Cesare Z 11, Gunner z 12, tide Z 13, Nickel Z 14, Duca D'Aosta Z15, fashion into Z 16, violent storm Z 17, Colombo Z 18, courageous journey Z 19, Rifleman Z 20; ships delivered to France were identified from the initial letters of the name followed by a number: Eritrea E1, Oriani O3, Regulus R4, Scipio Africanus S7; for ships delivered to Yugoslavia and Greece, the abbreviation numeric was preceded by the letters ' y ' and ' G ': Eugene of Savoy in the run-up to the handover to Greece had the initials G2. United States and Britain withdrew in full at the rate of ships assigned to them, but they pretended demolition-Bagnasco, Erminio (1988). The Italian Navy. Forty years in 250 images (1946-1987). Supplement "Maritime" Magazine. ISSN 0035-6984.
22. ^ OS = Opytnoye Sudo Bibliography [edit]
• Arrigo. Petacco, The Mediterranean Sea battles in World War II '', Milano, Mondadori, 1995 In.. ISBN 88-04-39820-5 · Michael j. Whitley, Cruisers of world war two, London, arms and armour press, 1995. ISBN 1-86019-874-0 • Robert Gardiner; Stephen Chumbley, by the Naval Institute Press (eds): all the World's Fighting Ships 1947-1995, London, Conway's Maritime Press Ltd., 1996. ISBN 1-55750-132-7 · James Joseph Colledge; Ben Warlow, ships of the Royal Navy: the complete record of all fighting ships of the Royal Navy, London, Chatham, 2006. ISBN 978-1-86176-281-8 • Gianni Rocca, Shooting the admirals. The tragedy of the Italian Navy in WWII, Milan, a. Mondadori, 1987. ISBN 978-88-04-43392-7 • Gino Galuppini, guide to the ships of Italy from 1861 until today, Milan, a. Mondadori, 1982.
• Joseph Fioravanzo, the Organization of the Navy during the conflict. Tomo II. Organic Evolution from 10-6-to 8-9 1940-1943, Rome, Historical Office of RN, 1975.
• Joseph Fioravanzo, the Italian Navy in World War II. Vol. (Iv): war in the Mediterranean – naval actions: 10 June 1940 at 31 March 1941, Rome, Historical Office of RN, 1959.
• Joseph Fioravanzo, the Italian Navy in World War II. Vol. V: war in the Mediterranean – naval actions: from 1 April 1941-8 September 1943, Rome, Historical Office of RN, 1960.
• Joseph Fioravanzo, RN in its first century of life 1861-1961, Rome, Historical Office of RN, 1961.
• Joseph Fioravanzo, Marina from 8 September to the end of the war, Roma, Historical Office of RN, 1971.
• Raffaele De Courten, memories of Admiral de Courten (1943-1946), Rome, Navy Historical Office, 1993.
• Robert Gardiner; Roger Chesneau, all the World's Fighting Ships 1922-1946, Annapolis, MD., Naval Institute press, 1980. ISBN 978-0-85177-146-5 • Bergamini, Pier Paolo (January 2002). Naval forces from the battlefield and the Armistice. Supplement "Maritime" Magazine (1). ISSN 0035-6984.
• Aldo cought fish; Filippo De Palma, the Italian Navy in World War II. Vol. VI: the war in the Mediterranean – defence of Traffic with North Africa: from 10 June 1940 until 30 September 1941, Rome, Historical Office of RN, 1958.
• Aldo cought fish, the Italian Navy in World War II. Vol. VII: the war in the Mediterranean – defence of Traffic with North Africa: from 1st October 1941 to 30 September 1942, Rome, Historical Office of RN, 1962.
• Joseph Fioravanzo, the Italian Navy in World War II. Vol. VIII: the war in the Mediterranean – defence of Traffic with North Africa: from 1 October 1942 at the fall of Tunisia, Rome, Historical Office of RN, 1964.
• Luis de la Sierra, The naval warfare in the Mediterranean: 1940-1943, Milan, Mursia, 1998. ISBN 88-425-2377-1 • Erminio Bagnasco; m. Brescia, Destroyer classes "Arrow/Folgore", "Maestrale" and "Oriani", Parma, Albertelli, 1997.
__________________
Best wishes,
Terry/Exeter. UK



HMS BADSWORTH [HUNT CLASS DESTROYER]
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  #24  
Old 02-06-2010, 10:49
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Dear Terry,hello!:
Very much thanks for your great effort and your wonderful and excellent work for to give to know the history in English language the history of all these Italian light cruisers of the Second World War to everybody.

One beautiful salute of your friend:

Pedro

"With the birth of the written word in the books was born the reason age.The most important human invent was the written word because across to she we transmit the wisdom".
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  #25  
Old 03-06-2010, 10:59
Pedro Ruíz Pedro Ruíz is offline
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Posts: 100
Default Re: Italian Light Cruisers: 1939-45

Dear Terry,hello!:
I have found the history in Italian language of the Italian cruiser "Muzio Attendolo",please can you traslate to English this history?,!!!!Terry much thanks for your excellent work!!!!.

Terry yestarday I put here one posting with the history in Italian language of the Italian submarine "Ferraris",please can you traslate it to English?.

Much thanks dear friend Terry!!.

One very great salute,yours:

Pedro

Muzio Attendolo (incrociatore)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Muzio Attendolo

L'incrociatore leggero Muzio Attendolo
Descrizione generale

Tipo incrociatore leggero

Classe Condottieri tipo Raimondo Montecuccoli




Costruttori CRDA

Cantiere Trieste





Impostazione 10 aprile 1931

Varo 9 settembre 1934



Entrata in servizio 7 agosto 1935



Radiazione 18 ottobre 1946

Destino finale affondato 4 dicembre 1942

Caratteristiche generali
Dislocamento
8.814 t (standard)
8.890 t (a pieno carico) t




Lunghezza 182,2 m

Larghezza 16,6 m




Pescaggio 6 m






Propulsione 6 caldaie, 3 turbine, 3 eliche
106.000 CV

Velocità 37 nodi (68,5 km/h)

Autonomia 4.411 mn a 18 nodi (8.169 km a 33 km/h)
1.295 t di nafta






Equipaggio 27 ufficiali
551 sottufficiali e comuni


Equipaggiamento




Armamento cannoni:
• 8 pezzi da 152/53 mm OTO modello 1929 (4 installazioni binate)
• 6 pezzi da 100/47 m OTO modello 1927 (3 installazioni binate)
• 8 mitragliere da 37/54 mm (4 installazioni binate)
• 8 mitragliere da 13,2 mm
siluri:
• 4 tubi lanciasiluri da 533 mm in due complessi binati brandeggiabili
Corazzatura 30 mm (orizzontale), 60 mm (verticale), 70 mm (artiglierie), 100 mm (torrione)
Mezzi aerei 2 aerei
catapulte brandeggiabili situate a centro nave







La Muzio Attendolo fu un incrociatore leggero della Regia Marina italiana, appartenente alla classe Condottieri tipo Raimondo Montecuccoli. Venne così battezzata in onore del condottiero del XV secolo Muzio Attendolo detto Sforza.
Venne impostata nel 1931 nei Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Trieste, varata nel 1934 ed entrò in servizio nel 1935; fu affondata il 4 dicembre 1942.
Indice
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• 1 Attività bellica
o 1.1 Il giorno di Santa Barbara
• 2 Bibliografia
• 3 Collegamenti esterni

Attività bellica [modifica]
Durante la seconda guerra mondiale prese parte alla battaglia di Punta Stilo del 9 luglio 1940 e fece parte alla scorta del convoglio M.42 che culminò nella prima battaglia della Sirte del 17 dicembre 1941. Nell'estate successiva prese parte alle battaglie di mezzo giugno (12 - 16 giugno 1942) e di mezzo agosto (10 - 15 agosto 1942), durante la quale il 13 agosto venne colpito da un siluro del sommergibile britannico Unbroken perdendo la prua, ma riuscendo comunque a rientrare al porto di Messina e raggiungere successivamente Napoli per i lavori di riparazione.
Il giorno di Santa Barbara [modifica]
Mentre si trovava nella città partenopea il 4 dicembre 1942, giorno di Santa Barbara, vi fu un bombardamento da parte dei B-24 americani partiti dall'Egitto che arrivarono indisturbati sulla città in quanto scambiati per una formazione di Ju 52 tedeschi, sganciando le loro bombe da oltre 6000 metri di altitudine, nel tentativo di colpire le navi da battaglia presenti nel porto.
Le bombe mancarono il bersaglio principale, ma vennero colpite altre navi militari presenti.
L'Eugenio di Savoia ebbe 17 morti e 46 feriti e danni alla parte posteriore dello scafo riparabili in 40 giorni. Il Montecuccoli venne colpito da una bomba a centro nave proprio dentro un fumaiolo che venne disintegrato lasciando al suo posto un cratere, ma la protezione della corazzatura riuscì a salvare la nave che ebbe 44 morti e 36 feriti ed ebbe bisogno di ben sette mesi di lavori.
Il Muzio Attendolo venne colpito al centro da una o due bombe e venne danneggiato sotto la linea di galleggiamento, mentre diversi incendi scoppiarono nella parte posteriore della nave. Quando gli incendi vennero domati la nave non era stata ancora mesa in salvo, ma un allarme di un nuovo attacco aereo, rivelatosi poi falso, fece sospendere le operazioni di soccorso che quando ripresero era ormai troppo tardi, in quanto la nave si era inclinata affondando. Alla fine tra l'equipaggio si contarono 188 morti e 46 feriti. Anche tra l'equipaggio della corazzata Littorio vi fu un morto, mentre tra le 150 e le 250 vittime vi furono tra la popolazione civile.
Per il Muzio Attendolo la stima delle operazioni di recupero e dei lavori di riparazione era da dieci mesi ad un anno, ma lo scafo venne recuperato e demolito al termine del conflitto.
Durante la guerra aveva compiuto 25 missioni di guerra percorrendo 29.235 miglia.
Bibliografia [modifica]
• M. J Whitley, Cruisers of World War Two: An International Encyclopedia , Londra, Arms and armour Press, 1995 . ISBN 9781854092250
• De Toro, Augusto (Dicembre 1996). Napoli, Santabarbara 1942. Storia Militare (39). ISSN 1122-5289.
• Gli incrociatori leggeri Classe Montecuccoli. URL consultato il 6-12-2007.
• Gli incrociatori leggeri della Regia Marina. URL consultato il 6-12-2007.
• Regia Marina Italiana e Marina Militare Italiana attraverso la storia. URL consultato il 6-12-2007.
Collegamenti esterni [modifica]
• Scheda sintetica sul sito della Marina Militare - Archivio storico

Incrociatori leggeri classe Condottieri tipo Raimondo Montecuccoli

Raimondo Montecuccoli | Muzio Attendolo
Regia Marina
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